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Stefano Nazzi nella sua docuserie su Sky racconta di delitti del "branco"

di TMNews giovedì 28 maggio 2026
1' di lettura

Milano, 28 mag. (askanews) - Il giornalista, scrittore, podcaster, Stefano Nazzi ospite degli Sky Inclusion Days all'incontro "Raccontare la realtà e proteggersi dalla fantacronaca" ha approfondito il tema della responsabilità dei media nella narrazione dei casi di cronaca nera e come sia interconnessa alla fiducia del pubblico. Grande esperto di crime il giornalista sarà il 29 e 30 maggio in prima visione su Sky Crime e su Sky Documentaries con la docuserie Nazzi Racconta.

"Allora è una docuserie che parlerà di tre casi, tre storie molto diverse tra loro che hanno in comune, che furono atti delitti commessi da gruppi, quindi quello che viene chiamato il branco non solo giornalisticamente ma anche termini psicologici. C'è le dinamiche, come quelle persone che singolarmente non farebbero mai una determinata cosa, invece inserite in un gruppo la fanno. Il primo caso è quello di Desire Piovanelli che ha un elemento in più perché nel gruppo di adolescenti che ha ucciso questa ragazza a Leno, in provincia di Brescia, c'era un adulto, una persona di 36 anni che invece di fare da guida, da freno ai ragazzini, agli adolescenti, una sorta di miccia che innescò quel meccanismo".

Continua anche il suo impegno dal vivo con lo spettacolo teatrale Indagini Live 2026, in cui racconta tren'anni di sequestri di persona in Italia. Lo show ha registrato un lungo elenco di sold out e alle date previste se ne aggiunge una al Teatro romano di Verona.

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Alpitour World e IED: un corto per gli 80 anni del voto alle donne

Milano, 28 mag. (askanews) - Un corto dedicato agli 80 anni del voto alle donne realizzato da OffiCine dell'Istituto Europe di Design con la direzione artistica di Silvio Soldini: "Facciamo rumore" è stato presentato a Milano. Il progetto è sostenuto da Alpitour World, all'interno del più ampio percorso di Diversity & Inclusion del gruppo.

"Essere presenti, partecipare a progetti come questo - ha detto ad askanews Francesca Grandi, Chief Human Resources Officer dell'azienda - rappresenta la volontà di utilizzare linguaggi della cultura, il linguaggio del cinema per portare sempre di più e per sensibilizzare sempre di più su determinati testi e temi sociali. Questo è peraltro un filone che va in parallelo a quello che un'azienda come la nostra sta portando avanti al proprio interno".

Ambientato in una Milano contemporanea, il cortometraggio racconta la storia di una giovane che si confronta con uno scenario provocatorio - la possibile abolizione del voto alle donne - dando vita a un percorso collettivo di presa di coscienza e attivazione civica.

"L'idea - ha aggiunto Cristina Marchetti, direttrice di OffiCine-IED Cinema - era proprio quella di provare a raccontare con un linguaggio, diverso partendo proprio dall'idea dei ragazzi, quindi da che cos'è per loro questo anniversario, da cosa rappresenta per loro questo anniversario, che timore hanno loro rispetto ai diritti acquisiti, non acquisiti che possono modificarsi. Quindi è nato proprio da un confronto con loro e l'idea del corto: il soggetto, tutta la sceneggiatura è stata scritta da loro. Non c'è nessun tipo di intervento nostro, non lo facciamo mai, nel senso che proprio la cosa principale per noi è l'ascolto delle nuove generazioni".

Il progetto mette al centro i giovani e la loro professionalizzazione attraverso il confronto diretto con il mondo del cinema. E per Alpitour World si inserisce in un discorso ampio sull'impatto che è possibile avere, attraverso iniziative culturali e sociali, sulla vita delle persone. "Questo è un percorso - ha aggiunto Francesca Grandi - che stiamo portando avanti e che si ricongiunge anche a progetti di sostegno e supporto a quelli che sono gli avvenimenti che abbiamo tutti noi nella nostra vita. Per cui la vita delle persone non rimane fuori dalla porta dell'azienda. Entra e trovare all'interno dell'azienda un punto di riferimento che ci aiuta ad affrontare quello che ci succede tutti i giorni crediamo che sia un grande valore".

