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A Cernobbio eletto il nuovo presidente di Fiaso

di TMNews giovedì 19 febbraio 2026
1' di lettura

Cernobbio, 19 feb. (askanews) - Nel contesto della Cernobbio School, l'evento annuale di punta promosso da Motore Sanità dedicato ai temi del governo della Salute e ai contenuti strategici della programmazione delle cure sanitarie in Italia in corso in questi giorni a Cernobbio, è stato eletto il nuovo presidente della Fiaso, la FEDERAZIONE ITALIANA AZIENDE SANITARIE E OSPEDALIERE. E' Giuseppe Quintavalle che commenta in video la sua elezione.

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Deranque "omicidio volontario", chiesta incriminazione per 7 persone

Roma, 19 feb. (askanews) - Il procuratore di Lione, Thierry Dran, ha annunciato in conferenza stampa che delle 11 persone arrestate tra martedì e mercoledì per la morte dell'attivista nazionalista di estrema destra, Quentin Deranque, i 3 uomini e una donna accusati di aver ospitato i sospettati sono stati rilasciati, mentre per gli altri 7 in arresto, la Procura ha chiesto che vengano incriminati per "omicidio volontario".

Deranque, 23 anni, è morto per le ferite alla testa riportate dopo essere stato aggredito da almeno sei persone la scorsa settimana a margine di una manifestazione di estrema destra nella città di Lione. La maggior parte degli 11 sospettati appartiene a movimenti di estrema sinistra.

"L'analisi dei fatti, in particolare l'elevato numero di colpi inferti direttamente al volto e al cranio di Quentin Deranque, le audizioni dei testimoni, gli interrogatori degli indagati, le indagini tecniche, i risultati dell'autopsia sulla vittima e l'analisi dei video, portano la procura ad avviare nei prossimi minuti un'indagine penale davanti ai giudici istruttori e a richiedere l'incriminazione per omicidio volontario su Quentin Deranque per 7 persone", ha dichiarato il procuratore.

TMNews

Berlinale, regista di Roya: "Non voglio morire, Iran è regime mafioso"

Berlino, 19 feb. (askanews) - Sullo sfondo della sanguinosa repressione delle manifestazioni antigovernative in Iran e delle minacce di un intervento militare da parte degli Stati Uniti, il film "Roya" dell'iraniana Mahnaz Mohammadi, presentato fuori concorso quest'anno al Festival del cinema di Berlino, appare particolarmente attuale. La repressione dello Stato è il filo conduttore di "Roya", che esplora il trauma di una prigioniera politica dopo il suo passaggio nel famigerato carcere di Evin a Teheran. La regista sa bene di cosa parla, essendo stata lei stessa rinchiusa a Evin. La sequenza iniziale è sconvolgente: girata dal punto di vista della protagonista Roya, rivela il trattamento degradante che le viene inflitto dai carcerieri.

"Penso che la maggior parte dei miei colleghi ora stia riflettendo su come ritrovare la pace. Su come liberarsi di questo brutale regime mafioso. Dico brutale regime mafioso perché in realtà non è uno Stato. Quando uccidono persone innocenti, che sono scese in strada solo per manifestare pacificamente, si tratta di un massacro, ha dichiarato in un'intervista ad Afp.

"Non sono preoccupata, ma penso che ci siano due strade davanti a me. Una è tornare in prigione, l'altra è uccidermi immediatamente. Sto solo pensando a queste due possibilità. E penso che no, non voglio ancora morire. Ci sono ancora così tante voci silenziose nella mia mente. Ero lì, ho sentito e voglio raccontarlo prima. E se mi tengono in prigione, non mi importa più. L'Iran è una grande prigione. Non importa se si vive dentro o fuori dalla cella. L'unica cosa che conta è che non voglio morire. Voglio andarmene e vedere un giorno il popolo iraniano che ce l'ha fatta. Che è felice e in pace", ha aggiunto.

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20 anni fa moriva Luca Coscioni: "Italia non dimentichi le sue lotte"

Roma, 19 feb. (askanews) - A venti anni dalla sua morte, l'Associazione Luca Coscioni ha ricordato il suo fondatore: l'economista che ha trasformato la propria condizione di malato di sclerosi laterale amiotrofica in occasione di lotta per la libertà di ricerca scientifica, il diritto l'autodeterminazione, in particolare delle persone malate e con disabilità e la ricerca di cure innovative. Filomenta Gallo e Marco Cappato, rispettivamente, segretaria nazionale e tesoriere Associazione Luca Coscioni, hanno lanciato un appello affinché "l'Italia non dimentichi Luca, la ricerca che dà speranza contro il Parkinson è ancora proibita e il Governo intervenga anche sulle terapie orfane, abbandonate perché non profittevoli".

Si è tenuto giovedì 19 febbraio un incontro in Senato per fare il punto sulla libertà di ricerca scientifica in Italia e nel mondo, a partire da quella sulle cellule staminali embrionali su cui Luca Coscioni aveva ottenuto il sostegno di oltre 100 Premi Nobel per renderla possibile in Italia e nel mondo.

