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Starmer: Cessare immeditamente i bombardamenti in Libano

di TMNews lunedì 13 aprile 2026
1' di lettura

Londra, 13 apr. (askanews) - Il primo ministro britannico Keir Starmer ha chiesto che il Libano venga urgentemente incluso negli sforzi per il cessate il fuoco, avvertendo che le continue azioni militari israeliane rischiano di aggravare la crisi umanitaria, intimando che "i bombardamenti devono cessare immediatamente".

Rivolgendosi ai parlamentari britannici, Starmer ha osservato che la diplomazia rimane "la strada giusta" e ha accolto con favore i colloqui in corso, ma ha sottolineato che la situazione in Libano richiede un'attenzione immediata.

"I bombardamenti devono cessare immediatamente", ha affermato al parlamento, aggiungendo che la continuazione delle violenze rischia di spingere il Libano in una crisi ancora più profonda. Starmer ha altresì affermato che Hezbollah "deve disarmarsi", ma ha anche criticato aspramente le azioni di Israele, definendo gli attacchi "sbagliati" e accusandoli di avere "devastanti conseguenze umanitarie".

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"Stavamo percorrendo la strada fino a quando abbiamo raggiunto questo punto, dove abbiamo trovato l'esercito e i coloni che hanno impedito ai nostri studenti di passare", ha spiegato Bassam Jabr, direttore della Pubblica istruzione del direttorato di Yatta.

"Eravamo seduti e ci hanno lanciato una granata un lacrimogeno, ndr - ha riferito una bambina del gruppo, Sarah Al-Hadhalin - mi sono spaventata, ho iniziato a urlare e sono scappata. Ho iniziato a piangere, una donna mi ha abbracciata ed è rimasta con me. Eravamo molto spaventati".

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"Considero il mio ruolo di leader di transizione come completamente neutrale e al di sopra delle parti. Non prendo posizione. Non sostengo né la repubblica né la monarchia. Sostengo una soluzione democratica", ha aggiunto Pahlavi, in esilio dalla rivoluzione islamica del 1979.

"Il popolo iraniano non accetterà mai una versione rivisitata di questo regime. È stato versato troppo sangue. Sono state scavate troppe fosse", ha sottolineato ancora.

"A prescindere da come si evolverà l'operazione militare attualmente sospesa, se accelererà la caduta della Repubblica islamica o si limiterà ad acuire le fratture al suo interno, l'esito della rivoluzione iraniana non sarà determinato da alcuna forza esterna. Sarà determinato dal popolo iraniano stesso", ha concluso, chiedendo di evitare di schierare dei 'boots on the ground' di eserciti stranieri, mentre per dare agli iraniani quel ruolo, "è necessario fornire loro una protezione aggiuntiva".

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