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Parkinson, appello contro i divieti della legge 40

di TMNews venerdì 10 aprile 2026
2' di lettura

Milano, 10 apr. (askanews) - "Se fossi svedese oggi potrei davvero sperare in una cura". A vent'anni dalla sua approvazione, la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita continua a prevedere divieti, tra cui quello che impedisce di destinare alla ricerca gli embrioni non idonei a una gravidanza, oggi crioconservati senza possibilità di utilizzo scientifico.

Per la Giornata mondiale del Parkinson dell'11 aprile, Maurizio Fravili, 68enne affetto dalla malattia, insieme all'Associazione Luca Coscioni, chiede la rimozione del divieto, sottolineando come in altri Paesi, tra cui la Svezia, siano già in corso sperimentazioni con cellule staminali embrionali con risultati ritenuti promettenti. In Italia, invece, chi intraprendesse ricerche analoghe rischierebbe fino a sei anni di carcere e 150mila euro di multa.

"Il Parkinson è una malattia che spegne il corpo lentamente. Colpisce le cellule nervose e compromette l'autonomia, la qualità della vita e la libertà. Camminare è sempre più difficile. Ci sono giorni in cui tutto diventa faticosissimo. Ho persino paura di tenere in braccio i miei nipoti. Mentre io peggioro, la scienza nel mondo sta facendo progressi enormi. Se mi chiamassi Mauritz e fossi svedese oggi potrei davvero sperare in una cura. Ma sono italiano e chi dovesse provare a curarmi con quelle terapie rischierebbe il carcere. Quella che potrebbe diventare una cura, da noi è un crimine. A me non sembra giusto.Dobbiamo decidere se vogliamo essere il Paese che difende i divieti o quello che difende le persone. Per questo vi invito a unirvi a me nella richiesta di cancellare questo divieto assurdo, e dare una speranza di cura a chi oggi non ne ha".

L'Associazione Luca Coscioni ha promosso una petizione per chiedere al Parlamento di consentire la donazione alla ricerca degli embrioni non idonei, con l'obiettivo di superare le limitazioni della legge 40/2004 e favorire lo sviluppo di nuove terapie.

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Riecco i Cesaroni, Amendola: ritorno in famiglia dedicato a Fassari

Roma, 10 apr. (askanews) - Fan arrivati anche da fuori Roma per celebrare i Cesaroni, una delle famiglie tv più amate, che a 20 anni dalla prima serie torna in tv, dal 13 aprile in prima serata su Canale 5, con "I Cesaroni - il Ritorno".

Al Teatro Palladium, alla Garbatella, quartiere romano dove è ambientata la serie, a due passi dalla Bottiglieria dei Cesaroni, tanti sono arrivati per vedere una piccola anteprima della settima stagione e incontrare i protagonisti. Da Claudio Amendola, Giulio Cesaroni, questa volta anche regista, ai suoi figli televisivi Matteo Branciamore, Niccolò Centioni, Federico Russo; e ancora Elda Alvigini e Ludovico Fremont, da sempre legati alla famiglia, Maurizio Mattioli; accanto alle new entry come Marta Filippi e il piccolo Pietro Serpi, compagna e figlio di Branciamore nella serie, Valentina Bivona, Lucia Ocone, Ricky Memphis.

Un ritorno emozionante e in famiglia per Claudio Amendola, secondo cui questa serie si è aggiornata ma è rimasta se stessa, continuando a trattare, ha detto, "argomenti anche scomodi ma sempre con leggerezza e comicità".

"È un po' ritornare indietro ma con la consapevolezza di aver fatto qualcosa, non voglio dire di moderno, però di oggi, al passo coi tempi, i Cesaroni sono rimasti loro stessi in una società che è un po' cambiata, in una Roma che è un po' cambiata, con una tecnologia che ha invaso le nostre case e quindi il monologo iniziale di Mimmo in voice off oggi è un video che Adriano, il piccolo nipote, fa a tutta la famiglia, ci siamo adeguati ai tempi, però diciamo che comunque in casa Cesaroni si parla ancora Cesaroni...".

