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Jasmine Trinca e Timi, tra passione e potere in "Gli occhi degli altri"

di TMNews giovedì 12 marzo 2026
2' di lettura

Roma, 12 mar. (askanews) - Rilegge liberamente la storia dei marchesi Casati Stampa "Gli occhi degli altri" di Andrea De Sica, nei cinema dal 19 marzo. I protagonisti sono interpretati da Filippo Timi e Jasmine Trinca: lui è un ricchissimo marchese, circondato da amici blasonati e annoiati, lei una giovane e bellissima donna che arriva sulla sua isola con il marito. Tra i due scoppia una passione fatta di sesso, trasgressione, complicità, che poi si trasforma in senso del possesso e potere.

Jasmine Trinca, che grazie a questa interpretazione ha vinto il premio come migliore attrice alla Festa del cinema di Roma, ha raccontato: "Lei parte come una donna libera, una donna che ha un'ambizione, probabilmente anche sociale, il che è tutto lecito. Per me raccontare un femminile che ha quello sguardo lì, che ha quel desiderio lì, che è completamente libera inizialmente in una dinamica amorosa, vale tutto. Quello che non vale più è quello che raccontavi, cioè il non poter uscire fuori da una cosa che ci si era detti. Quest'uomo esercita, il suo sguardo, il suo potere, la sua prevaricazione".

Il marchese interpretato da Timi fa parte di un mondo decadente, in un momento di passaggio in cui la Dolce Vita e i privilegi di una classe sociale stanno per essere spazzati via, perché siamo alla vigilia degli anni Settanta: esercita il suo potere ma è totalmente distaccato dalla realtà. "Su quell'isola quell'uomo lì era il re, faceva le sue regole, decideva lui, quindi sì, ha una visione personale, che però se apri lo sguardo adesso, a una politica contemporanea, mi sembra uguale: i politici si fanno più i c... loro che i c... del Paese" ha affermato Timi.

Il film richiama, indirettamente, tanti temi legati all'attualità, fra cui revenge porn e femminicidi, come ha spiegato il regista: "Queste dinamiche di potere rispetto all'amore e al sesso sono secondo me universali ed eterne, ahimè, e quindi mi sembrava una bella sfida per parlare al presente".

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Soldato francese morto in Iraq, Francia: emozione e lutto nazionale

Parigi, 13 mar. (askanews) - "Un'emozione nazionale, un lutto nazionale, una solidarietà nazionale, un pensiero sincero per tutti i soldati dislocati nella zona, in condizioni difficili, che onorano la Francia, che onorano la nostra nazione, che difendono i nostri valori, che sono al fianco dei nostri partner", così il primo commento del governo francese, attraverso le parole della portavoce Maud Bregeon, sulla morte del primo soldato francese nell'ambito del conflitto scatenato in Medioriente dall'attacco di Usa e Israele contro l'Iran. Il soldato è morto per le ferite riportate dopo un attacco con drone contro la sua base militare nel Kurdistan iracheno.

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Fisco, Leo: iperammortamento esteso a realtà di tutto il mondo

Roma, 13 mar. (askanews) - "Uno dei punti centrali sul quale stiamo lavorando riguarda il tema dell'iperammortamento, che ha sostituito il precedente sistema dei crediti d'imposta. Nella versione attuale la misura è limitata agli investimenti realizzati all'interno dello spazio economico europeo. Alla luce delle numerose richieste pervenute dal mondo imprenditoriale, abbiamo deciso di intervenire per estendere l'agevolazione anche agli investimenti effettuati in altre aree del mondo, con l'obiettivo di offrire maggiori opportunità alle imprese e favorire i processi di crescita e internazionalizzazione. Una volta approvata la norma sarà possibile sbloccare anche il relativo decreto attuativo, strettamente collegato a questo intervento. Confidiamo che già nel prossimo Consiglio dei ministri si possa completare l'iter e portare a compimento questo importante provvedimento".". Lo ha detto il vice ministro dell'Economia e delle Finanze Maurizio Leo, che a Napoli ha aperto i lavori del forum nazionale "Le novità fiscali, la legge di Bilancio 2026", promosso dall'Ordine e dalla Fondazione dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli.

Leo ha affrontato anche il tema della cosiddetta 'IVA nelle permute', chiarendo che per i contratti stipulati entro il 31 dicembre 2025 continuerà ad applicarsi la normativa precedente, garantendo così continuità e certezza ai rapporti già avviati. Poi, sulla rottamazione quinquies ha sottolineato che rappresenterà un'importante opportunità per i contribuenti che intendono regolarizzare la propria posizione fiscale, grazie a un piano di rateizzazione ampio che renderà più sostenibile il pagamento dei debiti tributari.

