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Le parole e le cose di Joseph Kosuth alla Casa dei Tre Oci

di TMNews venerdì 27 marzo 2026
2' di lettura

Venezia, 28 mar. (askanews) - Una mostra che rende omaggio a Joseph Kosuth, grande protagonista dell'arte concettuale, e presenta un nuovo lavoro accanto a opere storiche. Berggruen Arts & Culture e Berggruen Institute Europe presentano alla Casa dei Tre Oci a Venezia un'esposizione curata da Mario Codognato e Adriana Rispoli che, come è tipico della pratica di Kosuth, indaga il tema del linguaggio e il suo stare di fronte alla realtà.

"L'arte per me - ha spiegato Joseph Kosuth ad askanews - resta ricerca di comprensione sul modo in cui creiamo i significati, e quando l'arte è buona ci dice qualcosa sulla produzione di significato. Questo è quello che io voglio cercare ed è quello che voglio fare. Penso che c'è una parte di comprensione dell'autenticità che possiamo avere attraverso un'opera d'arte che ha radici ed è connessa e per questo ci può dire qualcosa sulla società. Io credo che il futuro ci porterà degli sviluppi interessanti, io lo vivo così".

La mostra è intitolata "The-exchange-value-of-language-has-fallen-to-zero", ossia il valore di scambio del linguaggio è sceso a zero, ma in realtà il messaggio che le opere mandano a noi oggi, al tempo della smaterializzazione di tutto e della scomparsa della realtà, vuole essere diverso, vuole ricordare le possibilità dell'arte e della parola. "Quello che è necessario e quello che è la nostra responsabilità sta diventando oggi sempre più chiaro - ha aggiunto l'artista americano -: non possiamo esimerci dal partecipare e dal farci carico del nostro ruolo nella produzione di significati".

La mostra presenta opere che hanno segnato la storia del concettuale, dalle famose definizioni ai trittici che guadano alla filosofia di Wittgenstein, dal manifesto per la Biennale del 1976 alle testimonianze di installazioni testuali in giro per il mondo. Ma l'opera più di impatto è nuova: una grande scritta al neon che si appropria di una frase di Foucault sulla somiglianza tra le parole e le cose. Puro Joseph Kosuth, insomma. "Tutte le opere che un artista realizza nel corso della sua vita - ha concluso - alla fine sono un unico grande lavoro. Per questo ha senso farlo".

Costruzione di significati, per l'appunto.

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"IA, al Politecnico priorità resta insegnare lo spirito critico"

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"Il Politecnico - ha aggiunto - su questo fa scuola da tempo perché, ad esempio, sull'intelligenza artificiale noi abbiamo ricerca da oltre da da diversi decenni. Quello che la materia dell'ingegneria, ma anche nel mondo dell'architettura, del design fa bene, diciamo quello quello su cui noi stiamo investendo, è spingere gli studenti a porsi delle domande. Non accettare l'output che arriva da un sistema di intelligenza artificiale. o anche da un docente. Quindi quello che stiamo cercando di fare nei nostri corsi è sviluppare spirito critico mettendo in discussione anche quello che il docente dice in aula, perché non posso fidarmi di tutto quello che vedo nel mondo".

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Open Day al Politecnico di Milano, tre nuovi corsi di ingegneria

Milano, 28 mar. (askanews) - In un contesto in cui cresce la domanda di competenze nelle discipline STEM e nelle tecnologie digitali, il Politecnico di Milano ha aperto le porte ai futuri studenti con l'Open Day 2026, che ha visto la partecipazione di oltre 16mila ragazze e ragazzi. La giornata è dedicata a chi desidera conoscere da vicino l'offerta formativa dell'ateneo e scoprire come, dall'intelligenza artificiale alle tecnologie energetiche fino alla progettazione delle città sostenibili, l'ingegneria, l'architettura e il design possano contribuire a costruire un mondo migliore attraverso la ricerca, l'innovazione e la progettazione.