Il 20 febbraio 2006 Luca Coscioni morì, dopo aver rifiutato la tracheotomia che gli avrebbe prolungato la vita "attaccato a una macchina". Oggi ci sono altre persone che, come lui, aspettano che la scienza avanzi, e che la politica superi la proibizione della ricerca sulle cellule staminali embrionali ancora in vigore in Italia, impedendo a malati di Parkinson, a esempio, di accedere a ricerche che sono in stato avanzato in altri Paesi come la Svezia, grazie a Malin Parmar (intervenuta al Convegno). Come Maurizio, affetto da Parkinson, che se vivesse all'estero potrebbe accedere a sperimentazioni all'avanguardia grazie alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, che però gli sono precluse perché in Italia è vietata dalla legge 40.

Nel campo della ricerca scientifica, inoltre, ci sono terapie che rischiano di sparire semplicemente perché non convengono. Sono le terapie orfane: cure esistenti e validate, spesso salvavita, che vengono rallentate, sospese o abbandonate perché non economicamente convenienti. Secondo i dati disponibili, l'80% delle malattie rare ha origine genetica e il 95% di esse non dispone ancora di un trattamento approvato. In Europa sono stati autorizzati dall'Agenzia Europea dei Medicinali oltre 200 farmaci per malattie rare, ma l'accesso reale resta diseguale e fragile. Alcune terapie avanzate arrivano a costare milioni di euro per singolo trattamento e, in diversi casi, sono state ritirate o sospese nonostante l'efficacia dimostrata.

Per questo l'Associazione Luca Coscioni ha consegnato al Ministro Adolfo Urso le prime 2.601 firme raccolte, per chiedere di dare disposizioni immediate per riprendere - al massimo livello di competenza e qualità scientifica - le sperimentazioni di Holostem (società controllata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy), per portare a termine lo sviluppo di una terapia potenzialmente salvavita per l'epidermolisi bollosa, e per riprendere le terapie che possono ridare la vista a chi non può più vedere a causa della cornea danneggiata. Le firme sono state consegnate al termine di una marcia verso il ministero guidata da Alessandro Barneschi, affetto da epidermolisi bollosa, che ha evidenziato l'importanza di continuare le sperimentazioni cliniche e le terapie già sviluppate per curare questa patologia. Le terapie cellulari avanzate offrono possibilità di vita e di autonomia a chi soffre di malattie rare, mentre la ricerca sulle cellule staminali embrionali e sulle biotecnologie vegetali stimola innovazione e progresso in medicina e scienza applicata.

"A venti anni dalla morte di Luca Coscioni, l'Associazione da lui fondata e che porta il suo nome continua a portare avanti le battaglie che hanno segnato il suo impegno civile e politico. In questi vent'anni, l'Associazione ha difeso la libertà di ricerca scientifica come diritto fondamentale e come condizione imprescindibile per il progresso della conoscenza, promuovendo riforme volte a garantire l'accesso effettivo alle applicazioni del progresso scientifico. Un impegno che, nel tempo, si è esteso a decine di altre questioni che ancora oggi in Italia necessitano di riforme per assicurare pienamente i diritti delle persone, la libertà di scelta e l'autodeterminazione, dall'inizio alla fine della vita. La memoria di Luca Coscioni si traduce in un impegno attuale: ogni avanzamento scientifico e legislativo realizzato oggi è anche il frutto del coraggio di chi ha saputo trasformare la propria sofferenza in una forza di cambiamento civile e democratico. L'anniversario della sua morte rappresenta anche un'occasione per una doppia richiesta al Governo: l'Italia non dimentichi Luca, la ricerca che dà speranza contro il Parkinson è ancora proibita, va legalizzata. Il Governo intervenga anche sulle terapie orfane, abbandonate perché non profittevoli, e sblocchi la ricerca Holostem", hanno dichiarato Marco Cappato e Filomena Gallo, Tesoriere e Segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni.

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Ambiente, Berghinz (Alis): pronto intervento investimento cruciale

Roma, 19 feb. (askanews) - "Il pronto intervento ambientale è assolutamente cruciale, perché l'ambiente è la nostra risorsa più importante. Dobbiamo difenderlo e proteggerlo, ma mai in maniera ideologica. Serve farlo in maniera concreta, operativa e armonica con il sistema delle imprese, con il sistema economico e industriale del nostro Paese. È quindi necessario trovare un equilibrio e appunto un'armonia che sia normativa, operativa, realmente concreta al servizio delle imprese e di tutti gli italiani". Lo ha detto Nicolò Berghinz, responsabile Sviluppo, relazioni esterne e public affairs di Alis, a margine del convegno "Pronto Intervento Ambientale - Innovazione e futuro nella protezione dell'ambiente", organizzato alla Camera dall'Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo Sostenibile.

"Importantissimo soffermarsi su queste tematiche, approfondirle e soprattutto trovare le soluzioni più adatte, affinché si possano risolvere i problemi principali di questo settore e soprattutto dare la possibilità alle imprese negli anni a venire di investire sempre di più in questo settore. Si parte dall'ambiente, dalla sua protezione per poi sviluppare e crescere sempre di più a livello di impresa", ha aggiunto.

"Alis è impegnata in prima linea in questo settore sin dal primo giorno. Non è un caso che nel nostro acronimo alla lettera 's' ci sia la parola sostenibilità. Sostenibilità in tutte le sue accezioni, economica, sociale, ma soprattutto ambientale, perché non c'è crescita e non c'è sviluppo senza protezione e prevenzione nei confronti del nostro ambiente circostante", ha concluso Berghinz.

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