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Symbola, al via a Mantova il seminario sul "patriottismo dolce"

di TMNews giovedì 11 giugno 2026
2' di lettura

Mantova 11 giu. (askanews) - È il "patriottismo dolce" il titolo del Seminario estivo di Fondazione Symbola, il tradizionale appuntamento che riunisce a Mantova istituzioni, imprese, mondo della ricerca e società civile per confrontarsi sulle grandi sfide del presente, dalle transizioni ambientali e digitali alle tensioni geopolitiche. Temi diversi, ma legati da un filo comune: l'idea che il futuro del Paese si costruisca attraverso coesione, innovazione e apertura.

"Un grande sindaco di Firenze di tanti anni fa, La Pira, una volta ha detto che solo gli animali privi di spina dorsale hanno bisogno del guscio. Ci sono animali che hanno tutte e due, ma La Pira non era un biologo. Cosa voleva dire? Che un'identità forte è quella che consente l'apertura, un'identità debole punta a costruire muri contro gli altri - spiega Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola -. Ecco il patriottismo dolce è un patriottismo che riconosce il valore e la qualità del nostro Paese, delle sue imprese e delle sue comunità, ma le usa per aprirsi e non per chiudersi".

Energia, economia circolare, cultura, design, artigianato e intelligenza artificiale sono alcuni dei temi al centro della tre giorni mantovana di Fondazione Symbola.

"Abbiamo quasi 100 relatori che tratteranno temi molto diversi tra di loro ma che sono tessere dello stesso mosaico - afferma Domenico Sturabotti, direttore di Fondazione Symbola -. Il tema dell'energia è evidentemente un tema importante, il tema dell'economia circolare, quindi delle capacità di potenziare un primato italiano, della capacità di recuperare materia energia dai cicli produttivi. C'è un tema di cultura, c'è un tema di design, c'è un tema anche di artigianato che è un asset importante del Paese. E tratteremo anche come l'intelligenza artificiale può diventare uno strumento a supporto di questo sistema. Quindi tante tessere, diverse apparentemente, che si ricompongono insieme nel Seminario per cercare di dare un po' una linea e una cornice al futuro che dobbiamo costruire"

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Ad inaugurare il programma sono stati Davide Calabrese e Lorenzo Scuda degli Oblivion con "Far finta di essere G.", un'imprevedibile e originalissima rilettura teatrale del repertorio gaberiano, costruita come un gioco scenico in cui brani e testi vengono smontati, scomposti e ricomposti con intelligenza, creatività e un pizzico di sana follia, con la preziosa consulenza artistica di Giorgio Gallione.

Organizzata dalla Fondazione Giorgio Gaber, sostenuta da Comune di Milano e realizzata con la collaborazione del Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa, la manifestazione, giunta alla diciannovesima edizione, affianca le proposte teatrali nel nome di Gaber a incontri per raccontare al pubblico il suo straordinario lavoro, la libertà di pensiero, l'impegno civile e morale. In programma questa sera l'incontro con Levante, condotto da Lorenzo Luporini, sul ruolo del cantautore oggi; Cerutti Gino, Il Riccardo, Porta Romana ma il suo nome era Umberto Simonetta, di e con Massimo Bernardini, la rivisitazione di un sodalizio artistico raffinatissimo e al contempo popolare che ha portato alla scrittura delle canzoni più celebri di Giorgio Gaber fino agli anni'70. Completano il programma Enzo Iacchetti, con l'incontro riferito anche al recente libro 25 minuti di felicità; Brunori Sas, sul rapporto tra cantautorato e teatro, condotto da Lorenzo Luporini; e Gioele Dix e Paolo Kessisoglu, con un dialogo, arricchito da vari contributi filmati, a partire da Sfidati di me, teatro d'evocazione già a lungo sperimentato da Gaber nel quale l'attore protagonista interpreta, evocandoli, vari personaggi.

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