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Mrs. Doubtfire - Il Musical è quasi pronto a debuttare in Italia

di TMNews sabato 23 maggio 2026
2' di lettura

Milano, 23 mag. (askanews) - Dai palcoscenici di Broadway e del West End di Londra, Mrs. Doubtfire - Il Musical è quasi pronto a debuttare anche in Italia. Lo spettacolo, tratto dal celebre film, arriverà nel nostro Paese a partire da febbraio 2027, al Nazionale di Milano, poi a Roma al Brancaccio. Il cast è al lavoro per portare in scena questa storia amata da intere generazioni. Nei panni del papà - tata Francesco Cicchella nel ruolo che fu dell'indimenticabile Robin Williams.

"Appena mi hanno proposto il musical, ho pensato che sarebbe stata una figata pazzesca, perché in realtà da ragazzo, prima di poi dedicarmi alla comicità, sognavo di essere un performer, prima di scoprirmi poi come comico. Quindi ho pensato che era un po' un ritorno alle origini. Poi questo titolo credo sia perfetto per me perché è uno spettacolo molto divertente e basato sulla polietricità del protagonista, quindi io cerco di essere un artista polietrico, quindi è una sfida che sicuramente calza a pennello. È una grandissima gioia e anche una responsabilità perché è stato un film cult interpretato da un'icona assoluta come Robin Williams, quindi sarà una sfida interessante".

Daniel Hillard è un attore brillante e anticonvenzionale che, dopo un difficile divorzio decide di trasformarsi nell'eccentrica governante scozzese Euphegenia Doubtfire per stare vicino ai tre figli, questo è un ruolo assai impegnativo. "La difficoltà di questo ruolo credo sia nel fatto che è veramente sempre presente in scena e fa tantissime cose diverse. Quindi dovrò cantare, recitare, ballare, fare tip-tap, fare le voci, ma in quello mi sento abbastanza tranquillo. Quindi, insomma, davvero sono due ore e mezzo di spettacolo in cui ci devo dare dentro".

Mrs. Doubtfire - Il Musical è uno spettacolo divertente per tutta la famiglia e sulla famiglia capace di emozionare e commuovere il pubblico.

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Nidi Fioriti, a Milano torna Festival su genitorialità e infanzia

Milano, 23 mag. (Askanews) - Sabato 23 e domenica 24 maggio 2026, il Giardino Ventura, a Milano, accoglie la seconda edizione di Nidi Fioriti, festival dedicato all'infanzia e alla genitorialità promosso dall'omonima Fondazione. Un villaggio temporaneo che ospiterà quaranta attività a ingresso gratuito.

Martino Cortese, founder e presidente della Fondazione Nidi Fioriti, ci spiega cos'è, perché nasce e qual è la missione della Fondazione dietro a questo progetto: "Un atto di pubblica responsabilità, perché dalla mia esperienza personale sono arrivato a capire che quasi tutti i problemi che abbiamo come società, nascono in quei primi 3-6 anni di vita e, di conseguenza, è un atto di pubblica responsabilità per il semplice fatto che poi sono problemi che diventano i problemi di tutti. Perché l'infanzia è issuta in modo invece molto privato, molto tra le mura di casa e appunto per questi motivi, invece, dovrebbe essere un gesto collettivo, una responsabilità collettiva. Diciamo che, se è vero che per crescere un bambino ci vuole un villaggio, credo che in realtà oggi per crescere un villaggio servano i bambini, o per meglio dire serva rimettere i bambini al centro".

La prima edizione è stata un grande successo e ha coinvolto oltre 4.000 persone. Quest'anno il programma prevede conferenze sui temi della genitorialità.

Un secondo momento sarà dedicato al tema di come crescere bambini gentili in un mondo rumoroso, con un dialogo che attraversa la psicologia, la medicina ayurvedica e la cultura della gentilezza. Spazio anche ai laboratori pratici per genitori e futuri genitori. A completare l'esperienza, l'area gioco e la zona per il riposo e l'allattamento e gli spazi salute e prevenzione, in collaborazione con Ospedale Buzzi, Baby Wellness Foundation e Gruppo di Educazione Pediatrica Ostetrica (GEPO).

Anna Acquistapace, Program Director e direttrice artistica del Festival, spiega come si tiene insieme un programma così ampio senza perdere il filo: "Il filo conduttore del Festival di Nidi Fioriti non è un filo conduttore tematico, ma è esperienziale. Ogni attività, conferenza, laboratorio che proponiamo deve rispondere a una domanda che ha a che vedere con l'utilità. Mi serve questa cosa nel mio quotidiano di genitore e anche di educatore? La selezione editoriale del Festival, per noi, è fondamentale. Non si invita chiunque abbia qualcosa da dire sull'infanzia, per noi è fondamentale invitare fonti autorevoli, professioniste e professionisti che hanno un punto di vista chiaro e soprattutto utile su queste tematiche".

