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Sicurezza e controlli, l'Europa studia il futuro del settore SIT

di TMNews lunedì 1 giugno 2026
2' di lettura

Roma, 1 giu. (askanews) - Negli ultimi anni la sicurezza delle infrastrutture europee è diventata una priorità strategica. Crescita del commercio internazionale, aumento della mobilità e digitalizzazione stanno mettendo sotto pressione aeroporti, porti e sistemi di controllo alle frontiere. In questo contesto si inserisce lo studio Beyond the Scan realizzato dalla Luiss Business School insieme a EuFocus che analizza il settore delle tecnologie di security e inspection non solo dal punto di vista industriale ma anche sotto il profilo della governance e della sicurezza pubblica. Lo studio evidenzia come il comparto rappresenta ormai un ecosistema altamente regolato e cruciale per garantire la circolazione sicura di persone e merci all'interno dell'Unione Europea

Abbiamo parlato con Emiliano Finocchi, Adjunct Faculty Member, Luiss Business School: "Lo studio Beyond the Scan è è nato su esigenza dei cambi geopolitici che noi vediamo a livello mondiale. Purtroppo c'è un settore che è estremamente complesso che è quello dei punti di entrata dove se si creano dei colli di bottiglia nei punti d'entrata si rallenta tutto il sistema economico e quindi c'è bisogno di creare una fluidità ma allo stesso tempo di garantire e mantenere la sicurezza in quei punti specifici".

Particolare attenzione viene data ai paesi mediterranei tra cui Italia, Spagna e Grecia considerati snodi fondamentali per il trasporto marittimo, le attività doganali e la gestione dei flussi passeggeri. L'analisi affronta anche le trasformazioni legate all'innovazione tecnologica e alla crescente dipendenza dal software nei sistemi di controllo e ispezione.

Ha così concluso Emiliano Finocchi, Adjunct Faculty Member, Luiss Business School: "Abbiamo visto che ci sono pochissimi player in questo settore e questo è un potenziale problema perché meno player ci stanno nel settore e più rischiamo che i paesi come l'Europa in questo caso possano avere minor punto d'appoggio negoziale nei confronti del settore in generale".

Lo studio sottolinea inoltre il tema della responsabilità nella gestione e nella protezione dei dati considerando sempre più decisivo per garantire sicurezza ed efficienza. Secondo gli autori il futuro del settore passerà dalla capacità di mantenere un equilibrio tra regolamentazione, concorrenza, innovazione tecnologica e controllo pubblico.

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Bologna, 1 giu. (askanews) - Giugno 1946. L'estate più calda del secolo si abbatte su un Paese ancora in macerie. Le città portano le cicatrici dei bombardamenti, gli indirizzi sono scomparsi, tornano prigionieri e rifugiati. Eppure, in quella mattina rovente, venticinque milioni di italiani fanno qualcosa che molti di loro non hanno mai fatto: entrano in una cabina elettorale. Per la prima volta votano anche le donne. E sul tavolo c'è una sola, enorme domanda: monarchia o repubblica. Ottant'anni dopo, ricostruiamo quei giorni con la Patrizia Dogliani, ordinario di Storia contemporanea all'università di Bologna.

"La Festa della Repubblica è la più importante festività civile del Paese, che celebra la nazione nelle sue istituzioni democratiche. E' simile al 4 luglio negli Stati Uniti o al 14 luglio in Francia: forse un po' meno popolare, ma certamente la più ufficiale".

Si vota il 2 e la mattina del 3 giugno. E gli italiani vanno alle urne prestissimo: a mezzogiorno del primo giorno ha già votato quasi la metà degli aventi diritto. Per moltissimi è un esordio assoluto. Una generazione intera si affaccia per la prima volta alla democrazia. "Si celebra in questi giorni anche il voto alle donne, come se il 2 giugno fosse solo la festa del voto alle donne - ricorda Dogliani -. Di fatto molte donne avevano già votato alle amministrative, perché le comunali si erano tenute nel marzo-aprile precedente, cioè nel '46, alcune nell'autunno. Quindi una buona parte, più della metà delle donne aventi diritto, aveva già messo la propria scheda nell'urna nella primavera precedente. E occorre sottolineare che anche per moltissimi uomini è la prima volta: le ultime elezioni politiche vere si erano tenute nel '24".

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