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Motore Sanità: lotta all'Hiv, una patologia ancora presente

di TMNews venerdì 10 aprile 2026
3' di lettura

Padova, 11 apr. (askanews) - Nonostante i grandi passi in avanti della ricerca contro l'HIV, il virus continua a circolare. In Italia si stimano circa 140 mila persone con Hiv di cui 2.349 nuovi casi nel 2024 di cui la metà tra gli eterosessuali nella fascia di età compresa tra i 40 e i 49 anni.

Per fare il punto su questa epidemia silente, i percorsi di offerta e di presa incarico, a fronte delle opportunità che l'innovazione ha prodotto, in Veneto, regione virtuosa in termini di percorsi di prevenzione e cura, Motore Sanità ha organizzato l'evento 'L'infezione da HIV, l'epidemia silente di cui non si parla abbastanza', grazie al contributo incondizionato di VIIV Healthcare.

Parola d'ordine prevenzione e mai abbassare la guardia come sottolinea Manuela Lanzarin, Presidente della Quinta Commissione consiliare del Veneto: "E' una di quelle patologie croniche che però è silente, 2.350 nuovi casi all'anno in Italia non sono pochi, significa che questa infezione sta ancora circolando. Il dato positivo è che c'è una cura, c'è un'aspettativa di vita e si può vivere anche quando si incontra una malattia come questa. L'informazione e la comunicazione sono importanti e quando si deve affrontare il percorso della malattia, quindi l'aderenza alla terapia. Credo che l'elemento principale sia rispetto a questi 2.350 nuovi casi all'anno è quella della prevenzione e l'investimento in prevenzione. Oggi sappiamo che l'Oms parla sempre più di pilastro prevenzione, investire in prevenzione che non significa avere subito i risultati ma un risultato che nel corso degli anni può dare degli importanti obiettivi e può anche andare a razionalizzare la spesa e mettere in campo una qualità di vita migliore anche per quanto riguarda l'Hiv la prevenzione, l'informazione e responsabilità delle persone, fa la differenza. E' chiaro che anche presso le scuole, l'educazione ai giovani tra pari, i ragazzi della stessa età che si parlano tra loro per essere tutti più responsabili e consapevoli che ancora circola questa infezione che bisogna stare attenti. I nostri comportamenti sono importanti per noi ma anche per chi è vicino a noi".

Negli ultimi anni molta fiducia è stata riposta sulla PrEP (Profilassi Pre-Esposizione), ossia l'assunzione di farmaci antiretrovirali da parte di una persona non infetta, ma con comportamenti a rischio di acquisizione d'infezione. Tuttavia, la PrEP è ancora solo parzialmente praticata nonostante diversi studi clinici ne abbiano dimostrato un'efficacia vicina al 90%.

Serve grande attenzione come evidenzia Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità: "Ci siamo riuniti a Padova perché l'infezione da Hiv non è passata come si può pensare, è vero che ci sono terapie importanti e adesso stanno uscendo le long acting che permetteranno una maggiore aderenza e e una prevenzione ancora più efficace ma purtroppo abbiamo ancora circa 2.300 casi all'anno di Hiv con l'incidenza di 4 casi ogni 100mila abitanti. Il Veneto è messo meglio siamo al 3,2% ma l'attenzione deve essere sempre alta e deve essere possibile fare i test diagnostici adesso c'è anche l'autotest in farmacia, ci sono terapie innovative ma c'è ancora un problema di comunicazione, ormai i pazienti con hiv hanno un'aspettativa di vita uguale agli altri, la cosa è favorevole ma il sommerso esitse ancora".

Anna Martini, Direzione Farmaceutico-Protesica Dispositivi medici della Regione Veneto fornisce il quadro sui farmaci richiesti in Veneto: "Il numero di pazienti affetti da Hiv è in crescita in tutt'Italia l'incidenza è in aumento, Anche nel Veneto con un tasso più basso rispetto alla media nazionale. Per quanto riguarda i trattamenti i pazienti trattati in Veneto sono aumentati nell'ultimo anno, è aumentato il numero di consumo di farmaci specifici per il trattamento dell'Hiv. Quello che dobbiamo fare è agire sulla prevenzione".

In Veneto, nel corso dell'anno 2024 sono state registrate 163 nuove diagnosi di Hiv, pari ad un'incidenza di 3,2 casi ogni 100.000 residenti (incidenza leggermente inferiore alla media nazionale pari a 4,0 nuovi casi/100.000 residenti). Si stima che, alla fine del 2024, vi fossero 24.790 casi prevalenti in Italia, dei quali 1.253 in Veneto.

Ecco perché tornare a parlare di Hiv può sensibilizzare a comportamenti più sicuri e responsabili.

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Evento Consiglio regionale Lazio, "Alzheimer e nuove terapie"

Roma, 29 mag. (askanews) - Alla sede del Consiglio Regionale del Lazio si è tenuta la tavola rotonda "Alzheimer e nuove terapie", promossa dal Consigliere Regionale Roberta Della Casa. Tema dell'incontro l'Alzheimer, evidenziando l'importanza della diagnosi precoce, ma anche di una rete integrata che possa coinvolgere tutti gli attori: dai clinici agli addetti ai lavori, ma anche le associazioni di pazienti e società scientifiche.

L'intervista a Roberta Della Casa, Consigliere Regionale: "È emersa la voglia di curare e di prendere in carico il paziente a 360°. In alcuni casi mancano i mezzi, in altri manca l'organizzazione. Ho proposto a tutti quanti di lavorare insieme per costruire quella che potrebbe essere un'organizzazione ottimale che ci consentirebbe di raggiungere risultati migliori nei confronti dei pazienti, sopratutto nell'immediato e di fare una programmazione anche per investimenti di risorse sul medio-lungo periodo sicuramente più oculata. Quindi io sono a disposizione, questo tavolo deve essere qualcosa di pratico e che porta al risultato."

Proprio nel campo dell'innovazione, il settore si prepara all'arrivo dei nuovi farmaci disease modifying, già in uso in alcune regioni italiane, tra cui il Lazio con alcuni centri. Inoltre, dal dialogo, è emersa l'importanza dell'innovazione in diagnostica con l'arrivo dei test per biomarcatori, con l'auspicio che il loro utilizzo diventi sempre più accessibile e capillare.

Nuovamente Roberta Della Casa, Consigliera Regionale: "C'è tanta innovazione sia in campo di diagnostica che in campo terapeutico. Io penso che nonostante l'innovazione spesso abbia un costo importante, le istituzioni debbano comunque investire. Investire in ricerca e in terapie che possano migliorare la vita dei pazienti e anche in diagnostica che possa dare delle risposte sempre quanto più precise. Questo è un processo di crescita che non possiamo fermare. Ovviamente dobbiamo fare i conti con quello che abbiamo nella cassa delle pubbliche amministrazioni però possiamo ragionare insieme ai clinici su come valorizzare le risorse a disposizione in favore dei pazienti. L'innovazione non può essere fermata e il futuro dipende da ciascuno di noi."

Accorciare i tempi clinici e definire una rete per la presa in carico dei pazienti con una diagnosi precoce di Alzheimer, con chiari ruoli e responsabilità, su tutto il territorio regionale. Sono queste la priorità della cabina medica, che adesso si trova di fronte ad una grando opportunità: grazie alle risorse disponibili, e al possibile rifinanziamento del Fondo Alzheimer, si può dare un impulso concreto al trattamento della patologia e alla diagnosi precoce, per assicurare un miglioramento della qualità di vita delle persone affette da Alzheimer.

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Teatro Stabile di Torino: "Produzione e internazionalizzazione"

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