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Oms interrompe evacuazioni mediche a Gaza dopo uccisione collaboratore

di TMNews martedì 7 aprile 2026
1' di lettura

Ginevra, 7 apr. (askanews) - L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato di aver sospeso fino a nuovo avviso le evacuazioni mediche dei palestinesi di Gaza verso l'Egitto dopo un "incidente", in cui ha perso la vita un loro collaboratore. "Siamo profondamente grati ai nostri colleghi che lavorano giorno e notte, nonostante i rischi, per garantire che la popolazione di Gaza possa accedere alle cure sanitarie di cui ha bisogno. Chiediamo che vengano protetti i civili e gli operatori umanitari. La pace è la migliore medicina", ha detto Christian Lindmeier, portavoce dell'Oms, riportando la decisione del direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus.

L'organizzazione mondiale della Sanità non ha precisato i dettagli della morte dell'operatore, specificando che c'è una indagine in corso delle "autorità competenti". Secondo la versione israeliana "durante un'operazione dell'Idf (l'esercito israeliano, ndr) nel Sud della Striscia di Gaza, i soldati dell'Idf hanno individuato un veicolo non identificato che si avvicinava a loro e rappresentava una minaccia immediata. In risposta, i soldati hanno sparato colpi di avvertimento. Il veicolo ha continuato ad accelerare verso i soldati, che hanno quindi risposto con ulteriori colpi. È stato constatato un impatto. L'incidente è oggetto di indagine".

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Parigi celebra Marilyn Monroe, artista femminista oltre la bellezza

Roma, 7 apr. (askanews) - Foto, storiche locandine come quella di "Niagara", scene da film come "Gli uomini preferiscono le bionde", abiti. A Parigi una mostra celebra Marilyn Monroe a quasi 100 anni dalla sua nascita (1 giugno 1926), ripercorrendone la vita e mettendo in luce il suo ruolo di artista, oltre a quello di sex symbol.

Alla Cinémathèque francaise l'esposizione punta sulla Marilyn attrice attenta a scegliere i ruoli: dalla rapida ascesa a Hollywood alle leggende che accompagnarono la sua breve ma impressionante carriera. Scomparsa a soli 36 anni, Monroe, secondo la curatrice Florence Tissot, fu molto meno ingenua della sua rappresentazione sullo schermo.

"I discorsi abituali su Marilyn Monroe sono più incentrati sulla sua biografia, la sua vita privata, si parla spesso dei suoi divorzi, delle sue aborti spontanei, delle sue difficoltà ad essere una donna riuscita, si dirà. E penso che questo possa essere un modo per denigrarla, per vederla sempre attraverso presunti problemi emotivi" ha spiegato.

La mostra non nasconde il lato glamour del mito, ma la ritrae indipendente e "combattiva" nelle sue decisioni. "Inizia dai primi anni '50, una volta che raggiunge la fama e si trova in un rapporto di negoziazione più favorevole nei confronti degli studi cinematografici, comincia a enunciare il fatto che desidera avere ruoli un po' più complessi e soprattutto un po' più diversificati. Quindi si lancia in una lotta con la Fox per rivalutare il suo contratto e per accedere alla possibilità di scegliere non solo i suoi ruoli, ma anche i registi con cui gira" ha dichiarato Tissot, mettendone in luce anche un altro aspetto.

"È stata di una grande bellezza e allo stesso tempo ha simboleggiato una sorta di resistenza a un ambiente dominato dagli uomini e talvolta un po' crudele, per questo viene spesso guardata, anche dopo il caso Weinstein e l'era post-Me Too, un po' come un simbolo femminista, quella che avrebbe denunciato prima di tutti gli abusi a Hollywood".

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Iran, Trump: stanotte morirà un'intera civiltà, per sempre

Washington, 7 apr. (askanews) - Dopo aver lanciato un duro ultimatium all'Iran, Donald Trump alza ancora i toni: "Stanotte morirà un'intera civiltà, per sempre. Non vorrei che accadesse, ma probabilmente succederà" ha scritto il presidente americano sul social Truth. "Tuttavia, ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale, dove prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse qualcosa di rivoluzionario e meraviglioso potrà accadere, CHI LO SA? Lo scopriremo stanotte, in uno dei momenti più importanti della lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsioni, corruzione e morte, finalmente finiranno. Dio benedica il grande popolo dell'Iran!".

