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Calcio, Abodi, "Conte ct? Valutano lui, il presidente e la Figc"

di TMNews mercoledì 8 aprile 2026
1' di lettura

Roma, 8 apr. (askanews) - "Conte ct? È un grande allenatore, spetta alla FIGC e al Napoli valutare la possibilità". Andrea Abodi, ministro per lo Sport e per i Giovani, ha espresso il suo parere in merito al possibile ritorno di Conte sulla panchina dell'Italia. Il Ministro ha esaltato il lavoro dell'allenatore alla guida del Napoli, definendo "superfluo" ogni giudizio su di lui. A riguardo, Abodi ha dichiarato: "Sta facendo uno straordinario lavoro a Napoli, poi saranno lui, il presidente De Laurentiis e la Federazione a valutare le possibilità. La persona è quella che conosciamo. Ogni giudizio sarebbe superfluo, tutto sommato. È una grande persona, un grande allenatore, come ce ne sono anche altri".

Sulle dinamiche della Federcalcio Andrea Abodi, ha spiegato: "Non mi interessa chi sarà il prossimo presidente, ma che sia in grado di fare ciò che non è stato fatto, ossia le riforme". Sul commissariamento della Federcalcio, "è una eventualità che dipende dal Coni".

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"I negoziatori americani - ha detto Peskov - sono attualmente assorbiti dalle questioni iraniane. Speriamo che nel prossimo futuro abbiano più tempo e più possibilità di incontrarsi in formato trilaterale. Attendiamo questo momento. E continuiamo a considerare con grande favore gli sforzi di pace dei negoziatori americani e dello stesso presidente Trump sul dossier ucraino".

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"Il governo è in prima linea in tutte le sedi, dal G7 all'Unione Europea, dalle Nazioni Unite e con tutti i partner della regione - ha detto Tajani - per favorire e ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo abbiamo sempre detto, la diplomazia deve essere la strada maestra".

"Il dialogo con il nostro tessuto produttivo è costante e concludo rivolgendomi proprio alle imprese: il governo c'è, è al vostro fianco. Anche in questa congiuntura complessa il saper fare italiano saprà dimostrarsi più forte di ogni turbolenza", ha concluso il ministro degli Esteri.

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"Sin dalla sua presentazione al Parlamento israeliano ho espresso la mia più profonda condanna per il disegno di legge che prevede un significativo ampliamento della possibilità di imporre la pena di morte in Israele - ha detto il ministro - Abbiamo voluto mandare un messaggio chiaro e fermo al governo di Israele. La legge deve essere ritirata. È profondamente discriminatoria, introduce una punizione disumana e degradante priva di qualsiasi reale effetto deterrente".

"La vita - ha proseguito il capo della Farnesina .- è un valore assoluto. Nessuno può arrogarsi il diritto di toglierla. Il nostro rifiuto della pena di morte è netto e senza eccezioni, sempre e ovunque. Un valore fondante dell'identità e della civiltà europea che l'Italia ha contribuito a costruire. Difendere la vita - ha concluso Tajani - significa difendere la civiltà, significa credere in sistemi di giustizia giusti, umani, capaci di riformare, non di vendicare".

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Libano, Tajani: tregua inesistente, soldati italiani non si toccano

"La tregua in Libano non esiste" e "i soldati italiani non si toccano". Alla Camera Antonio Tajani riferisce del danneggiamento di un mezzo italiano di una colonna Unifil bloccata dall'Idf mentre era diretta a Beirut per il rimpatrio di personale, annuncia la richiesta di chiarimenti immediati a Israele e ribadisce che la priorità del governo resta la sicurezza dei militari italiani impegnati nel Paese.

"Leggo la notizia che mi è appena aggiunta - afferma Tajani -. C'è stato il più violento bombardamento israeliano dalla ripresa della guerra. Si parla di 150 aerei impegnati su tutto il Libano. In particolare a Beirut, Sidone e Tiro si contano decine di vittime fra i civili. Una colonna italiana dell'Unifil che portava elementi a Beirut per il rimpatrio è stata bloccata all'IDF. I colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo. Per fortuna nessun ferito, ma la colonna è dovuta rientrare. E appena uscito da quest'aula - promette - chiederò al Ministero degli Esteri di chiedere informazioni immediate a all l'ambasciatore di Israele in Italia su ciò che è accaduto e che ha portato al danneggiamento di un mezzo militare italiano. Per ribadire, i soldati italiani in Libano non si toccano. Le forze armate israeliane non hanno alcuna autorità per toccare i militari italiani. Insomma, purtroppo la tregua in Libano non esiste. Siamo profondamente preoccupati per le ripercussioni di tutta la crisi in tutto il contesto regionale".

"La nostra priorità - ripete Tajani - è la sicurezza degli oltre Unifil militari italiani impegnati nella missione Unifil nella missione bilaterale Mibil. Lo abbiamo ribadito con forza a tutte le parti. I caschi blu non devono essere bersaglio di attacchi e di intimidazioni di alcun tipo. Su questo saremo inflessibili". "Israele è obbligata a rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario. Dobbiamo evitare che il prezzo più alto venga pagato dalla popolazione civile". "Lo voglio ribadire - conclude - quella della diplomazia è l'unica via percorribile".

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