Il direttore dell'Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone ha anticipato che l'Amministrazione finanziaria sta lavorando ad alcuni documenti di prassi amministrativa e per dare segnali a contribuenti e professionisti: "stiamo predisponendo circolari 'ad hoc' che nei prossimi giorni saranno in consultazione. In particolare, verrà pubblicata una nota sul codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza. Inoltre, stiamo elaborando alcuni provvedimenti da emanare prossimamente, cercando di dare sempre un supporto agli utenti, ai nostri uffici per consentire di lavorare in modo omogeneo su tutto il territorio". Carbone ha segnalato che l'AdE sta monitorando l'attività degli enti locali che hanno la facoltà di poter inserire i crediti vanatati nella Rottamazione quinquies". Sul ruolo dei commercialisti si è soffermato il presidente nazionale Elbano de Nuccio: "La Legge di Bilancio si colloca in un percorso di interventi improntati alla concretezza e al sostegno dell'economia nazionale. In questo sistema il ruolo dei commercialisti è fondamentale, perché rappresentiamo il vero collegamento tra l'amministrazione finanziaria e i cittadini contribuenti. Nei mesi scorsi - ha evidenziato de Nuccio - avevamo annunciato la disponibilità dell'Agenzia delle Entrate a siglare un nuovo patto, attivando 'corsie preferenziali' pomeridiane dedicate ai commercialisti, con l'obiettivo di superare il 'muro digitale' che spesso impedisce un confronto diretto con funzionari e dirigenti dell'amministrazione finanziaria. L'Agenzia ha concluso la fase di pianificazione e organizzazione interna e nelle prossime settimane inizieranno le prime aperture degli uffici dedicate alla nostra categoria. Si tratta di un risultato significativo, che non solo riconosce il ruolo dei commercialisti, ma contribuisce anche a migliorare l'efficienza dell'azione amministrativa e della nostra attività professionale, nell'interesse dell'intero Paese".

Matteo De Lise, numero uno dei commercialisti partenopei ha sottolineato che la 'Manovra' 2026 può offrire nuove opportunità per famiglie, imprese e professionisti della Campania, soprattutto grazie agli interventi su Irpef, investimenti e lavoro. Tuttavia, evidenzia la necessità di accompagnare queste misure con maggiore semplificazione normativa e strumenti concreti per sostenere la crescita economica del territorio, ribadendo il ruolo centrale dei commercialisti nel supportare cittadini e imprese nell'applicazione delle nuove norme". Sulla centralità della figura del commercialista ha insistito Vincenzo Moretta, presidente della Fondazione Odcec Napoli: "I commercialisti rappresentano gli intermediari privilegiati nel rapporto tra fisco e contribuente. L'obiettivo è creare canali di interlocuzione che consentano un dialogo più diretto con i funzionari per consentire la gestione delle pratiche di imprese e famiglie. In questo modo sarà possibile affrontare e risolvere con maggiore rapidità le questioni fiscali e i contenziosi, migliorando l'efficienza del rapporto tra amministrazione e contribuenti". Hanno introdotto i lavori delle sessioni il generale di corpo d'armata Francesco Greco, comandante interregionale dell'Italia meridionale della Guardia di Finanza e prefetto di Napoli Michele Di Bari.

La prima sessione, moderata da Raffaele Scognamiglio, presidente della Commissione Imposte Dirette e Indirette dell'Odcec Napoli, è stata dedicata agli aspetti più rilevanti della normativa tributaria. Pasquale Saggese, coordinatore della Fondazione nazionale di ricerca dei commercialisti, ha analizzato la cosiddetta "rottamazione quinquies", mentre Pasquale Formica, docente della Guardia di Finanza, ha approfondito il nuovo regime fiscale relativo a plusvalenze e dividendi nel reddito d'impresa. Fernando Marotta, capo settore controllo PMI della Direzione centrale dell'Agenzia delle Entrate, ha illustrato le opportunità legate all'iperammortamento e alle agevolazioni sugli investimenti. Anna Maria Argentino, consigliere della Fondazione Odcec Napoli, si concentrata sulle novità relative al reddito delle persone fisiche, con particolare attenzione alla cedolare secca, alla rimodulazione delle aliquote Irpef, ai limiti alle detrazioni e alle novità in materia di lavoro dipendente. La seconda sessione, moderata da Alessandro Lazzarini, vicepresidente della Commissione Imposte Dirette e Indirette, è stata dedicata ad alcune tematiche operative di grande interesse per professionisti e imprese. Gaetano Scala, capo settore grandi contribuenti della Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate della Campania, ha analizzato il tema delle operazioni straordinarie e del riporto delle perdite, mentre Giovanni Federico (dottore commercialista), si è soffermato sulle novità sul reddito d'impresa e sulle rettifiche degli errori contabili. Un focus particolare è stato riservato anche al contrasto all'evasione fiscale: il colonnello Paolo Consiglio, comandante del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, ha presentato gli indirizzi operativi dell'azione di controllo per il 2026.

