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Rubio: "La guerra con l'Iran non si trascinerà a lungo"

di TMNews sabato 28 marzo 2026
1' di lettura

Cernay-la-Ville (Francia), 28 mar. (askanews) - Marco Rubio afferma che Washington ritiene ancora possibile raggiungere i propri obiettivi militari in Iran senza inviare truppe di terra. Il segretario di Stato americano aggiunge che Teheran non ha risposto al piano di pace trasmesso dagli Stati Uniti, ma ha inviato "messaggi" che indicano un interesse per una soluzione diplomatica.

"Questo conflitto non si trascinerà a lungo - afferma Rubio - Possiamo raggiungere tutti i nostri obiettivi senza truppe di terra, ma saremo sempre pronti a garantire al presidente il massimo margine di scelta e la massima possibilità di adattarsi a eventuali sviluppi imprevisti".

"Ci sono stati scambi di messaggi e segnali da parte del sistema iraniano, o di quel che ne resta, su una disponibilità a discutere di alcune questioni. Aspettiamo ulteriori chiarimenti su con chi siamo autorizzati a parlare, chi sarà il nostro interlocutore, di che cosa parleremo e quando si terranno questi colloqui", conclude il segretario di Stato.

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No Kings a Roma, Blasi: dopo le urne servono le piazze

Roma, 28 mar. (askanews) - Una piazza che prova a saldare protesta sociale, opposizione al governo e mobilitazione contro la guerra e il riarmo, tappa nazionale della mobilitazione "Together. Contro i Re e le loro guerre". Luca Blasi, del movimento No Kings, descrive così la manifestazione di oggi in corso a Roma: un passaggio che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole unire realtà diverse in un nuovo percorso comune.

"Dobbiamo confermare il no che abbiamo dato nelle urne con il referendum - afferma Luca Blasi, movimento No Kings - un voto di popolo contro questo governo che ha incrinato finalmente la scia di consenso del governo Meloni, ma dopo le urne servono le piazze, servono le strade. Questa guerra va sabotata. Noi dobbiamo fermare i carichi con le armi. Dobbiamo essere di nuovo la marea che si è contrapposta al genocidio per Gaza che ha seguito la flottiglia fino alle sponde della Palestina e che ora va anche a Cuba nel nuovo scenario di guerra che vogliono aprire".

"Siamo qui - prosegue Blasi - perché noi non ci stiamo a questo mondo in fiamme di distruzione, guerra, uomini che uccidono altri uomini; insomma, vogliamo un altro domani e quindi oggi abbiamo deciso di incominciare un nuovo percorso. La convergenza che c'è qui oggi, che mette insieme centri sociali, sindacati, movimenti per i diritti umani, umanitari e partiti di opposizione, è qualcosa di molto molto molto molto importante", conclude Blasi.

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Giamaica oltre i resort: Negril, il jerk e la fabbrica dei velocisti

Kingston, 28 mar. (askanews) - Chi arriva in Giamaica spesso cerca prima di tutto il mare. Sulla costa occidentale dell'isola, Negril è uno dei luoghi più conosciuti: una lunga distesa di sabbia chiara, la Seven Mile Beach, acqua bassa e tramonti che ogni sera colorano l'orizzonte. Per molti è il primo incontro con l'isola.

Ma la Giamaica è anche molto più di una destinazione balneare. In un territorio di meno di tre milioni di abitanti convivono musica, sport e cucina che negli anni hanno costruito un'identità culturale riconoscibile in tutto il mondo.

Capita così che anche una vacanza possa trasformarsi in un incontro inatteso.

Come quello con Nesta Carter, 9.78 nei centro metri corso in Italia, uno dei velocisti più forti della storia e compagno di squadra di Usain Bolt nella staffetta giamaicana.