"Questa è sempre una giornata speciale - ha detto ad askanews la rettrice Donatella Sciuto - perché intanto coinvolge tantissimi dei nostri studenti già adesso e dei docenti che si mettono a disposizione di studenti futuri sperabilmente e famiglie, perché ci sono anche tanti genitori, che vogliono avere maggiori informazioni sul Politecnico, sia sui corsi di laurea sia sulla vita al Politecnico, il supporto economico, le disponibilità, i servizi che noi offriamo. Per cui è sempre un momento importante per tutti, non soltanto per per chi viene a vederci".

Tra le novità anche tre corsi di laurea triennale nell'ambito di ingegneria. "Quest'anno - ha aggiunto Stefano Ronchi, vicerettore per la didattica al Politecnico di Milano - lanciamo tre lauree completamente nuove nell'area dell'ingegneria, lauree internazionali che si affiancano alla laurea di Civil Engineering che abbiamo già da qualche anno. Queste tre lauree sono Engineering Science, Process Engineering e Industrial Engineering. Sono lauree internazionali, quindi un'offerta interamente in inglese per studenti italiani e ragazzi e ragazze che vengono da tutto il mondo. Oggi all'Open Day abbiamo visto persone che vengono dall'Olanda, dall'Inghilterra, dalla Francia, da tutta Europa per vedere queste nuove lauree".

Uno dei temi centrali del nostro presente è ovviamente quello dell'intelligenza artificiale, aspetto sul quale il Politecnico lavora già dal 1973. Ma quale scenario possiamo immaginare per i prossimi anni? "Cambieranno le mansioni - ci ha risposto la rettrice - ma io credo che comunque sia la persona quella che ha la testa. Ricordiamoci che intelligenza artificiale ha imparato delle cose da noi e quindi semplicemente poi le fa più velocemente sicuramente, ma siamo noi che dobbiamo prendere decisioni e siamo noi che dobbiamo mantenere il controllo".

In questa prospettiva tra gli obiettivi dell'ateneo milanese c'è quello di insegnare, oltre che competenze, anche una forma mentale in grado di accogliere i continui progressi scientifici. "La tecnologia si sta muovendo a una velocità elevatissima e se noi specializziamo troppo i nostri studenti, il rischio è che quando entro nel mondo del lavoro dopo pochi anni le competenze diventino già obsolete. Quindi l'aspetto fondamentale è insegnare loro la capacità di apprendere continuamente nuove tecnologie perché nell'arco della vita professionale loro cambieranno tantissimi lavori e adotteranno tecnologie che oggi noi neanche possiamo immaginare. L'altro aspetto molto innovativo è l'approccio didattico, ovvero noi abbiamo progettato, i corsi classici dell'ingegneria in modo direttamente applicato".

Con oltre 48mila studenti, il Politecnico di Milano è una delle principali università tecnico-scientifiche europee: il 97% dei suoi laureati magistrali è occupato a un anno dal titolo.

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Rubio: "La guerra con l'Iran non si trascinerà a lungo"

Cernay-la-Ville (Francia), 28 mar. (askanews) - Marco Rubio afferma che Washington ritiene ancora possibile raggiungere i propri obiettivi militari in Iran senza inviare truppe di terra. Il segretario di Stato americano aggiunge che Teheran non ha risposto al piano di pace trasmesso dagli Stati Uniti, ma ha inviato "messaggi" che indicano un interesse per una soluzione diplomatica.

"Questo conflitto non si trascinerà a lungo - afferma Rubio - Possiamo raggiungere tutti i nostri obiettivi senza truppe di terra, ma saremo sempre pronti a garantire al presidente il massimo margine di scelta e la massima possibilità di adattarsi a eventuali sviluppi imprevisti".

