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Ultimatum di Trump: "Aprite Hormuz o colpiremo le centrali elettriche"

di TMNews domenica 22 marzo 2026
1' di lettura

Washington, 22 mar. (askanews) - Dopo quattro settimane di guerra, si cerca una via di uscita al caos in medioriente, Donald Trump lanciato un ultimatum, intimando all'Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz entro 48 ore altrimenti gli Stati Uniti attaccheranno le centrali elettriche iraniane.

Poco dopo è arrivata la replica di Teheran che ha posto sei condizioni per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti e Israele ma con nuove minacce: "Colpiremo le infrastrutture energetiche e informatiche degli Stati Uniti", ha detto all'agenzia di stampa Fars il portavoce dell'esercito. Anche Ali Mousavi, rappresentante iraniano presso l'agenzia delle Nazioni Unite, ha ribadito: "Lo stretto è chiuso solo per i nostri nemici". Ma oltre alle minacce non si fermano gli attacchi: l'Idf ha annunciato che sono in corso raid nel cuore di Teheran, mentre le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno rispondendo alle minacce missilistiche e ai droni in arrivo dall'Iran.

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"È una questione fortemente politica, al di là dell'aspetto tecnico. Vedete, entrambe le parti l'hanno caricata di contenuti politici, tanto che alla fine si tratta di un referendum politico; che piaccia o no al Primo Ministro, è un referendum politico. Quindi la gente voterà a favore o contro la proposta del governo." dice Stefano Burchi, pensionato

"Anche perché è un referendum politico, non un vero referendum. E anche perché la maggior parte delle persone non saprà come votare in questo referendum, non avendo capito nulla, è molto complicato. Tutto qui." Laura Paolinelli, pensionata

"È importante al di là della questione politica. Perché l'hanno trasformata in una questione politica, ma nella sostanza credo che in pochi abbiano capito cosa significhi questo voto. Significa che ogni partito politico ha preso questa questione molto seria, il referendum, che avrebbe dovuto essere spiegato adeguatamente dai media e dai giornali, eppure tutti l'hanno trattato, da una parte e dall'altra, ognuno facendo la sua cosa e facendola molto male. Perché le ragioni di questo referendum sono tecniche, non politiche." Luigi Menichelli, pensionato

"È estremamente importante perché, a mio avviso, mina le fondamenta della Costituzione italiana. Fondamenti che reggono da 80 anni e che, nel bene e nel male, ci hanno permesso 80 anni di democrazia e libertà. Temo che questa votazione possa comprometterne alcuni aspetti." Alessandro Magnesio, specialista IT

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