Maurizio Mattioli: "Questo ritorno è un premio per la gente che ci ha creduto, tutti ci chiedevano quanto tornate...., ma questi Cesaroni che fanno? Quindi è un regalo per la gente e spero che apprezzino, deve piacere a loro".

Una serie anche nel ricordo di Antonello Fassari, storico volto, scomparso un anno fa proprio mentre si preparava il ritorno, ricordato con commozione da tutto il cast.

"È tutto dedicato a lui, anche qualcosa dentro la serie" ha detto Amendola. "Però Antonello c'è, c'è sia nella Fiction che c'è stato pure nella realtà, perché io lo so che c'era, tre o quattro volte stava... Mannaggia a me, mannaggia! Non mi fate piangere oggi che devo ridere. Ha pianto mezza Roma e Italia per Antonello" ha aggiunto.

Tra problemi economici per la Bottiglieria, nuove generazioni Cesaroni, questioni di cuore e famiglia allargata, c'è anche la storia di un ragazzo neuro divergente a cui Mimmo farà l'insegnante di sostegno. Tra le guest star di questa stagione anche Paolo Bonolis e Fabio Rovazzi, ma Claudio Amendola già pensa alla stagione 8:

"Stiamo scrivendo, poi martedì mattina (dopo la prima serata) ci diranno se sì o no" ha concluso.

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Disabilità e vita indipendente, a Torino torna Prima Persona Plurale

Torino, 10 apr.(askanews) - Dopo la prima edizione del 2025, torna a Torino Prima Persona Plurale, il primo festival in Italia dedicato alla vita indipendente, ideato e promosso da Fondazione Time2. La seconda edizione si svolgerà dal 5 al 7 maggio 2026 tra gli spazi del Polo del '900 e Open spazio aperto di diversità (Corso Stati Uniti 62b), di Fondazione Time2, con un programma articolato di incontri, laboratori, momenti artistici e occasioni di confronto aperte alla cittadinanza.

Il festival nasce per portare al centro del dibattito pubblico il tema della vita indipendente, intesa come diritto fondamentale delle persone con disabilità di scegliere come vivere: dove abitare, lavorare, come partecipare alla vita sociale e culturale e costruire relazioni. La seconda edizione si terrà in occasione della Giornata Europea della Vita Indipendente (5 maggio) e a vent'anni dall'adozione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, riaffermando la necessità di costruire sistemi capaci di sostenere percorsi di vita personalizzati, fondati sull'autodeterminazione.

Elemento centrale del festival sono le conversazioni in cerchio, un format partecipativo che supera la dimensione frontale degli incontri per favorire un dialogo orizzontale, in cui ogni voce ha pari valore e contribuisce alla costruzione collettiva del discorso. Sei cerchi per sei temi attraverseranno questa edizione, mettendo al centro questioni fondamentali della vita indipendente: il tempo di vita, il lavoro e la scelta, insieme a abitare, potere e futuro; ogni cerchio prende come riferimento la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Attivisti, studiosi e professionisti si confronteranno in uno spazio aperto a persone con disabilità, familiari, caregiver, operatori del Terzo Settore e cittadinanza, in cui esperienze personali e riflessioni si intrecciano, restituendo complessità e pluralità ai percorsi di vita. In ogni incontro saranno presenti rappresentanti istituzionali chiamati prima di tutto ad assumere una posizione di ascolto dei bisogni e dei temi che emergono dai cerchi.

Samuele Pigoni, segretario generale della Fondazione Time2 lo ha presentato ad askanews.

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Pecoraro Scanio: a Napoli nasce un polo per l'agricoltura del futuro

Roma, 10 apr. (askanews) - "Nasce proprio a Napoli un centro di eccellenza per l'agricoltura del futuro: un polo Agritech che coinvolge università italiane, imprese, ricercatori, studenti e innovatori. È qui che prende forma concretamente l'agricoltura eco-digitale, capace di coniugare sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica".

Così Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della rete EcoDigital e già ministro dell'Ambiente e dell'Agricoltura, intervenendo in occasione dell'inaugurazione del dimostratore tecnologico ARCA, realizzato nell'ambito del centro nazionale Agritech.