Ha chiuso la sessione l'intervento della commercialista Cristiana Ciabatti, che ha parlato dell'assegnazione agevolata dei beni ai soci. Il convegno si è concluso con una tavola rotonda dedicata ai rapporti tra Fisco e contribuente a due anni dall'avvio della riforma fiscale, coordinata da Vincenzo Morettaa cui hanno partecipato, tra gli altri, Matteo De Lise, Elbano de Nuccio, la vicepresidente dell'Odcec di Napoli Immacolata Vasaturo, il coordinatore della struttura di missione ZES unica Giosy Romano, il vice capo di Gabinetto del Ministero dell'Economia Luigi Vinciguerra, il direttore Carbone e il vice ministro Leo.

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Chirurgia della cataratta bilaterale, confronto tra specialisti

Roma, 13 mar. (askanews) - Si è svolto a Roma un incontro scientifico dedicato alla possibilità di intervenire sulla cataratta bilaterale nella stessa seduta chirurgica, un tema che negli ultimi anni sta attirando crescente attenzione nella comunità oftalmologica internazionale. All'incontro hanno partecipato alcuni tra i più autorevoli specialisti di oftalmologia per discutere opportunità, limiti e criteri di applicazione di questa tecnica. L'iniziativa è stata promossa dal dottor Guido Lesnoni, primario di Diagnostica e Chirurgia oculare dell'Ospedale Cristo Re di Roma, insieme al professor Teresio Avitabile, primario della Clinica Oculistica dell'Università di Catania, con l'organizzazione scientifica del dottor Livio Colecchia, medico chirurgo specialista in oftalmologia e autore di oltre 30 pubblicazioni scientifiche. La chirurgia bilaterale simultanea della cataratta prevede l'intervento su entrambi gli occhi nella stessa seduta operatoria. In alcuni Paesi europei questa procedura è già utilizzata con maggiore frequenza, mentre in Italia il tema continua a essere oggetto di valutazione e confronto tra gli specialisti, anche per le implicazioni cliniche, organizzative ed etiche che comporta. Secondo Guido Lesnoni l'interesse verso questa tecnica nasce anche dalle richieste dei pazienti e dall'evoluzione delle pratiche chirurgiche a livello internazionale. L'obiettivo del confronto tra gli specialisti è quello di approfondire protocolli, criteri di selezione dei pazienti e percorsi clinici che possano garantire condizioni di sicurezza adeguate. Il professor Teresio Avitabile ha sottolineato come ogni innovazione in ambito medico sia spesso accompagnata da iniziali timori. Proprio per questo, ha osservato, è importante che il tema venga discusso in modo aperto sulla base dei dati scientifici disponibili e dell'esperienza maturata nei diversi contesti sanitari. Nella pratica clinica la chirurgia bilaterale simultanea viene oggi applicata soprattutto in situazioni selezionate. Il professor Romolo Appolloni, primario oculista dell'Ospedale S. Eugenio-CTO di Roma, ha ricordato che in molti contesti ospedalieri questa procedura viene utilizzata con prudenza, ad esempio nei pazienti molto anziani o in coloro che devono essere sottoposti ad anestesia generale. Esistono inoltre condizioni specifiche in cui questa soluzione può rappresentare una risposta efficace per il paziente. Andrea Niutta, primario della Struttura Complessa di Oculistica dell'Azienda ASL Roma 3, ha spiegato che in alcuni casi di pazienti fragili, come persone con sindrome di Down che necessitano di anestesia generale, l'intervento su entrambi gli occhi nella stessa seduta può consentire di risolvere il problema visivo con un unico intervento. Tra i possibili vantaggi indicati dagli specialisti vi è la possibilità di affrontare un solo intervento chirurgico e un unico periodo di recupero. Allo stesso tempo, la comunità scientifica continua a valutare con attenzione i possibili rischi legati alla procedura. Ciro Tamburelli, primario oculista dell'Ospedale Oftalmico di Roma, ha evidenziato come la questione coinvolga anche aspetti etici e di responsabilità clinica. I benefici per il paziente possono essere rilevanti, ma è necessario considerare con attenzione ogni caso e garantire una comunicazione chiara con chi si sottopone all'intervento. Il confronto tra gli specialisti ha messo in evidenza la necessità di proseguire l'approfondimento scientifico su protocolli, criteri di sicurezza e modalità di selezione dei pazienti, per valutare in quali condizioni la chirurgia simultanea della cataratta possa trovare un'applicazione appropriata nella pratica clinica.

