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Tutti i segreti della portaerei Cavour, dal cervellone agli F-35B

di TMNews lunedì 30 marzo 2026
3' di lettura

Bari, 30 marzo (askanews) - Queste immagini esclusive ci portano a bordo della portaerei Cavour (CVH 550), ammiraglia della Marina Militare. Ecco il capitano di vascello Fabio Marzano, comandante della nave, che ci dà il benvenuto. La portaerei è impegnata nell'attività Nato Neptune Strike 2026. Terza unità della Marina Militare a portare il nome dell'illustre conte e statista Camillo Benso di Cavour. E la portaerei rende omaggio anche a un "duca", o meglio "il Duca", come testimoniano queste immagini: l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, attuale presidente del Consiglio Militare della Nato, è stato uno dei primi piloti di Marina al comando del jet multiruolo AV8B.

Assistiamo ora a un'intensa esercitazione anti-incendio nell'hangar. Questo vasto spazio può ospitare fino a 100 veicoli leggeri. Due elevatori da 30 tonnellate spostano gli aerei sul ponte, mentre altri due da 15 tonnellate completano il sistema. All'interno della centrale operativa, il capitano di corvetta Marco Bozzo, capo servizio operazioni, ci spiega il cuore pulsante della nave: "Metaforicamente, la possiamo considerare il cervello della Cavour. Qui confluiscono tutte le informazioni dalla plancia, dal centro di controllo delle macchine e da ogni unità a bordo. Vengono elaborate per dare al comandante la panoramica perfetta, gestendo le operazioni in totale sicurezza e portando avanti la missione", dichiara Bozzo.

Dall'entrata in servizio nel 2009, la Cavour ha operato in missioni umanitarie chiave: White Crane per gli aiuti ad Haiti dopo il terremoto; il 30esimo Gruppo Navale in Medio Oriente e periplo dell'Africa; EUNAVFORMED Sophia come nave ammiraglia nel Mediterraneo. A bordo 1149 persone: un terzo sono donne. Tra le sue dotazioni, un ospedale all'avanguardia con tre sale operatorie, reparti per degenti, raggi X, TAC, studio dentistico e laboratorio analisi.

Il capitano di fregata Luca Calviello evidenzia l'essenza del multidominio: "Unire tutto insieme - aria, mare, terra, cyber e spazio". A bordo, ci offre una panoramica sull'Italian Carrier Strike Group, strumento strategico per la difesa nazionale e la sicurezza Nato. "L'Italian Carrier Strike Group è uno strumento flessibile e schierabile di proiezione di potenza marittima", spiega Calviello, "con il contributo chiave dei caccia F-35B. Istituito nel 2022 come capacità marittima di livello strategico, supporta obiettivi nazionali e alleati nell'euro-atlantico e oltre. È un pacchetto di forze rapido e adattabile per deterrenza, sicurezza marittima e crisi. Progettato per l'integrazione multinazionale, opera come task force nazionale o entro le strutture Nato."

La portaerei Cavour (C 550), in servizio dal 2009, ha raggiunto la piena capacità operativa con i caccia di quinta generazione F-35B STOVL - Short Take-Off and Vertical Landing, decollo corto e atterraggio verticale.

Davide Miniscalco, capitano di corvetta, pilota di F-35: "L'F-35 è il principale protagonista del 2026, e più in generale per gli anni '20. Stiamo ampliando le nostre capacità con i nostri partner nazionali: al momento sono Regno Unito e Stati Uniti d'America. Siamo uno dei due Paesi in Europa ad avere una capacità di quinta generazione a bordo di un aereo, uno dei tre al mondo. In termini operativi: questo significa che possiamo arrivare più velocemente, più lontano, in modo efficiente e completamente integrato. Se abbiamo un problema, possiamo utilizzare una delle basi mobili, che sono sostanzialmente le nostre portaerei, in tutto il mondo. Possiamo usarle come punto di sosta, possiamo far operare l'F-35B a terra e su nave, con un'enorme flessibilità, grazie al decollo e l'atterraggio corti", dice Miniscalco. Questa sinergia trasforma la Cavour in una piattaforma expeditionary moderna e un Carrier Strike Group all'avanguardia. "Jet multiruolo significa che puoi fare qualsiasi cosa, per qualsiasi missione prima erano necessari diversi tipi di risorse, ora basta questa. Per farlo servono i numeri giusti, ma ancora una volta, operare all'interno dell'Alleanza significa che possiamo condividere risorse, procedure operative e basi, e questo ci permetterà di fare di più a seconda di ciò che ci verrà richiesto in futuro", conclude Miniscalco.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio askanews

Immagini askanews con il supporto di Nato Multimedia

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