L'accesso al Festival è gratuito con prenotazione su Eventbrite. Per alcune attività è disponibile biglietto dedicato, sempre gratuito.

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A San Giovanni Valdarno il Festival delle Neuroscienze

San Giovanni Valdarno, 23 mag. (Askanews) - Il cervello non si limita a osservare la realtà: la costruisce. È attorno a questa riflessione che si è sviluppata la terza edizione del Festival delle Neuroscienze, andata in scena oggi nella sala consiliare di Palazzo d'Arnolfo a San Giovanni Valdarno con il titolo "Cervello e realtà: oltre il grande inganno delle nostre percezioni".

Una giornata di confronto tra neuroscienze, fisica quantistica, filosofia, linguaggio, arte e teatro che ha portato nel cuore del Valdarno studiosi, divulgatori e ricercatori di livello nazionale e internazionale, con l'obiettivo di rendere accessibili al grande pubblico alcuni dei temi più complessi e affascinanti della ricerca contemporanea. Ha parlato così Alessandro Rossi, direttore scientifico della fondazione Gianfranco Salvini: "Stamani abbiamo discusso sull'importanza della parola espressa e della parola scritta e del rischio di impoverimento del nostro patrimonio semantico, se non sintattico, legato alle nuove tecnologie".

L'iniziativa è stata organizzata dalla Fondazione Gianfranco Salvini in collaborazione con la Clinica di Riabilitazione Toscana, con il contributo di Fineco, Bcc Banca Valdarno, Caurum, Centro Chirurgico Toscano e Tratos Cavi. Tema cruciale dell'evento il rapporto tra linguaggio, percezione e interpretazione del mondo. Le dichiarazioni di Luigi Ripamonti, giornalista scientifico del Corriere della Sera: "L'iniziativa è magnifica, di grande valore secondo me a livello proprio sociale. Si chiama appunto l'iniziativa di Citizen Science e mi sembra che sia la definizione più adatta. La presenza anche delle scuole mi è sembrata di grande importanza, di grande valore. Per quanto riguarda l'inganno delle parole, le parole come abbiamo visto questa mattina possono essere usate bene o male, ma anche quando vengono usate bene, in modo appropriato, possono generare delle percezioni che cambiano le modalità di comportamento".

"Le meraviglie della meccanica quantistica, l'entanglement, la sovrapposizione di stati, il gatto di Schr dinger, nonché attraversare il muro o, infatti, parlerò dell'effetto tunnel e di come queste proprietà da persone come me vengono tuttora studiate nei nostri laboratori, in particolare nei laboratori sotterranei del Gran Sasso, dove stiamo provando a mettere in crisi la meccanica quantistica, ma anche di come le stesse proprietà sono la base delle tecnologie del futuro." ha aggiunto Catalina Curceanu, Dirigente di Ricerca dei Laboratori Nazionali di Frascati

Palazzo d'Arnolfo si è trasformato così in uno spazio di dialogo tra discipline diverse, unite da una stessa domanda: quanto di ciò che vediamo, sentiamo e viviamo appartiene davvero alla realtà e quanto, invece, è il prodotto del nostro cervello?

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Paesi più innovativi, Italia al 31° posto

Stresa, 22 mag. (Askanews) - In Italia c'è una convivenza tra eccellenze mondiali e difficoltà strutturali. L'ecosistema dell'innovazione ne è fortemente influenzato: in alcune categorie il nostro Paese è tra i migliori al mondo (come la ricerca accademica e la competitività nelle esportazioni), in altre fa fatica (per esempio negli investimenti per la ricerca o nel mondo dell'istruzione).

Questo il quadro che emerge dal TEHA Global Innosystem Index 2026, presentato alla 15a edizione del Technology Forum di TEHA Group, organizzato a Stresa il 21 e 22 maggio. Ci spiega cos'è Corrado Panzeri, Partner e Responsabile di Innotech Hub di TEHA Group: "Il Global Innosystem Index è un indicatore che, ogni anno, TEHA Group misura per andare a comparare diverse performance in termini di innovazione di circa 50 stati. E' un indicatore che è costruito su 5 dimensioni e va ad individuare quelli che sono i punti di forza e i punti di debolezza di ciascun Paese".

Nel ranking globale l'Italia si posiziona al 31° posto, lo stesso del 2023. In testa alla classifica c'è Singapore, seguito da Israele e Regno Unito. Australia e India sono i Paesi che hanno fatto più miglioramenti.

