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Auto elettrica, Macron: Stellantis investirà un miliardo a Mulhouse

di TMNews martedì 26 maggio 2026
1' di lettura

Parigi, 26 mag. (askanews) - Il presidente francese Emmanuel Macron annuncia un investimento di oltre un miliardo di euro da parte di Stellantis nello stabilimento di Mulhouse, nell'est della Francia.

Secondo Macron, il sito produrrà dal 2029 nuove generazioni di veicoli elettrici. L'annuncio arriva mentre Macron riunisce all'Eliseo i principali attori industriali francesi per spingere la produzione di veicoli elettrici nel Paese.

Stellantis si è limitata a confermare il lavoro con le parti sociali sul futuro degli stabilimenti, compreso quello di Mulhouse, rinviando ulteriori dettagli ad annunci ufficiali.

"Stellantis a Mulhouse investirà oltre un miliardo di nuovi euro per produrre nuove generazioni di veicoli elettrici a partire dal 2029. È l'impegno dell'altro nostro grande costruttore in questa strategia: produrre elettrico in Francia e portare qui nuovi modelli. È un vero futuro industriale - ha detto Macron - quello che offriamo a questo sito di Mulhouse, al centro della strategia concreta che portiamo avanti in una terra che ama l'automobile, che ha questa storia e che ci crede".

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"I Wep - ha detto Darya Majidi, Presidente di UN Women Italy - sono i sette principi, Women Emporement principles, che le Nazioni Unite da tempo hanno offerto alle aziende come un framework di riferimento per poter valutare in un modo quantitativo la situazione della gestione della parità di genere non solo nell'azienda, ma anche fuori dall'azienda. Questi sette principi sono diffusi poco in Italia quindi l'obiettivo nostro è far conoscere questo riconoscimento importante delle Nazioni Unite e soprattutto creare una community, un network tra le aziende che hanno già firmato o le aziende che magari sono certificate con altri certificazioni come ISO o UNI e creare un ecosistema sano fra le aziende virtuose".

Nel corso dell'incontro è stato presentato il rapporto "Le aziende Wep in Italia", realizzato da Deloitte con Un Women Italy e Winning Women Institute, che evidenzia come nel mondo abbiano aderito ai Wep oltre 12 mila aziende in più di 190 Paesi, mentre in Italia le imprese firmatarie sono oggi 182.

"Il primo elemento sicuramente è garantire, e dal report questo emerge, un equo accesso al mondo del lavoro. Nel momento in cui lo garantiamo il secondo elemento sul quale è importante lavorare, e nel report emerge molto chiaramente, è un tema di progressione della carriera. L'Italia ha in questo caso un dato medio di board member in quota femminile di più del 44%, superiore alla media europea, grazie a interventi normativi che hanno portato a un'accelerazione del nostro Paese, ma se guardiamo all'interno della composizione solo il 2,9% di donne occupa posizioni in grado di essere driver decisionali" ha evidenziato Silvana Perfetti, Chair Deloitte Central Mediterranean.

C'è poi il mondo delle istituzioni, che oltre a fornire servizi adeguati, deve dare il buon esempio favorendo l'uguaglianza di genere all'interno delle proprie mura.

"Investire sulle risorse umane, in particolare sulla leadership al femminile, è un po' un atout che abbiamo bisogno di coltivare e far sì che diventi strutturale e non solo episodico. Abbiamo lavorato sulla certificazione della parità sul bilancio di genere, ma in generale su tutte quelle esperienze che fanno crescere la consapevolezza di come sia importante oggi creare il contesto per cui uomini e donne insieme possono far crescere il loro percorso personale e la comunità nel suo insieme" ha concluso Anna Scavuzzo, vice sindaco di Milano.

Segnali positivi arrivano infine dal fronte della certificazione di parità di genere: a febbraio 2026 le aziende italiane certificate secondo la UNI/PdR 125 hanno superato quota 12 mila, ben oltre il target fissato dal Pnrr. Un dato che, secondo i promotori, dimostra una crescente attenzione verso strumenti concreti e misurabili per ridurre il divario di genere.

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