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La migrazione dei super-ricchi sfida gli avvocati italiani

Roma, 13 mar. - La professione legale italiana attraversa una fase di profonda trasformazione, stretta tra una crisi strutturale che colpisce migliaia di avvocati e opportunità senza precedenti generate dall'arrivo massiccio di patrimoni internazionali. Mentre molti professionisti faticano a sostenere economicamente i propri studi, schiacciati dalla saturazione del mercato e dai tempi biblici della giustizia italiana, una nuova élite di specialisti sta emergendo per gestire le esigenze di una clientela internazionale sempre più numerosa e facoltosa.

I numeri parlano chiaro: nel 2025 l'Italia ha accolto 3.600 milionari, posizionandosi come terza destinazione mondiale per i super-ricchi dopo Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti. Un fenomeno alimentato dalla flat tax da 200.000 euro e dalle politiche di rientro dei cervelli, che ha trasformato Milano e altre città italiane in magneti per patrimoni miliardari provenienti soprattutto da Londra post-Brexit.

'L'Italia è veramente invasa dai milionari da tutto il mondo, soprattutto dopo la Brexit abbiamo avuto un numero altissimo di persone che vivevano prima a Londra e che si sono spostati in Italia', spiega Armando Cecatiello, avvocato del Foro di Milano esperto in diritto di famiglia internazionale. 'Diciamo, quelli più abbienti tendono a stare a Milano, quindi c'è un numero importante di stranieri in Italia che sono rientrati con le varie normative fiscali più favorevoli'.

Parallelamente, il turismo matrimoniale registra cifre record: nel 2024 i matrimoni celebrati da coppie straniere in Italia hanno superato quota 15.100, segnando un incremento dell'11,4% rispetto all'anno precedente. Nel 2025, le presenze straniere dovrebbero raggiungere i 271 milioni, il massimo mai registrato, contribuendo ulteriormente al boom del settore.

Questa trasformazione del panorama clientelare sta rivoluzionando l'approccio professionale degli avvocati italiani. 'Il nostro lavoro è capire dove è meglio separarsi o meglio dove meglio divorziare perché siamo l'unico paese, forse, che ancora ha il doppio step: la separazione poi il divorzio', osserva Cecatiello. 'Invece gli altri superano tutto e vanno direttamente al divorzio '.

La gestione di patrimoni internazionali richiede competenze che vanno ben oltre il diritto italiano tradizionale. Gli avvocati devono padroneggiare normative anglosassoni, strutture fiduciarie come i Trust e comprendere le differenze sostanziali tra i sistemi giuridici. 'In Italia abbiamo separazione dei beni o comunione di beni, all'estero il giudice inglese, americano, australiano non riconosce la separazione di beni perché non considera la separazione di beni un pre-nup o post-nup e ciò ha conseguenze importanti sul piano patrimoniale', spiega l'esperto.

Ma la vera rivoluzione riguarda l'approccio al conflitto familiare. 'Io sto chiudendo adesso dei divorzi delle separazioni con assegni una tantum milionari', rivela Cecatiello. 'Qualche giorno fa ho curato un contratto di convivenza per un personaggio che invece non vuole assolutamente sposarsi, parliamo di un patrimonio di un bilione'.

L'evoluzione professionale richiede anche nuove competenze trasversali. 'Sicuramente uscire dai confini italiani, ma non nella misura di andare a lavorare all'estero come fuga di cervelli, ma di aprire la mente sul fatto che le competenze che abbiamo in Italia possono essere arricchite da altre competenze che ci vengono da altri ordinamenti', sottolinea l'avvocato, che ha studiato le tecniche di negoziazione di Harvard e la pratica collaborativa.

L'approccio costruttivo alla risoluzione dei conflitti sta diventando centrale. 'Il concetto è che noi dovremmo impostarci per creare abbondanza, nel senso che invece di dividere, separare e impoverire, bisogna trovare dei modi per aumentare quello che sono i patrimoni e abbassare il conflitto', afferma Cecatiello, citando esempi di divorzi che hanno generato nuove opportunità di business per entrambi i coniugi.

Tuttavia, l'arrivo di studi legali internazionali rappresenta una nuova sfida. 'Così come arrivano tutti questi milionari, adesso arrivano anche gli studi legali internazionali', avverte l'esperto. 'Spesso hanno un approccio tutt'altro che conciliante, sono in grado di produrre atti su atti e allegare un numero considerevole di documenti tanto da rendere particolarmente impegnativa la difesa, di contro il numero di legali che coinvolgono e le regole interne non rendono facile il rapporto con il cliente'. La trasformazione in atto evidenzia come la professione legale italiana debba necessariamente evolversi per rimanere competitiva.

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