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Ultimo dialoga con Crepet nell'incontro con studenti Roma Tor Vergata

di TMNews venerdì 22 maggio 2026
3' di lettura

Roma, 22 mag. (askanews) - Ultimo è andato all'Università di Roma Tor Vergata per incontrare 300 studenti e studentesse dell'Ateneo, presso l'Auditorium Ennio Morricone, Facoltà di Lettere e Filosofia. L'appuntamento, moderato da Paolo Crepet, è stata un'amichevole chiacchierata dedicata agli studenti delle sei facoltà dell'ateneo (Lettere e filosofia, Economia, Ingegneria, Scienze, Giurisprudenza, Medicina e chirurgia), che hanno avuto la possibilità di interagire con l'artista e dialogare su varie tematiche vicine ai giovani e alla musica, come strumento fondamentale per lo sviluppo umano.

Dal confronto con Paolo Crepet è emerso il rapporto viscerale tra Ultimo e la musica, una necessità assoluta da sempre, mentre mancano poco meno di due mesi al grande live "Ultimo 2026 - La favola per sempre", il 4 luglio a Roma Tor Vergata.

Una chiamata a raccolta che ha registrato il sold out di 250.000 biglietti venduti in appena tre ore, un numero da record mai stato raggiunto prima.

"Il live di Tor Vergata è stata una visione di anni fa - racconta Ultimo - un'idea nata in un momento in cui non si sapeva neanche se si sarebbe potuto fare un concerto così, e ora sono qui a parlare con voi a 40 giorni dal concerto, dopo un lavoro costante e immenso iniziato un anno e mezzo fa. È come se ci fosse una connessione tra la visione di un qualcosa e la sua realizzazione, come se dentro di me fosse già accaduto".

Paolo Crepet ha invitato Ultimo a prepararsi non solo all'evento del 4 luglio, ma a quello che sarà il risveglio del 5 luglio, di ciò che resterà come bagaglio di questa pietra miliare e di ciò che seguirà per il percorso dell'artista e del popolo che lo segue. "Ci sono artisti che parlano a se stessi, e altri, pochissimi, che parlano a generazioni", ha detto Crepet, definendo il cantautore romano "coraggioso e spinto da quel desiderio che arriva dalla mancanza, dalla rabbia, che portano all'azzardo e alla poesia, necessari per segnare un vero cambiamento".

Ultimo è stato presentato dal Magnifico Rettore dell'Università di Roma Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron come un artista caratterizzato fin dagli da una cifra stilistica e tematica connotata da un'impellente quasi viscerale volontà di riscatto, i cui valori sono condivisi dall'ateneo, e racchiusi nel suo motto "Dalla parte degli ultimi per sentirsi primi".

"Non si tratta di un semplice slogan commerciale - ha dichiarato il Rettore - ma una dichiarazione programmatica. Gli ultimi non sono i marginalizzati o gli sconfitti della storia, ma coloro che manifestano il coraggio di svelare le proprie vulnerabilità emotive. In un mondo iperconnesso ma spesso profondamente alienante che promuove una facciata di perfezione artificiale e chiede performance costanti Niccolò Moriconi invita a liberarsi dalla maschera, ci insegna che rivelare le proprie ferite e cicatrici non è affatto un segno di debolezza ma un atto di straordinaria affermazione".

Dalla parte degli Ultimi Niccolò Moriconi lo sarà anche il 2 luglio, quando aprirà le porte della prova generale di Tor Vergata a tutti i diversamente abili che vorranno assistere a quella che diventerà un'anteprima di Ultimo 2026 - La favola per sempre".

"Ho scelto questo nome d'arte anche per questo - continua Ultimo - per trasmettere la mia vicinanza con gesti che a me costano poco e che possono invece per altri avere un valore".

L'incontro si è svolto nel giorno di uscita in radio e digitale di Romantica, il nuovo singolo sotto etichetta indipendente Ultimo Records.

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Paesi più innovativi, Italia al 31° posto

Stresa, 22 mag. (Askanews) - In Italia c'è una convivenza tra eccellenze mondiali e difficoltà strutturali. L'ecosistema dell'innovazione ne è fortemente influenzato: in alcune categorie il nostro Paese è tra i migliori al mondo (come la ricerca accademica e la competitività nelle esportazioni), in altre fa fatica (per esempio negli investimenti per la ricerca o nel mondo dell'istruzione).