Nel Golfo sale la tensione, le autorità del Bahrein hanno allertato i residenti a mettersi al sicuro dopo alcuni bombardamenti iraniani. Il Qatar ha avvertito che la situazione in Medio Oriente potrebbe degenerare. L'ambasciatore iraniano in Kuwait ha invitato gli stati del Golfo a fare tutto il possibile per evitare "una tragedia".

L'Unione Europea "respinge" qualsiasi minaccia da parte degli Stati Uniti di attaccare infrastrutture civili critiche in Iran, ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Anitta Hipper.

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Ungheria al voto, Vance a Budapest per sostenere Orban

Budapest, 7 apr. (askanews) - Gli Stati Uniti entrano nella campagna elettorale ungherese. A cinque giorni dal voto del 12 aprile, il vicepresidente americano JD Vance è arrivato a Budapest per portare a Viktor Orban il sostegno di Donald Trump.

Ad accoglierlo sulla pista il ministro degli Esteri Peter Szijjarto. Poi l'incontro con Orban e un discorso dedicato al rapporto tra Stati Uniti e Ungheria.

La visita cade nell'ultimo tratto di una campagna che per il premier ungherese è la più difficile da molti anni. Dopo sedici anni al potere, Orban si presenta al voto con davanti Péter Magyar, leader del partito Tisza, dato in vantaggio su Fidesz da diversi istituti indipendenti.

Il viaggio di Vance arriva dopo quello del segretario di Stato Marco Rubio, già intervenuto a febbraio a sostegno di Orban.

Il viaggio conferma il legame tra l'amministrazione Trump e il premier ungherese. È un rapporto che dentro l'Unione Europea ha un valore politico ben riconoscibile, perché Orban da anni si mette di traverso sui dossier comuni più sensibili: Ucraina, sanzioni alla Russia, politica estera. Anche per questo la visita di Vance, a pochi giorni dal voto, viene letta come un sostegno a uno dei governi più ostili alla linea europea costruita fin qui su Mosca e su Kiev.

Avvalorano questa tesi le parole pronunciate da Vance sul significato della sua presenza: "Volevo mandare un segnale a tutti, soprattutto ai burocrati di Bruxelles, che hanno fatto di tutto per tenere sotto pressione il popolo ungherese perché non gradiscono il leader che, invece, si è schierato in difesa degli ungheresi".

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L'Algeria attende il Papa, preparativi alla Basilica di Sant'Agostino

Roma, 7 apr. (askanews) - Nella Basilica di Sant'Agostino ad Annaba, in Algeria, circa 550 chilometri a Est di Algeri, fervono i preparativi per la visita di Papa Leone XIV, la prima di un pontefice nel Paese.

Il Papa sarà in Africa dal 13 al 23 aprile; l'Algeria è la prima tappa, si recherà ad Algeri e Annaba, poi visiterà Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Per la piccola comunità cristiana della città, la visita è un importante segno di riconoscimento e nella Basilica di Sant'Agostino, dedicata al santo che qui fu eletto vescovo e morì nel 430 d.C., importante centro di pellegrinaggio, tutto deve essere pronto per il Pontefice, sotto l'attenta supervisione dal rettore e sacerdote Fred Wekesa.

Papa Leone nel suo primo discorso proclamò a gran voce la sua affinità con Sant'Agostino, descrivendosi come un "figlio" del celebre teologo, anche per questo la visita è particolarmente sentita qui. Per Wekesa l'arrivo di Papa Leone sarà "una grande gioia". "Soprattutto per questa comunità e per gli algerini in generale - spiega - è importante nel modo in cui ci mostra la vicinanza della Chiesa, il sostegno morale, anche per farci sentire parte integrante della Chiesa universale".

Roberta Bilingo, parrocchiana e studentessa aggiunge: "È un privilegio per noi essere qui ed essere presenti all'arrivo di Papa Leone in Algeria. È una novità e per noi è davvero una grande opportunità, perché è la prima volta che potremo incontrare un Papa". E Patricia Kouago, altra parrocchiana e studentessa afferma: "La visita del Papa è un'opportunità per noi di far incontrare cristiani e musulmani e anche di esplorare più profondamente la fede cristiana insieme ai musulmani. Quindi è anche una forma di solidarietà che stiamo instaurando. La sua visita potrebbe davvero rafforzare i legami tra noi".

Padre Wekesa ha detto di essersi sentito commosso dall'"entusiasmo spontaneo degli algerini" per la visita e certo che il viaggio papale "cambierà anche il modo in cui l'Algeria viene vista" all'estero e mostrerà il "vero volto" del Paese.

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