"Parliamo di un progetto di altissimo livello - ha proseguito Pecoraro Scanio - con decine di ricercatori impegnati su robotica, simulazione climatica e nuove tecniche di coltivazione. Tecnologie che ci aiutano a comprendere gli effetti del cambiamento climatico e a sviluppare modelli agricoli innovativi, capaci di preservare le nostre tradizioni proprio grazie all'innovazione".

Un elemento centrale, secondo pecoraro Scanio, riguarda anche le nuove forme di produzione: "Le agricolture fuori suolo, spesso biologiche ma non ancora riconosciute come tali perché troppo innovative, rappresentano una sfida normativa e culturale che dobbiamo affrontare. È qui che si gioca la partita della transizione eco-digitale" ha detto.

"L'Università di Napoli Federico II ha dimostrato grande capacità, riuscendo a utilizzare in tempi rapidi le risorse del PNRR per realizzare un'infrastruttura avanzata. Questo centro può e deve diventare un faro per il Mediterraneo, come già evidenziato anche dal rettore e da vicedirettore della FAO" ha aggiunto.

E ha fatto un appello alle istituzioni e alle nuove generazioni:

"La Regione Campania deve accompagnare questo percorso con ulteriori investimenti. La transizione eco-digitale dell'agricoltura sarà guidata soprattutto da giovani e donne, già protagonisti delle grandi trasformazioni del settore, dalla legge di orientamento alla multifunzionalità. Agritech rappresenta oggi un ulteriore passo avanti in quel percorso che abbiamo avviato oltre vent'anni fa".

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A teatro "Gente di facili costumi" con Flavio Insinna e Giulia Fiume

Milano, 10 apr. (askanews) - "Gente di facili costumi" che andò in scena per la prima volta nel 1988 con Nino Manfredi nei panni del protagonista, arriva al Teatro Manzoni di Milano dal 14 al 26 aprile 2026.

Questo testo di Nino Marino e dello stesso Nino Manfredi è considerato ancora oggi uno dei più amati sulle scene teatrali italiane, a portarlo in scena sono Flavio Insinna e Giulia Fiume per la regia di Luca Manfredi.

Protagonisti della pièce sono Anna - nome d'arte "Principessa" - una prostituta disordinata e rumorosa che sogna di diventare "giostraia" e Ugo, l'inquilino del piano di sotto, un intellettuale che vivacchia scrivendo per la tv e per il cinema ma che sogna di fare film d'arte.

La vicenda prende il via la notte in cui Ugo sale al piano di sopra per lamentarsi con la coinquilina che tornando a notte fonda e accendendo il giradischi l'ha svegliato e lei, per la confusione, lascia aperto il rubinetto dell'acqua della vasca allagando irrimediabilmente l'appartamento di lui. Ugo sarà costretto quindi, anche a causa di uno sfratto, a trovare rifugio dalla "Principessa".

Con questa convivenza forzata inizia un confronto/scontro costellato di incidenti e incomprensioni, ma anche un curioso sodalizio, dove ciascuno condivide con l'altro ciò che ha. Le reciproche posizioni vanno a mano a mano ammorbidendosi perché diventa chiaro che ad incontrarsi non sono state solo due vite agli antipodi, ma soprattutto due sogni all'apparenza irrealizzabili.

Dall'incontro tra Anna e Ugo nasce un turbine di disastri, malintesi, ilarità e malinconie pienamente in sintonia con l'immagine che il loro autore, Nino Manfredi, ha lasciato nel ricordo di ognuno di noi.

Ecco come Manfredi presentava il suo testo: "Gente di facili costumi è una commedia che sviluppa, in maniera paradossale, un fondamentale problema etico. In una società come la nostra, dove tutto si avvilisce e si corrompe, che valore hanno ancora l'onestà, la dignità, il rispetto dei più profondi valori umani? Lo sport diventa sempre più truffa e violenza. Gli ideali politici difendono gli interessi più strettamente privati. La creatività e la fantasia sono messi al servizio dell'imbonimento pubblicitario . Senza continuare a fare altri esempi, è evidente che viviamo in una società in cui i valori più elevati vengono svenduti e liquidati, perché il bello, il buono e il vero sono asserviti all'utile".

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