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Il valore di Roma cresce nel mercato luxury

di TMNews venerdì 22 maggio 2026
2' di lettura

Roma, 22 mag. (askanews) - Il mercato immobiliare residenziale italiano continua a confermarsi come uno dei più solidi e attrattivi in Europa, con particolare attenzione al segmento luxury che, negli ultimi anni, ha registrato una crescita costante della domanda nazionale e internazionale. "Il mercato immobiliare residenziale italiano sta vivendo un momento molto positivo, sostenuto da una domanda solida e dall'interesse crescente degli investitori. La domanda è forte, le vendite sono più veloci e oggi c'è più equilibrio tra chi vende e chi compra. Nel 2025 le compravendite sono cresciute più del 6,4% con un fatturato di poco meno di 135 miliardi. Il 2026 sta confermando questo andamento" ha dichiarato Carla Colaluca, Founder & CEO Krhome Real Estate.

Roma, in questo scenario, sta vivendo una fase di forte evoluzione urbana. I grandi progetti di riqualificazione e gli investimenti nelle infrastrutture, contribuiscono a ridefinire il volto della Capitale, aumentando l'interesse verso quartieri centrali e residenziali di alto profilo. "Roma sta diventando sempre più attrattiva, anche se soffre ancora per una carenza di offerta, soprattutto un'offerta di qualità. La città sta cambiando molto grazie allo sviluppo delle infrastrutture, alla crescita dell'aeroporto di Fiumicino come hub internazionale e alla sua posizione strategica nel Mediterraneo. Sempre più persone scelgono Roma, non solo per vivere, ma anche come investimento. Ci sono anche quartieri che stanno vivendo una forte riqualificazione urbana e chi acquista oggi, spesso, fa un investimento destinato a crescere nel futuro, nel tempo" ha aggiunto Colaluca.

Nel quadro geopolitico internazionale, l'Italia mantiene un posizionamento privilegiato, grazie alla sua stabilità, alla qualità del patrimonio immobiliare e a un mercato ancora competitivo rispetto ad altre capitali europee. Questo rende il nostro Paese particolarmente interessante per investitori esteri e clienti. "Attraverso il Krhome appeal index analizziamo come evolve l'attrattività del mercato immobiliare per investitori internazionali e quali territori saranno al centro dell'interesse nei prossimi anni. Nel lusso oggi non basta vendere un immobile, bisogna conoscere profondamente il mercato, il cliente e il valore reale della proprietà" ha proseguito Colaluca.

In questo contesto, si inserisce l'approccio Krhome, basato su un'attenta analisi del mercato e sulla creazione di un indice di appetibilità proprietario, capace di valutare il reale potenziale di un immobile attraverso parametri strategici.

"Nel contesto attuale internazionale l'Italia viene vista come un Paese stabile, bello e con prezzi ancora appetibili e competitivi, rispetto ad altre città europee del lusso. Per questo stiamo vedendo un forte interesse da parte di clienti internazionali che, fino a ieri, erano interessati ad altre Nazioni" ha concluso Colaluca.

Un metodo che consente di offrire ai clienti una visione chiara, moderna e orientata al valore nel tempo.

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Paesi più innovativi, Italia al 31° posto

Stresa, 22 mag. (Askanews) - In Italia c'è una convivenza tra eccellenze mondiali e difficoltà strutturali. L'ecosistema dell'innovazione ne è fortemente influenzato: in alcune categorie il nostro Paese è tra i migliori al mondo (come la ricerca accademica e la competitività nelle esportazioni), in altre fa fatica (per esempio negli investimenti per la ricerca o nel mondo dell'istruzione).

Questo il quadro che emerge dal TEHA Global Innosystem Index 2026, presentato alla 15a edizione del Technology Forum di TEHA Group, organizzato a Stresa il 21 e 22 maggio. Ci spiega cos'è Corrado Panzeri, Partner e Responsabile di Innotech Hub di TEHA Group: "Il Global Innosystem Index è un indicatore che, ogni anno, TEHA Group misura per andare a comparare diverse performance in termini di innovazione di circa 50 stati. E' un indicatore che è costruito su 5 dimensioni e va ad individuare quelli che sono i punti di forza e i punti di debolezza di ciascun Paese".

Nel ranking globale l'Italia si posiziona al 31° posto, lo stesso del 2023. In testa alla classifica c'è Singapore, seguito da Israele e Regno Unito. Australia e India sono i Paesi che hanno fatto più miglioramenti.

