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Sanremo, J-Ax "politico": governo non conta... decidono Usa e finanza

di TMNews mercoledì 25 febbraio 2026
2' di lettura

Sanremo, 25 feb. (askanews) - "Anche noi stiamo disfando (sic) la sanità pubblica e la stiamo privatizzando, ma non siamo ancora al punto degli americani. Anche noi stiamo giustificando il capolarato di grandi multinazionali che fanno lavorare la gente con dei turni assurdi, con dei sottopagati, però non l'abbiamo ancora fatto in maniera così veloce come gli altri, quindi il nostro immobilismo senza merito in un certo senso ci sta premiando".

Così J-Ax, parlando a margine della conferenza stampa a Sanremo, in cui ha risposto, avendo una compagna americana, a domande sull'America di Trump, di cui, ha detto, "penso male". E parlando anche di attualità italiana, ha aggiunto:

"Il nostro essere è sempre come un piede in due scarpe..., non mi fate parlare del governo..., dico almeno se volete essere la destra fare la destra veramente..., perché in realtà dobbiamo sempre cercare il cerchiobottismo, il neutralismo, far pareggiare gli equilibri, la politica non comanda nulla, amministra, quindi devono amministrare e chi sta al di sopra di loro, cioè la finanza, gli dice cosa fare qui e negli Stati Uniti; a noi ce lo dice il presidente degli Stati Uniti cosa dobbiamo fare e poi ce lo dice la finanza, quindi quando realizzi tutte queste cose, 'dì qualcosa di positivo sulla Meloni' non conta più nulla. A noi ci lasciano fare una guerra orizzontale quando l'unica guerra che dovrebbe essere combattuta oggi è verso l'alto, verso quel 0,1% che detiene tutto il potere e tutte le ricchezze del mondo, ci distraggono facendoci litigare fra di noi e a questo serve la politica, a distrarci in modo che non ci accorgiamo che al di sopra di loro c'è chi veramente controlla tutto".

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A tenere banco sono soprattutto gli ascolti: 9 milioni e 600mila i telespettatori, pari al 58% di share, che nella media, hanno seguito la prima serata di questa 76esima edizione. Lo scorso anno furono 12 milioni e 630mila, 65,3% lo share. Carlo Conti ha detto che si aspettava un po' peggio: "Non ho battuto me stesso ma ho lo stesso sorriso, sono contento, rimane un risultato altissimo, il Festival sta bene".

Achille Lauro e Lillo hanno scherzato sulle possibili sorprese sul palco: "Qui c'è solo un generale, noi seguiamo Carlo. Traspare il suo lato umano, l'autenticità, di certo non gli farò sgambetti sul palco". "Sono felice di avere a fianco uno come Carlo, è una grande spalla, per chi cerca di intrattenere, e in senso positivo".

Protagonista della seconda serata ancora la musica, con 15 big in gara. Tra loro J-Ax che così ha spiegato il suo brano: "40, 60 anni di colonizzazione musicale degli americani, anche le loro cose ormai sono nostre. Io sono partito dal rap, che era esattamente questo, 30 anni fa mi dicevano 'cosa fai queste americanate'? E oggi è totalmente parte della nostra cultura. Quindi ho voluto semplicemente fare la parodia di una convention repubblicana", ha ironizzato.

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"E' un'emozione davvero forte, un'esperienza che però ti fa crescere anche come artista e persona, perché devi imparare a controllarti e rimanere concentrato", ha aggiunto.

"Sfido chiunque a salire su quel palco e restare calmi come se cantassi a un karaoke. Io poi sono un rapper, mi affaccio alla melodia da poco, non mi definisco un cantante. Si sentono storie di cantanti che cantano da quando erano piccoli a cui tremano ancora le gambe. E' un'emozione davvero forte da gestire", ha sottolineato.

"Sulle critiche riguardo l'autotune, siamo nel 2026, ci rimango un po' così. Io rispetto i gusti di tutti, ma nel mio pezzo non c'è solo l'autotune, ma 5 o 6 effetti sulla voce per creare un sound internazionale, utilizzato in tutto il mondo, non capisco perché ancora qualcuno storce il naso. Ridurlo solo all'autotune scredita anche il lavoro del sound engineer", ha ribadito.

"Il Labirinto - ha proseguito parlando del suo brano - è un po' una metafora della vita, di una relazione, è anche un po' una metafora del mio cervello da cui alcuni pensieri non riescono mai a uscire. Credo che nella vita si esca e si rientri in questo labirinto più di una volta, il che fa anche bene, perché stare dentro la nostra testa ci può far capire molte cose di noi. Se se ne esce, bisogna uscirne più formati e consapevoli, la consapevolezza di noi stessi credo sia la chiave per risolvere molti problemi. La canzone parla un po' di me, un po' di una relazione da cui queste due persone non riescono a uscire e forse non ne vogliono uscire", ha concluso.

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