CATEGORIE

Steinmeier riceve il presidente siriano al-Sharaa a Berlino

di TMNews lunedì 30 marzo 2026
1' di lettura

Berlino, 30 mar. (askanews) - Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha ricevuto a Berlino Ahmed al-Sharaa, prima visita del presidente siriano nella capitale tedesca. Tra i temi di discussione sul tavolo: la guerra in Medio Oriente, la ricostruzione della Siria e la questione dei rifugiati siriani in Germania.

tag

Ti potrebbero interessare

Camorra, blitz contro Casalesi: 23 arresti nel clan Zagaria

Milano, 30 mar. (askanews) - Maxi operazione dei carabinieri contro un gruppo legato al clan dei casalesi, fazione Zagaria. Su richiesta della Dda di Napoli, il gip ha disposto 23 misure cautelari: 19 persone in carcere e 4 ai domiciliari.

L'indagine, avviata nel 2019, ha ricostruito l'attività di un'organizzazione attiva tra estorsioni, usura, traffico di droga e controllo di settori economici. Il gruppo sarebbe stato gestito da familiari del capo clan, con ruoli divisi tra gestione operativa e collegamento con i vertici.

Tra le contestazioni anche intestazioni fittizie, gestione di slot machine e imposizioni nelle compravendite di terreni. Individuati esercizi commerciali usati come basi operative.

Sequestrati 600 cartucce e circa 11 chili di stupefacenti. Disposto inoltre il sequestro preventivo di beni per circa 40 milioni di euro. Tra gli arrestati anche il nipote del boss, rintracciato e catturato a Tenerife, dove si era trasferito dopo la scarcerazione.

TMNews

Francia, l'operazione lumaca dei camionisti contro il caro carburanti

Parigi, 30 mar. (askanews) - in Francia si chiama "Operazione lumaca". È la protesta a passo lento organizzata dall'Organizzazione europea degli autotrasportatori (Otre), sul Boulevard Périphérique di Parigi, la tangenziale che circonda la capitale francese, per chiedere aiuti a fronte dell'aumento dei prezzi del carburante. Centinaia di camion hanno di fatto rallentato il traffico per chiedere al governo interventi per non lasciare il settore dei trasportatori in ginocchio.

TMNews

"Sette Pani", sanità cattolica fa sistema per garantire sostenibilità e missione

Roma, 30 mar. (askanews) - Offrire servizi strategici alle principali strutture sanitarie e sociosanitarie cattoliche italiane, salvaguardando il patrimonio assistenziale cattolico attraverso la logica del "fare sistema". Con questi obiettivi è stato firmato a Roma l'atto costitutivo della nuova Società Consortile "Sette Pani", un progetto - promosso dalla Pontificia Commissione per le Attività del Settore Sanitario delle Persone Giuridiche Pubbliche della Chiesa - che punta a garantire sostenibilità ed innovazione a quasi 300 strutture sanitarie cattoliche in Italia. Il progetto giunge a compimento di un percorso triennale di analisi, ascolto e confronto promosso dalla Pontificia Commissione, istituita nel 2015 con il mandato di orientare e sostenere le istituzioni sanitarie della Chiesa cattolica in Italia.

Don Marco Belladelli, Direttore della Pontificia Commissione per le Attività del Settore Sanitario: "La sanità cattolica cerca di fare sistema attraverso questo strumento di una Società Consortile per rispettare quella che è la propria missione, che è sempre per me tutta una missione di evangelizzazione e di misericordia, oltre che, nel limite del possibile, di una buona sanità. Il senso è quello di favorire la sostenibilità delle attività sanitarie della Chiesa attraverso i servizi che la Società Consortile Sette Pani potrà offrire ai soci fondatori e ai soci ordinari che si uniranno dopo la fondazione".

"Sette Pani" nasce in un momento in cui il Servizio Sanitario Nazionale attraversa una fase di profonda pressione: liste d'attesa in crescita, carenza di personale, invecchiamento della popolazione e risorse pubbliche sotto stress. In questo contesto, la sanità cattolica - con la sua rete capillare di ospedali, centri di riabilitazione e strutture sociosanitarie: un sistema sanitario da quasi 300 strutture e oltre 50.000 addetti - rappresenta da secoli non un'alternativa al sistema pubblico, ma una sua parte integrante e complementare, animata da una vocazione che precede qualsiasi logica di mercato. E "fare sistema" oggi significa anzitutto proteggere questa missione.

Avv. Gabriele Sepio, Segretario Generale Fondazione Terzjus, curatore dell'architettura giuridica della Società: "Il consorzio avrà il compito di dare un sostegno alle tante realtà della sanità cattolica attraverso una centrale acquisti, attraverso il sostegno finanziario, attraverso la possibilità di accompagnare gli enti in questo momento difficile, dove c'è una centralità della sanità che guarda al futuro, una sanità che dà il sostegno al Paese, allo Stato, ma che guarda anche alle collettività locali".

L'assemblea dei Soci Fondatori ha approvato lo Statuto e il Regolamento interno della nuova società, eletto il Consiglio di Amministrazione e il suo Presidente, e nominato il Direttore Generale.

Alessandro Signorini, presidente Società Consortile "Sette Pani": "Vedo coronato un disegno che perseguivo da anni, quando ero direttamente impegnato nella direzione di ospedali cattolici, a creare una casa comune delle nostre opere che devono oggi affrontare sfide inedite rispetto al passato, in un contesto generale che è cambiato, che è difficile, con tutti i sistemi di welfare che sono in difficoltà. Da cui la necessità di non essere più una serie di numerose e qualificate storie, tradizioni e carismi, ma un corpo che si sa muovere in sintonia, coordinato, sincronizzato a sfruttare tutte le occasioni necessarie a garantire la propria sopravvivenza nel tempo".

Esprimendo la sua riconoscenza a coloro che hanno lavorato al progetto, il cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, presidente della Pontificia Commissione, in un messaggio all'Assemblea dei Soci ha sottolineato che la Società Consortile Sette Pani contribuirà "alla più efficace gestione delle attività e alla conservazione dei beni, mantenendo e promuovendo il carisma dei Fondatori".

TMNews

Bruno Racine: "Quattro mostre per raccontare un panorama globale"

Venezia, 30 mar. (askanews) - "Quest'anno abbiamo deciso a Palazzo Grassi e a Punta della Dogana di avere in ogni sede due artisti in dialogo. Gli spazi sono enormi e quindi è una formula che permette più concentrazione senza che agli artisti manchi lo spazio. È una scelta che è soprattutto voluta dall'evoluzione della collezione Pinault che si è allargata a un panorama globale". Lo ha detto ad askanews il direttore di Palazzo Grassi - Punta della Dogana, Bruno Racine, spiegando la scelta di ospitare in ciascuna delle due sedi, due mostre personali, rispetto alla tradizione che ne voleva una per ogni location. A Palazzo Grassi nel 2026 ci sono Michael Armitage e Amar Kanwar; a Punta della Dogana ci sono Lorna Simpson e Paulo Nazareth.

"Quindi questa formula ci consente di avere i quattro continenti rappresentati e secondo me va molto bene anche in relazione alla tematica della Biennale Arte, anche se la nostra scelta era un po' anteriore. Quindi vuol dire che il mondo dell'arte sta cambiando ed è importante far parlare degli artisti, ognuno con il suo modo di lavoro, la pittura, la video, l'installazione delle grandi questioni che viviamo oggi", ha concluso Racine

TMNews