"Su 49 Paesi che siamo andati a misurare, l'Italia si trova al 31esimo posto stabile. Quindi, nella nostra ripartizione in 4 blocchi, si trova nella posizione medio-bassa. I principali Paesi europei si trovano tendenzialmente davanti all'Italia e hanno dimostrato in questo ultimo anno un dinamismo superiore rispetto al nostro Paese" ha continuato Panzeri.

Dopo aver analizzato le attuali posizioni di classifica dell'Italia su ogni ambito e il potenziale dell'ecosistema nel nostro Paese, TEHA ha elaborato 10 proposte per supportarne la crescita e lo sviluppo. Ce ne parla ancora Panzeri: "Abbiamo fatto 10 proposte riguardo all'innovazione italiana, che vanno a toccare quelli che sono i principali nodi della competitività della ricerca nel nostro Paese, sia in ambito strategico, sia in ambito di Capitale Umano, sia in ambito di finanziamento alla ricerca".

La distanza dai Paesi migliori emerge dunque soprattutto sul fronte del Capitale Umano, dove l'Italia è 33ma. Criticità anche per risorse finanziarie a supporto dell'innovazione, ambito in cui l'Italia è 30ma. I risultati arrivano invece dalle innovazioni e dalla solidità industriale e scientifica del Paese, che si distingue per qualità della ricerca, dei brevetti, export manifatturiero e presenza di infrastrutture strategiche come i supercomputer, ambito nel quale si colloca al 7° posto mondiale.

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Sostenibilità, imprese e giovani generazioni, la sfida per il futuro

Roma, 22 mag. (askanews) - Sostenibilità, imprese e futuro delle giovani generazioni. Tre elementi sempre più indissolubilmente legati. A far da filo conduttore il cambiamento climatico, le evidenze scientifiche e come questi aspetti vengono raccontati dal mondo letterario e interpretati dalle aziende. Se ne è parlato nella terza edizione dell'evento "Sustainability Talks" della Luiss Business School.

"Penso che dobbiamo affidarci solo alla scienza. Quando ricevi informazioni da molte discipline scientifiche, allora è meglio prenderle molto sul serio. Penso che il lavoro di romanzieri, artisti, drammaturghi e registi cinematografici non cambierà il corso degli eventi ma serva soprattutto a indagare e rappresentare i cambiamenti della condizione umana. Non credo però che i dirigenti delle compagnie del carbone, del gas o del petrolio leggano i miei romanzi e cambino le loro politiche - loro rispondono, come sempre, agli azionisti".

Il cambiamento climatico è un tema cruciale che genera paure presso le nuove generazioni ma non bisogna avere paura del progresso.

"Ho visto Geoffrey Hinton, uno dei grandi maestri dell'informatica e dell'intelligenza artificiale negli Stati Uniti, che parlando ad alcuni studenti ha espresso il suo pessimismo. A chi gli chiedeva un consiglio su come affrontare un futuro così incerto ha risposto sorridendo: 'Fatevi nascere nel 1948'. In altre parole, ha detto che lui appartiene a una generazione fortunata. Oggi l'idea stessa di progresso è sotto attacco. E credo che questa sia una questione grande quanto il cambiamento climatico."

Il binomio imprese sostenibilità visto nell'ottica delle nuove generazioni è tra i capisaldi della Luiss Business School.

"La mission di Luiss Business School è quella di formare leader responsabili che abbiano attenzione anche nei confronti di un futuro sostenibile e quindi l'evento che organizziamo oggi è pienamente allineato con questo obiettivo. Noi sentiamo molto forte il tema della sostenibilità nel lavorare tutti i giorni con giovani studenti, perché vediamo che questo è un tema che al centro dei loro valori delle loro aspirazioni e del modo in cui loro immaginano la propria carriera e del modo in cui si sentono leader responsabili per un futuro migliore. È chiaro che in quello che dovrebbe essere un futuro sostenibile le imprese giocano un ruolo fondamentale".

L'impegno e l'obiettivo è quindi coniugare le attività di impresa con i criteri di sostenibilità. "Naturalmente una parte del percorso che le aziende fanno verso la sostenibilità è dettata dalla regolamentazione, che è un po' la base necessaria. Però ci sono aziende che sono in grado in realtà di bilanciare la necessità di ottenere rendimenti economici con la capacità di essere inclusive favorire lo sviluppo delle comunità locali, favorire diversità e avere un'attenzione particolare anche nei confronti della sostenibilità ambientale".

L'evento Sustainability talks si è svolto nell'ambito del programma Global Family Business Management realizzato da Luiss Business School in collaborazione con Intesa Sanpaolo e diretto da Fabio Corsico.

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