"Su 49 Paesi che siamo andati a misurare, l'Italia si trova al 31esimo posto stabile. Quindi, nella nostra ripartizione in 4 blocchi, si trova nella posizione medio-bassa. I principali Paesi europei si trovano tendenzialmente davanti all'Italia e hanno dimostrato in questo ultimo anno un dinamismo superiore rispetto al nostro Paese" ha continuato Panzeri.

Dopo aver analizzato le attuali posizioni di classifica dell'Italia su ogni ambito e il potenziale dell'ecosistema nel nostro Paese, TEHA ha elaborato 10 proposte per supportarne la crescita e lo sviluppo. Ce ne parla ancora Panzeri: "Abbiamo fatto 10 proposte riguardo all'innovazione italiana, che vanno a toccare quelli che sono i principali nodi della competitività della ricerca nel nostro Paese, sia in ambito strategico, sia in ambito di Capitale Umano, sia in ambito di finanziamento alla ricerca".

La distanza dai Paesi migliori emerge dunque soprattutto sul fronte del Capitale Umano, dove l'Italia è 33ma. Criticità anche per risorse finanziarie a supporto dell'innovazione, ambito in cui l'Italia è 30ma. I risultati arrivano invece dalle innovazioni e dalla solidità industriale e scientifica del Paese, che si distingue per qualità della ricerca, dei brevetti, export manifatturiero e presenza di infrastrutture strategiche come i supercomputer, ambito nel quale si colloca al 7° posto mondiale.

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Sostenibilità, imprese e giovani generazioni, la sfida per il futuro

Roma, 22 mag. (askanews) - Sostenibilità, imprese e futuro delle giovani generazioni. Tre elementi sempre più indissolubilmente legati. A far da filo conduttore il cambiamento climatico, le evidenze scientifiche e come questi aspetti vengono raccontati dal mondo letterario e interpretati dalle aziende. Se ne è parlato nella terza edizione dell'evento "Sustainability Talks" della Luiss Business School.

"Penso che dobbiamo affidarci solo alla scienza. Quando ricevi informazioni da molte discipline scientifiche, allora è meglio prenderle molto sul serio. Penso che il lavoro di romanzieri, artisti, drammaturghi e registi cinematografici non cambierà il corso degli eventi ma serva soprattutto a indagare e rappresentare i cambiamenti della condizione umana. Non credo però che i dirigenti delle compagnie del carbone, del gas o del petrolio leggano i miei romanzi e cambino le loro politiche - loro rispondono, come sempre, agli azionisti".

Il cambiamento climatico è un tema cruciale che genera paure presso le nuove generazioni ma non bisogna avere paura del progresso.

"Ho visto Geoffrey Hinton, uno dei grandi maestri dell'informatica e dell'intelligenza artificiale negli Stati Uniti, che parlando ad alcuni studenti ha espresso il suo pessimismo. A chi gli chiedeva un consiglio su come affrontare un futuro così incerto ha risposto sorridendo: 'Fatevi nascere nel 1948'. In altre parole, ha detto che lui appartiene a una generazione fortunata. Oggi l'idea stessa di progresso è sotto attacco. E credo che questa sia una questione grande quanto il cambiamento climatico."

Il binomio imprese sostenibilità visto nell'ottica delle nuove generazioni è tra i capisaldi della Luiss Business School.

"La mission di Luiss Business School è quella di formare leader responsabili che abbiano attenzione anche nei confronti di un futuro sostenibile e quindi l'evento che organizziamo oggi è pienamente allineato con questo obiettivo. Noi sentiamo molto forte il tema della sostenibilità nel lavorare tutti i giorni con giovani studenti, perché vediamo che questo è un tema che al centro dei loro valori delle loro aspirazioni e del modo in cui loro immaginano la propria carriera e del modo in cui si sentono leader responsabili per un futuro migliore. È chiaro che in quello che dovrebbe essere un futuro sostenibile le imprese giocano un ruolo fondamentale".

L'impegno e l'obiettivo è quindi coniugare le attività di impresa con i criteri di sostenibilità. "Naturalmente una parte del percorso che le aziende fanno verso la sostenibilità è dettata dalla regolamentazione, che è un po' la base necessaria. Però ci sono aziende che sono in grado in realtà di bilanciare la necessità di ottenere rendimenti economici con la capacità di essere inclusive favorire lo sviluppo delle comunità locali, favorire diversità e avere un'attenzione particolare anche nei confronti della sostenibilità ambientale".

L'evento Sustainability talks si è svolto nell'ambito del programma Global Family Business Management realizzato da Luiss Business School in collaborazione con Intesa Sanpaolo e diretto da Fabio Corsico.

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