È stato lui a fermarci, sentendo parlare italiano: per oltre dieci anni la nazionale giamaicana ha usato Lignano Sabbiadoro come base di allenamento, e il legame rimasto solido. "Penso che il motivo per cui ci siano così tanti campioni in Giamaica - dice Carter - sia perché abbiamo iniziato l'atletica in un'età più giovane e l'atletica leggera è estremamente, estremamente importante per la nostra cultura. Tutto parte da questo legame precoce, è un qualcosa che sentiamo radicato nel nostro DNA; coltiviamo il talento tra i banchi del liceo per poi sbocciare definitivamente nei college e nelle università, dove iniziamo a imporre il nostro dominio a livello mondiale".

Accanto allo sport c'è un'altra parte dell'identità giamaicana: la cucina. Il jerk nasce per sopravvivere: carne speziata cotta in fosse nel terreno dai Maroons, gli schiavi fuggiti nelle montagne durante il periodo coloniale. Il fumo tenuto basso per sfuggire alle pattuglie. Col tempo quella necessità è diventata identità e oggi uno dei sapori più riconoscibili dell'isola.

Al Jamaica Food and Drink Festival di Kingston, griglie accese, sound system e ballo si mescolano tra le note di Bob Marley in un'atmosfera che è già essa stessa un ritratto dell'isola.

A Negril il paesaggio cambia a seconda di dove ci si trova. Da una parte la lunga spiaggia di sabbia chiara, le ville, gli hotel tenuti bassi da una norma locale che limita l'altezza degli edifici a quella delle palme. Dall'altra il West End, zona dei resort esclusivi che si affacciano direttamente sulle scogliere, in strutture più piccole e silenziose.

Sport, cucina e turismo raccontano insieme il volto dell'isola. E tra la spiaggia di Negril, le griglie del jerk e le scogliere del West End, il viaggio porta fuori dal resort e dentro un altro lato della Giamaica.

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Roma, No Kings in piazza contro guerre e riarmo

Roma, 28 mar. (askanews) - È partito a Roma il corteo nazionale promosso da No Kings Italia, tappa italiana della mobilitazione globale del weekend "Together. Contro i Re e le loro guerre". Apre il corteo un grande striscione con la scritta: "Per un mondo libero dalle guerre".

In piazza sono scese centinaia di realtà sociali, sindacali e associative, dalla Cgil all'Arci fino ad Askatasuna, insieme a movimenti studenteschi, realtà pro Palestina, giovani per il clima, collettivi transfemministi e gruppi per i diritti umani. Secondo gli organizzatori hanno aderito oltre 700 sigle, con pullman e treni arrivati da diverse città italiane. La manifestazione è contro le guerre, il riarmo e le politiche del governo. Gli organizzatori puntano a superare i 15mila partecipanti inizialmente previsti. Imponente il dispositivo di sicurezza predisposto lungo il percorso. Le immagini mostrano l'avvio del corteo e i primi momenti della mobilitazione nella capitale.

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"IA, al Politecnico priorità resta insegnare lo spirito critico"

Milano, 28 mar. (askanews) - "L'intelligenza artificiale da un certo punto di vista potrebbe essere vista come un rischio perché noi lo vediamo nei nostri corsi, quando i nostri studenti studiano, dà tantissime scorciatoie, per cui lo studente oggi, grazie agli applicativi e ai modelli di generative IA più disparati arrivano direttamente alla soluzione e forse si impegnano meno ad apprendere e a creare quel quel percorso cognitivo che dà elasticità mentale". Lo ha detto Stefano Ronchi, vicerettore per la didattica al Politecnico di Milano, parlando di IA in occasione dell'open Day dell'ateneo.

"Il Politecnico - ha aggiunto - su questo fa scuola da tempo perché, ad esempio, sull'intelligenza artificiale noi abbiamo ricerca da oltre da da diversi decenni. Quello che la materia dell'ingegneria, ma anche nel mondo dell'architettura, del design fa bene, diciamo quello quello su cui noi stiamo investendo, è spingere gli studenti a porsi delle domande. Non accettare l'output che arriva da un sistema di intelligenza artificiale. o anche da un docente. Quindi quello che stiamo cercando di fare nei nostri corsi è sviluppare spirito critico mettendo in discussione anche quello che il docente dice in aula, perché non posso fidarmi di tutto quello che vedo nel mondo".

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