"Ci sono stati scambi di messaggi e segnali da parte del sistema iraniano, o di quel che ne resta, su una disponibilità a discutere di alcune questioni. Aspettiamo ulteriori chiarimenti su con chi siamo autorizzati a parlare, chi sarà il nostro interlocutore, di che cosa parleremo e quando si terranno questi colloqui", conclude il segretario di Stato.

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Sulla portaerei Cavour per capire l'attività Nato Neptune Strike

Bari, 28 mar. (askanews) - Ci troviamo sulla portaerei Cavour della Marina Militare, che partecipa alla prima iterazione 2026 della principale attività di vigilanza avanzata (eVA) della Nato, Neptune Strike 26, sino al primo aprile. L'esercitazione combina le capacità marittime dei carrier strike group e delle portaerei operanti nel Mediterraneo occidentale e centrale.

Sotto la guida delle Naval Striking and Support Forces Nato (STRIKFORNATO), con quartier generale a Oeiras, in Portogallo, l'Expeditionary Combat Group (ECG) Juan Carlos I della Marina spagnola, il Carrier Strike Group (CSG) della portaerei Cavour e il Carrier Strike Group (CSG) della portaerei francese Charles de Gaulle contribuiscono alle attività di vigilanza della Nato sul suo fianco meridionale e sud-orientale. Supportati dai velivoli a pilotaggio remoto (UAV) RQ-4D della Nato Intelligence, Surveillance and Reconnaissance Force (NISRF) con base a Sigonella, in Italia, i mezzi aerei dei gruppi d'attacco - inclusi caccia di quarta e quinta generazione - stanno effettuando missioni dal Mar Mediterraneo attraverso l'Europa continentale e la regione del Mar Nero. Le missioni comprendono l'ingaggio di obiettivi nei poligoni di tiro in Bulgaria, Polonia e Romania.

Carl Harwood, Chief Media Operations, Nato JFC Naples: "La Nato conduce molte esercitazioni durante l'anno, ma Neptune Strike è davvero unica e per questo la definiamo un'attività di vigilanza rafforzata. Parliamo di interoperabilità: abbiamo 32 alleati, molti dei quali dispongono di tecnologie incredibili. Ad esempio, in questa edizione di Neptune Strike e nelle precedenti, abbiamo Stati Uniti d'America, Regno Unito, Francia, Italia, Turchia: tutti con carrier strike group e capacità di lavorare insieme", afferma Harwood.

Ciò che rende Neptune Strike così importante, spiega Harwood, è il fatto che si impara reciprocamente come ciascuno opera e comunica: dal linguaggio alle tattiche. Non solo: a bordo della portaerei Cavour è apparsa molto chiara la portata di rinnovamento tecnologico che l'F-35B reca con sé. "Siamo stati molto fortunati a essere presenti alla dimostrazione dei colleghi italiani sull'ITS Cavour. L'F-35B è in grado di operare sia da terra su una nave americana, britannica o italiana, il che offre portata e capacità estese. Ci hanno anche detto che lavorano molto bene insieme con l'AV-8B Harrier, ma l'F-35B vale quattro o cinque Harrier per via delle capacità, della portata e della tecnologia. Perché è un caccia di quinta generazione: l'F-35B sta cambiando le regole del gioco, sì, è sicuramente un cambiamento epocale", chiosa il Chief Media Operations di JFC Naples.

Queste esercitazioni e attività servono a testare le capacità a lungo raggio della Nato e l'interoperabilità dell'Alleanza in ambito aereo, terrestre e marittimo. Inoltre, utilizzando lo spazio aereo internazionale del Mar Nero, la Nato mantiene la sua presenza nella regione per continuare la sua vigilanza lungo il confine orientale, nell'ambito del suo approccio di difesa a 360 gradi, per contrastare qualsiasi eventuale minaccia proveniente da qualsiasi direzione. A questa edizione dell'esercitazione Neptune Strike 26 partecipano Albania, Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Stati Uniti d'America.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Gualtiero Benatelli

Immagini: askanews, Nato Multimedia, archivio

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