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E' morto Gino Paoli, lascia un'eredità immortale nella musica

di TMNews martedì 24 marzo 2026
2' di lettura

Genova, 24 mar. (askanews) - A 91 anni se n'è andato nella sua Genova il grande Gino Paoli. "Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall'affetto dei suoi cari", dichiara la famiglia Paoli in una nota in cui chiede la massima riservatezza. Cantautore e musicista tra i più amati dal pubblico italiano, era nato il 23 settembre 1934. Una vita intensa fatta di musica, una carriera di oltre 65 anni, è stato tra protagonisti della cosiddetta scuola genovese della canzone d'autore, con Luigi Tenco, Fabrizio De André, Bruno Lauzi e Umberto Bindi.

Tre mesi fa aveva salutato Ornella Vanoni, una delle donne più importanti della sua vita personale e musicale, con la quale ha dato tanto alla musica italiana. Inossidabile anarchico della canzone ha scritto e interpretato alcuni dei brani più importanti della nostra storia, La gatta, Il cielo in una stanza, Senza fine, Sapore di Sale, Una lunga storia d'amore, e tanti altri. In occasione dell'uscita del doppio album "Appunti di un lungo viaggio" nel 2019 aveva detto:

"Si chiamano appunti, sono delle descrizioni di tanti rapporti, di tante situazioni, tanti momenti e ricordi di vita".

Se ne va una delle voci più intime e riconoscibili della musica del Novecento, capace di trasformare la fragilità in poesia e la quotidianità in arte andando sempre oltre convenzioni" per "arrivare all'essenziale" della canzone, perchè spiegava "quando si sente che è il momento, si deve andare avanti a cercare, e io non sono mai stanco di cercare".

"Voglio morire malato perchè ho intenzione di fare tutto, non mi voglio far mancare niente, non voglio arrivare alla fine tutto sano e perfetto e non aver fatto niente, preferisco aver fatto tutto e magari lasciarci la pelle malato".

Un animale da palcoscenico, capace di trasmettere emozioni uniche durante i suoi concerti.

"Il palco è una malattia, è la cosa più esaltante che ci sia, difficile spiegare che cos'è il palco a uno che non ci va, è inspiegabile, ti fa sentire più vero di sempre e più in e dentro a una cosa come in nessun'altra situazione".

Ironico e irriverrente, ma anche schivo e pronto però a prendere posizione, nel 1987 venne stato eletto deputato nelle file del Partito Comunista Italiano. Rifiutava le etichette, ma ha avuto anche momenti bui come quando nel 1963 tentò il suicidio sparandosi al cuore: il proiettile non fu mai rimosso. "Ci sarà il momento del bilancio ma non lo farò io" aveva detto. Lascia un'eredità immortale nella canzone italiana.

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