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Barbara Bouchet: voglio crescere come attrice e sono una donna libera

di TMNews martedì 24 marzo 2026
2' di lettura

Roma, 24 mar. (askanews) - Barbara Bouchet torna al cinema con un film che mostra le fragilità ma anche le scelte di vita e di libertà di una donna che sta attraversando la terza età. L'attrice è infatti protagonista di "Finale: allegro", diretto da Emanuela Piovano, presentato in anteprima al BIF&ST e che arriverà nei cinema dal 9 aprile.

Bouchet interpreta Karina, una donna che ha avuto successo come musicista, una vita intensa, è da tempo innamorata di un'altra donna ma non ha più nessuna aspettativa nel futuro. "Questo film mi ha dato la possibilità di uscire fuori dal mio vecchio personaggio, che non rinnego, mi ha dato tanto, però io voglio crescere, sia come persona che come attrice. - ha detto l'attrice - Questo film mi ha dato la possibilità di farlo, di essere una persona della mia età, di poter vivere la vita della mia età, amare chi voglio alla mia età: una donna che vive come vuole lei".

Piovano nel film tocca, con toni anche lievi, temi come l'amore fra due donne anziane, gli ideali rivoluzionari di una generazione, l'eutanasia, e a questo proposito Barbara Bouchet ha affermato: "Fa parte di essere una donna libera, di scegliere di vivere, come vivere, chi amare e come andarsene. Tutto questo vuol dire essere una persona libera".

Emanuela Piovano ha sottolineato: "E' una generazione, perché comunque anche l'autodeterminazione nasce proprio in quel contesto di metà del '900 con le varie liberazioni sessuali, con le varie scoperte di altre dimensioni che non fossero quelle prestabilite istituzionali dell'800 e del primo '900. E' una generazione che non solo va raccontata, ma va riscoperta, va curata, perché è un faro nella nebbia secondo me".

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Tre mesi fa aveva salutato Ornella Vanoni, una delle donne più importanti della sua vita personale e musicale, con la quale ha dato tanto alla musica italiana. Inossidabile anarchico della canzone ha scritto e interpretato alcuni dei brani più importanti della nostra storia, La gatta, Il cielo in una stanza, Senza fine, Sapore di Sale, Una lunga storia d'amore, e tanti altri. In occasione dell'uscita del doppio album "Appunti di un lungo viaggio" nel 2019 aveva detto:

"Si chiamano appunti, sono delle descrizioni di tanti rapporti, di tante situazioni, tanti momenti e ricordi di vita".

Se ne va una delle voci più intime e riconoscibili della musica del Novecento, capace di trasformare la fragilità in poesia e la quotidianità in arte andando sempre oltre convenzioni" per "arrivare all'essenziale" della canzone, perchè spiegava "quando si sente che è il momento, si deve andare avanti a cercare, e io non sono mai stanco di cercare".

"Voglio morire malato perchè ho intenzione di fare tutto, non mi voglio far mancare niente, non voglio arrivare alla fine tutto sano e perfetto e non aver fatto niente, preferisco aver fatto tutto e magari lasciarci la pelle malato".

Un animale da palcoscenico, capace di trasmettere emozioni uniche durante i suoi concerti.

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Ironico e irriverrente, ma anche schivo e pronto però a prendere posizione, nel 1987 venne stato eletto deputato nelle file del Partito Comunista Italiano. Rifiutava le etichette, ma ha avuto anche momenti bui come quando nel 1963 tentò il suicidio sparandosi al cuore: il proiettile non fu mai rimosso. "Ci sarà il momento del bilancio ma non lo farò io" aveva detto. Lascia un'eredità immortale nella canzone italiana.

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