Questo il quadro che emerge dal TEHA Global Innosystem Index 2026, presentato alla 15a edizione del Technology Forum di TEHA Group, organizzato a Stresa il 21 e 22 maggio. Ci spiega cos'è Corrado Panzeri, Partner e Responsabile di Innotech Hub di TEHA Group: "Il Global Innosystem Index è un indicatore che, ogni anno, TEHA Group misura per andare a comparare diverse performance in termini di innovazione di circa 50 stati. E' un indicatore che è costruito su 5 dimensioni e va ad individuare quelli che sono i punti di forza e i punti di debolezza di ciascun Paese".

Nel ranking globale l'Italia si posiziona al 31° posto, lo stesso del 2023. In testa alla classifica c'è Singapore, seguito da Israele e Regno Unito. Australia e India sono i Paesi che hanno fatto più miglioramenti.

"Su 49 Paesi che siamo andati a misurare, l'Italia si trova al 31esimo posto stabile. Quindi, nella nostra ripartizione in 4 blocchi, si trova nella posizione medio-bassa. I principali Paesi europei si trovano tendenzialmente davanti all'Italia e hanno dimostrato in questo ultimo anno un dinamismo superiore rispetto al nostro Paese" ha continuato Panzeri.

Dopo aver analizzato le attuali posizioni di classifica dell'Italia su ogni ambito e il potenziale dell'ecosistema nel nostro Paese, TEHA ha elaborato 10 proposte per supportarne la crescita e lo sviluppo. Ce ne parla ancora Panzeri: "Abbiamo fatto 10 proposte riguardo all'innovazione italiana, che vanno a toccare quelli che sono i principali nodi della competitività della ricerca nel nostro Paese, sia in ambito strategico, sia in ambito di Capitale Umano, sia in ambito di finanziamento alla ricerca".

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Sostenibilità, imprese e giovani generazioni, la sfida per il futuro

Roma, 22 mag. (askanews) - Sostenibilità, imprese e futuro delle giovani generazioni. Tre elementi sempre più indissolubilmente legati. A far da filo conduttore il cambiamento climatico, le evidenze scientifiche e come questi aspetti vengono raccontati dal mondo letterario e interpretati dalle aziende. Se ne è parlato nella terza edizione dell'evento "Sustainability Talks" della Luiss Business School.

"Penso che dobbiamo affidarci solo alla scienza. Quando ricevi informazioni da molte discipline scientifiche, allora è meglio prenderle molto sul serio. Penso che il lavoro di romanzieri, artisti, drammaturghi e registi cinematografici non cambierà il corso degli eventi ma serva soprattutto a indagare e rappresentare i cambiamenti della condizione umana. Non credo però che i dirigenti delle compagnie del carbone, del gas o del petrolio leggano i miei romanzi e cambino le loro politiche - loro rispondono, come sempre, agli azionisti".

Il cambiamento climatico è un tema cruciale che genera paure presso le nuove generazioni ma non bisogna avere paura del progresso.

"Ho visto Geoffrey Hinton, uno dei grandi maestri dell'informatica e dell'intelligenza artificiale negli Stati Uniti, che parlando ad alcuni studenti ha espresso il suo pessimismo. A chi gli chiedeva un consiglio su come affrontare un futuro così incerto ha risposto sorridendo: 'Fatevi nascere nel 1948'. In altre parole, ha detto che lui appartiene a una generazione fortunata. Oggi l'idea stessa di progresso è sotto attacco. E credo che questa sia una questione grande quanto il cambiamento climatico."

Il binomio imprese sostenibilità visto nell'ottica delle nuove generazioni è tra i capisaldi della Luiss Business School.

"La mission di Luiss Business School è quella di formare leader responsabili che abbiano attenzione anche nei confronti di un futuro sostenibile e quindi l'evento che organizziamo oggi è pienamente allineato con questo obiettivo. Noi sentiamo molto forte il tema della sostenibilità nel lavorare tutti i giorni con giovani studenti, perché vediamo che questo è un tema che al centro dei loro valori delle loro aspirazioni e del modo in cui loro immaginano la propria carriera e del modo in cui si sentono leader responsabili per un futuro migliore. È chiaro che in quello che dovrebbe essere un futuro sostenibile le imprese giocano un ruolo fondamentale".

L'impegno e l'obiettivo è quindi coniugare le attività di impresa con i criteri di sostenibilità. "Naturalmente una parte del percorso che le aziende fanno verso la sostenibilità è dettata dalla regolamentazione, che è un po' la base necessaria. Però ci sono aziende che sono in grado in realtà di bilanciare la necessità di ottenere rendimenti economici con la capacità di essere inclusive favorire lo sviluppo delle comunità locali, favorire diversità e avere un'attenzione particolare anche nei confronti della sostenibilità ambientale".

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