Con l'obiettivo di contribuire attivamente alla diffusione di una cultura della partecipazione, della parità e del rispetto, anche al di fuori del perimetro strettamente aziendale.

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Il Nameless Festival torna a casa: tre giorni di musica a Lecco

Milano, 28 mag. (askanews) - Tre giorni di musica live, oltre 100 artisti su cinque diversi palchi e 90.000 persone attese. Il Nameless Festival torna a casa, dal 30 maggio all'1 giugno 2026 il Centro Sportivo "Bione" di Lecco ospiterà la nuova edizione di uno degli appuntamenti musicali più rilevanti d'Europa. Dopo anni di crescita internazionale, il Festival torna nel territorio in cui è nato, riportando sul Lago di Como un evento capace di unire musica, turismo, intrattenimento e cultura contemporanea come racconta Alberto Fumagalli, CEO & Founder di Nameless Festival

"Siamo veramente felici di essere tornati nella città dove tutto è nato nel 2013 tra l'altro c'è un palco che è a soli 50 metri da dove era il primo palco che abbiamo montato nella nostra storia bello essere tornati a casa abbiamo fatto un lavoro enorme tra progettazione della parte Viabilistica, servizi, navette, treni speciali e quant'altro. Ogni ritorno a casa ha una parte sentimentale importante ma siamo sicuri che sarà il primo passo di un nuovo percorso volto a portare grandi eventi sul Lago di Como".

Headliner dell'edizione 2026 saranno Calvin Harris, John Summit e FISHER, protagonisti del Ploom Stage insieme ad alcuni dei nomi più influenti della scena elettronica mondiale.

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Danza, 10 anni di Nid platform: per la prima volta in Piemonte

Roma, 28 mag. (askanews) - Compie dieci anni e approda per la prima volta in Piemonte "Nid Platform", acronimo di nuova Piattaforma della Danza Italiana: la nuova edizione è stata presentata a Roma al Ministero della Cultura.

Dal primo al 4 settembre, torna la vetrina itinerante dedicata alla promozione e diffusione della più recente produzione coreografica nazionale nel contesto italiano e internazionale. Per quattro giorni, Collegno, Moncalieri, Torino e Venaria Reale ospiteranno spettacoli, Open Studios, performance, incontri, panel di approfondimento, sotto il titolo, quest'anno, di "Coreografie del possibile". Un tema che richiama i principi della danza e la capacità di immaginare nuove connessioni tra artisti, luoghi, pubblici, istituzioni e territori.

Il sottosegretario alla Cultura Giampiero Cannella: "Un'iniziativa fondamentale per la valorizzazione della danza contemporanea e soprttutto dei giovani talenti, e di chi anima questo settore, è un settore che coniuga identità, funzione sociale della cultura e valorizzazione del territorio".

Marina Chiarelli, assessore alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Piemonte: "La Regione Piemonte non si limita a ospitare grande eventi come Nid 2026 ma crea un'infrastruttura capace di accogliere un linguaggio importante oggi come quello della danza contemporanea che va ad animare spazi e creare quel substrato di infrastruttura culturale su cui il Piemonte è maestro".

La manifestazione attraversa luoghi già segnati da processi di rigenerazione urbana e culturale: Lavanderia a Vapore a Collegno, Fonderie Limone a Moncalieri, Teatro Astra, Ogr Torino, Casa del Teatro Ragazzi e Giovani a Torino e Reggia di Venaria Reale. Ex spazi produttivi, architetture rifunzionalizzate, centri di residenza, teatri della contemporaneità e patrimonio storico-architettonico che compongono una geografia diffusa, nella quale la danza abita spazi già attraversati da processi di trasformazione e li mette nuovamente in relazione con artisti, professionisti e comunità.

In programma 18 proposte divise nelle due sezioni: "Programmazione" (14 spettacoli) e "Open Studios" (4 lavori in fase di sviluppo), più due produzioni ospiti.

Tra le proposte della sezione Programmazione, "Abracadabra" di Francesca Pennini, performer e coreografa, fondatrice dell'innovativo ensemble CollettivO CineticO e "Epiphania. Mi rendo manifesta", indagine sul femminile, tra eredità culturale, corpo e identità, della Compagnia Abbondanza Bertoni, fondata e diretta dalla coppia di artisti Michele Abbondanza e Antonella Bertoni; e "Le fenicie", un lavoro ispirato all'omonima tragedia di Euripide e ideato per la sua compagnia, Balletto Civile, da Michela Lucenti, danzatrice, autrice, coreografa e regista, tra le figure più affermate nel panorama europeo.

