Bologna, 2 apr. (askanews) - Deposito di paglia, magazzino militare, autofficina, garage: l'Ex Chiesa di San Barbaziano a Bologna ha attraversato quattro secoli di trasformazioni prima di tornare alla città. Nel 2019 la Direzione Regionale Musei Emilia-Romagna ha affidato il restauro allo Studio Poggioli. Il progetto è oggi tra i quaranta migliori d'Europa selezionati agli EUmies IiuMIS Awards 2026. "La prima fase - spiega l'architetto Federico Poggioli - è stata una ricerca negli Archivi di Stato per ricostruire l'identità della chiesa attraverso le varie funzioni d'uso che l'hanno caratterizzata nel tempo".
Caterina Poggioli, architetto dello Studio Poggioli, ricostruisce le trasformazioni dell'edificio: "E' stata tutta una sorpresa. Dal momento in cui abbiamo avuto accesso agli archivi abbiamo scoperto la storia di questa chiesa, che ha tantissimo da raccontare: dalla sua fondazione, datata 432, per opera del vescovo Petronio, fino al 1480, quando passa all'ordine dei Girolamini di San Gerolamo dell'Osservanza. A loro vengono assegnate sia la chiesa che l'annesso convento. Verso la fine del Cinquecento i Girolamini sentono l'esigenza di ampliare l'edificio e chiedono all'amministrazione pubblica di poter occupare parte della pubblica via".
Sei anni di lavoro per riportare alla luce l'identità dell'edificio seicentesco di Pietro Fiorini, senza cancellarne il vissuto. Corten sulle facciate, ottone brunito per i portali: materiali scelti per dialogare con laterizio e arenaria originali. "Ha vissuto diverse vite - prosegue Federico Poggioli - e bisognava cercare in qualche modo di preservare anche questa diversità di funzioni d'uso e riportarla ad oggi".
Nei suoi 460 metri quadrati i segni del tempo restano visibili. Il sito è stato aperto con visite guidate gratuite, nell'ambito del programma europeo Out & About promosso dalla Fondazione Mies van der Rohe. Prima di accogliere al suo interno il Centro di Documentazione per le Arti Circensi e Performative. "La storia è stata storia - conclude Caterina Poggioli -, noi abbiamo voluto lasciare tutti i segni del passaggio di quello che è successo nel tempo. Evolve con le esigenze che ci sono ora, quelle di adibire lo spazio a questo centro culturale".



