CATEGORIE

Iran, Qatar "sostiene ogni sforzo diplomatico" per porre fine a guerra

di TMNews martedì 24 marzo 2026
1' di lettura

Doha, 24 mar. (askanews) - Il Qatar sostiene tutti gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra con l'Iran, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che ci sono stati contatti tra Washington e Teheran.

Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari in conferenza stampa a Doha ha dichiarato: "Sosteniamo tutti gli sforzi diplomatici in questo ambito, che siano di comunicazione, canali ufficiali o non ufficiali, e tutto ciò che potrebbe condurci a una soluzione diplomatica di questa guerra".

"Ci tengo a sottolineare che al momento non vi è alcun coinvolgimento diretto del Qatar nella mediazione tra le due parti (Iran e Stati Uniti). La nostra attenzione è attualmente interamente rivolta alla difesa del nostro Paese e alla gestione dei danni derivanti dai vari attacchi subiti dallo Stato del Qatar. Tuttavia, come avete potuto constatare da quanto ho letto in precedenza, la comunicazione con altri Paesi - sia a livello regionale che internazionale - prosegue attraverso gli incontri multilaterali che si sono svolti di recente", ha aggiunto.

"Accogliamo con favore il chiaro provvedimento di sospensione degli attacchi alle infrastrutture energetiche e ci auguriamo che si concretizzi e continui. Non crediamo che vi sia alcuna giustificazione per attaccare le infrastrutture civili. Queste infrastrutture civili, ovunque si trovino, rappresentano la ricchezza del popolo", ha concluso.

tag

Ti potrebbero interessare

D'Alema ricorda Cirino Pomicino: gli sarebbe piaciuto esito referendum

Roma, 24 mar. (askanews) - "Pochi giorni fa abbiamo presentato insieme all'Istituto Sturzo il carteggio fra Andreotti e Cossiga. È stata una bellissima discussione. Addolora vedere come le cose sono precipitate, lo ricordo lucido, brillante, spiritoso. E volle concludere la presentazione con una cosa che non c'entrava nulla con il carteggio fra Andreotti e Cossiga e cioé con un appello a votare no (al referendum sulla Giustzia, ndr). Mi spiace che non abbia potuto vedere com'è andata a finire, sarebbe stato contento": così l'ex presidente del Consiglio Massimo d'Alema ricorda l'ex storico ministro della Dc Paolo Cirino Pomicino, scomparso a 86 anni il 21 marzo, al termine dei funerali che si sono svolti a Roma.

TMNews

Funerali Cirino Pomicino, Damilano: "Gli vorremo sempre bene"

Roma, 24 mar. (askanews) - "Io gli ho visto fare il segno della croce davanti alla bara di un giornalista con cui aveva avuto diversi conflitti, ma che certamente rispettava, Giuseppe D'Avanzo, nel silenzio, senza che nessuno lo vedesse. E così oggi lo vorrei salutare io, perché gli vorrò e gli vorremo sempre bene, ma non possiamo chiudere con la tristezza. Ci avrebbe insultato. E così aveva chiesto a Lucia (Marotta, la moglie, ndr), aveva un desiderio al suo funerale, voleva che Lucia ballasse un valzer, e noi lo ascolteremo questo valzare alla fine, il nr 2 di Sostakòvic, lo ascolteremo con la benedizione e lui questo valzer lo ballerà per sempre": così il giornalista Marco Damilano, leggendo un messaggio per ricordare l'ex storico ministro dc Paolo Cirino Pomicino, morto il 21 marzo a 86 anni, durante i funerali nella Basilica del Sacro Cuore Immacolato di Maria a piazza Euclide a Roma.

TMNews

Da Fontana a D'Alema, l'omaggio bipartisan ai funerali di Cirino Pomicino

Roma, 24 mar. (askanews) - Folla di politici ai funerali dell'ex storico ministro democristiano Paolo Cirino Pomicino, scomparso sabato 21 marzo a 86 anni.

Tra i primi ad arrivare nella Basilica del Sacro Cuore Immacolato di Maria a piazza Euclide a Roma il presidente della Camera Lorenzo Fontana, Pier Ferdinando Casini, l'ex presidente del Consiglio Massimo D'Alema, il capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri, e numerosi esponenti politici appartenuti alla stessa stagione politica di Pomicino o alla generazione immediatamente successiva come Lorenzo Cesa, Gianfranco Rotondi, Clemente Mastella. Presente anche l'ex magistrato Armando Spataro.

TMNews

E' morto Gino Paoli, lascia un'eredità immortale nella musica

Genova, 24 mar. (askanews) - A 91 anni se n'è andato nella sua Genova il grande Gino Paoli. "Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall'affetto dei suoi cari", dichiara la famiglia Paoli in una nota in cui chiede la massima riservatezza. Cantautore e musicista tra i più amati dal pubblico italiano, era nato il 23 settembre 1934. Una vita intensa fatta di musica, una carriera di oltre 65 anni, è stato tra protagonisti della cosiddetta scuola genovese della canzone d'autore, con Luigi Tenco, Fabrizio De André, Bruno Lauzi e Umberto Bindi.

Tre mesi fa aveva salutato Ornella Vanoni, una delle donne più importanti della sua vita personale e musicale, con la quale ha dato tanto alla musica italiana. Inossidabile anarchico della canzone ha scritto e interpretato alcuni dei brani più importanti della nostra storia, La gatta, Il cielo in una stanza, Senza fine, Sapore di Sale, Una lunga storia d'amore, e tanti altri. In occasione dell'uscita del doppio album "Appunti di un lungo viaggio" nel 2019 aveva detto:

"Si chiamano appunti, sono delle descrizioni di tanti rapporti, di tante situazioni, tanti momenti e ricordi di vita".

Se ne va una delle voci più intime e riconoscibili della musica del Novecento, capace di trasformare la fragilità in poesia e la quotidianità in arte andando sempre oltre convenzioni" per "arrivare all'essenziale" della canzone, perchè spiegava "quando si sente che è il momento, si deve andare avanti a cercare, e io non sono mai stanco di cercare".

"Voglio morire malato perchè ho intenzione di fare tutto, non mi voglio far mancare niente, non voglio arrivare alla fine tutto sano e perfetto e non aver fatto niente, preferisco aver fatto tutto e magari lasciarci la pelle malato".

Un animale da palcoscenico, capace di trasmettere emozioni uniche durante i suoi concerti.

"Il palco è una malattia, è la cosa più esaltante che ci sia, difficile spiegare che cos'è il palco a uno che non ci va, è inspiegabile, ti fa sentire più vero di sempre e più in e dentro a una cosa come in nessun'altra situazione".

Ironico e irriverrente, ma anche schivo e pronto però a prendere posizione, nel 1987 venne stato eletto deputato nelle file del Partito Comunista Italiano. Rifiutava le etichette, ma ha avuto anche momenti bui come quando nel 1963 tentò il suicidio sparandosi al cuore: il proiettile non fu mai rimosso. "Ci sarà il momento del bilancio ma non lo farò io" aveva detto. Lascia un'eredità immortale nella canzone italiana.

TMNews