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Un nuovo orizzonte nella cura dell'emofilia A e B

di TMNews venerdì 20 marzo 2026
2' di lettura

Milano, 20 mar. (askanews) - In Italia arriva una nuova opzione terapeutica per l'emofilia. È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la rimborsabilità di un trattamento innovativo per l'emofilia A e B severa senza inibitori, nasce Marstacimab, sviluppato da Pfizer che apre nuove prospettive nella gestione della malattia. Nel nostro Paese sono circa 5.000 le persone che convivono con questa patologia rara, che, nel tempo, può compromettere articolazioni, autonomia e qualità della vita. La nuova opzione terapeutica ha un approccio diverso rispetto alle terapie tradizionali, perché non sostituisce i fattori della coagulazione ma agisce riequilibrando il sistema emostatico, contribuendo a ridurre i sanguinamenti. Abbiamo parlato con Maria Elisa Mancuso, Referente Centro Malattie Emorragiche presso IRCCS Humanitas Research Hospital e Professoressa a Contratto presso Humanitas University:

"Marstacimab sicuramente favorisce una aderenza migliore al trattamento di profilassi, che è lo standard di cura nell'emofilia per prevenire gli episodi emorragici, perché è somministrabile per via sottocutanea, con infusioni solo una volta a settimana. Storicamente nell'emofilia questa è una grossa rivoluzione, perché da sempre siamo stati abituati a somministrazioni endovenose ogni 2-3 giorni, quindi chiaramente c'è un bel passo avanti. È un farmaco efficace e sicuro, quindi la prevenzione dei sanguinamenti restituisce alle persone con emofilia una qualità di vita normale e anche uno stile di vita normale".

L'impegno di Pfizer nelle malattie rare e, in particolare, nell'emofilia prosegue da oltre quarant'anni e lo sviluppo di Marstacimab rappresenta i continui progressi ottenuti. È poi intervenuta Barbara Capaccetti, Direttore Medico di Pfizer in Italia:

"L'impegno di Pfizer nelle malattie rare, in particolare nell'emofilia, prosegue da oltre 40 anni con l'introduzione dei fattori ricombinanti, che hanno cambiato la storia naturale di questa patologia. L'impegno però in ricerca e sviluppo non si è affermato. Volevamo comunque andare oltre e cercare anche di migliorare quello che è il carico della terapia su questi pazienti. E quindi oggi ci siamo riusciti a farlo, oggi abbiamo la possibilità di offrire una nuova opzione di trattamento, un anticorpo monoclonale per pazienti adolescenti e adulti con diagnosi di emofilia severa o bisensi inibitori".

Accanto agli aspetti clinici, resta fondamentale l'attenzione alla qualità della vita, all'autonomia e al supporto psicologico. È poi intervenuto Andrea Buzzi, Presidente di Fondazione Paracelso:

"Oggi l'emofilia può essere ben compensata, ben curata, ben affrontata sul piano clinico, però noi abbiamo visto rispetto all'enorme evoluzione che c'è stata nel corso dei decenni sulla strategia terapeutica di questa malattia, abbiamo visto che i livelli di ansia e di preoccupazione, in particolare bisogna dire delle mamme e dei papà, questa malattia viene gestita per procura dei genitori. Noi dobbiamo aiutare i genitori a trasmetterla, a inquadrarla, a collocarla nella giusta posizione dentro la propria vita".

Un'innovazione che punta a semplificare la gestione della malattia e a migliorare l'aderenza alle terapie. Perché oggi l'obiettivo non è solo controllare i sanguinamenti, ma permettere alle persone con emofilia di vivere con maggiore libertà.

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Nelle immagini di Afp, re Felipe fa il suo ingresso nella basilica dove è sepolto Papa Francesco con la regina consorte Letizia, mentre in molti colgono l'occasione per riprenderli con il telefonino. Poche ore prima la coppia reale spagnola è stata ricevuta da Papa Leone.

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"Il problema più grande - ha detto ad askanews Jens Pii Olesen, General Manager di Novo Nordisk Italia - è che oggi ci sono 6 milioni di italiani in sovrappeso e obesi, e il 20% dei bambini e degli adolescenti ne soffre. Questo significa che la situazione è destinata a esplodere. Quella che oggi chiameremmo pandemia, sarebbe una vera e propria crisi. Il nostro ruolo è quello di far capire alle persone come prevenire la malattia. Serve fare movimento, ma non si può essere atleti professionisti senza un'alimentazione sana. E se non impariamo a mangiare come loro, questa crisi si abbatterà sull'Italia in modo devastante".

In Italia si è registrato un aumento costante delle malattie croniche negli ultimi anni, tanto che oggi circa il 40% della popolazione, cioè 24 milioni di persone, convive con almeno una malattia cronica e il 20% con due o più. In particolare, il diabete colpisce quasi 4 milioni di persone, a cui vanno sommate circa 1,5 milioni di persone che non sanno di averlo. Per questo anche da una storia come quella del Team Novo Nordisk si può trarre un modello per migliorare gli stili di vita.

"Io penso che gli sportivi e lo sport - ci ha detto Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato - siano dei punti di riferimento per i nostri giovani e per tutti noi, e di conseguenza vedere una squadra di atleti che hanno il diabete che fanno delle prestazioni importanti, che competono con competitor e con avversari che invece il diabete non lo hanno, dia anche una speranza, ci porti l'idea che si può fare. La frase 'si può fare' secondo me deve diventare all'ordine del giorno. Quindi uno stile di vita diverso, uno stile di vita con un'alimentazione più sana è ovvio, sembra una cosa banale ma non lo è, e anche fare attività fisica".

All'evento milanese hanno preso parte anche Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità di Regione Lombardia e Phil Southerland, CEO e co-fondatore del Team Novo Nordisk.

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