Sugli Open Studios si innesta una delle novità più rilevanti della decima edizione: il rapporto tra Nid Platform e il sistema delle Residenze artistiche: per i quattro progetti selezionati saranno disponibili, prima della presentazione di settembre, periodi di residenza, con confronti e aperture intermedie, realizzati in collaborazione con alcuni soggetti del sistema delle residenze artistiche italiane, tra Castiglioncello, Soverato, Verbania e Torino. Fuori selezione, le due produzioni ospiti: "Il secondo paradosso di Zenone", di Elisabetta Consonni e "Breathing Room", performance di Salvo Lombardo, che trae ispirazione da "Il silenzio è cosa viva" di Chandra Livia Candiani.

L'edizione 2026 sarà accompagnata da tre panel internazionali di approfondimento, dedicati a temi centrali per il sistema della danza contemporanea: la rigenerazione urbana, il ruolo degli ecosistemi e delle residenze, il valore della danza come linguaggio capace di produrre trasformazione culturale e sociale. Il progetto è condiviso con il Ministero della cultura - Direzione Generale Spettacolo nonché, quest'anno, con la Regione Piemonte, coordinata dalla Fondazione Piemonte dal Vivo, con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo.

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Dreamland, quando la natura si integra nella città

Bergamo, 28 mag. (askanews) - La corsa verso il futuro, verso l'evoluzione tecnologica, scientifica e industriale non può prescindere dalla tutela del patrimonio naturalistico. Anche in ambito urbanistico, il modello 'smart city' tende a coniugare le innovazioni tecnologiche con l'attenzione per l'impatto ambientale. A Bergamo il parco natura protetta 'Dreamland' è un esempio di integrazione naturalistica all'interno delle città. Il parco, inaugurato tre anni fa da Legami, azienda leader nel settore gift & stationery, è ad oggi una delle più grandi aree metropolitane riconvertite alla biodiversità: all'interno del sito, il quale si estende per oltre 30 ettari, sono state identificate 25 specie di insetti impollinatori e 51 specie di piante.

Alberto Fassi, fondatore e CEO di Legami, ha dichiarato: "Dreamland è una delle nostre iniziative più importanti in termini di sostenibilità ambientale e oggi compie tre anni. Si tratta di un parco natura protetta in un contesto urbano, parliamo di un'area di circa 32-33 ettari in cui abbiamo voluto fare un passo indietro come esseri umani per fare in modo che la natura facesse un passo in avanti, affinché si riappropriasse di spazi".

A tre anni dall'apertura di Dreamland, è stato o inaugurato il kilometroverde : un intervento forestale lineare di 1 km composto da oltre 1.500 tra alberi e arbusti, una barriera verde tra l'area di Dreamland e l'autostrada A4 che protegge lo sviluppo della biodiversità locale in un contesto fortemente antropizzato. La correlazione tra Legami e Dreamland è semplice: riscoprire il valore della coesistenza tra uomo e natura, con quest'ultima intesa come forza evocativa capace di incentivare fantasia e creatività, caratteristiche generative e arricchenti.

"E' un inizio perché, ogni anno, noi destiniamo una parte importante dei nostri utili a questi progetti di iniziative di sostenibilità sia ambientale che sociale. Noi veicoliamo tutte le nostre risorse nel progetto di costruire il parco urbano più grande che esista in Europa. Per cui è estremamente ambizioso" prosegue Fassi.

Da questo connubio nasce 'We are Dreamers' - La battaglia delle fragole, il primo libro scritto da Alberto Fassi, fondatore e CEO di Legami, ovvero un romanzo di avventura che suggerisce ai giovani di sognare, di lasciarsi andare alla fantasia per tracciare rotte autentiche e per intrecciare trame solide e durature nelle pagine della vita.

"Ho presentato, al Salone del Libro di Torino, il nostro primo libro. Si chiama 'We are Dreamers' ed è l'inno dei nostri valori. Raccontiamo un'avventura di quattro ragazzi e il messaggio che trasmettiamo è che bisogna credere in sé stessi e quindi, essere diversi, non è un limite. Raccontiamo così la forza dei legami" conclude Fassi.

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