CATEGORIE

Giordano (PoliTO): INDICATE e banca dati LCA contributo concreto

di TMNews lunedì 15 giugno 2026
1' di lettura

Roma, 15 giu. (askanews) - Nel corso dell'evento "Metodologie e strumenti a supporto della decarbonizzazione e della circolarità in edilizia", promosso da MASE, ENEA e GBC Italia, il confronto tra istituzioni, ricerca e stakeholder ha messo in evidenza il ruolo crescente degli strumenti metodologici e dei database LCA nel supporto alle politiche per la decarbonizzazione del settore edilizio. In questo quadro, Roberto Giordano, professore del Politecnico di Torino, ha sottolineato il valore del dialogo tra ricerca e decisori pubblici e il contributo delle attività sviluppate a livello europeo e nazionale per rafforzare l'efficacia delle politiche di transizione energetica.

"La giornata di oggi ha rappresentato un'importante occasione per presentare le attività di ricerca sviluppate a livello europeo e nazionale e per confrontarsi con gli enti decisori, a partire dal Ministero che ha ospitato l'evento. Dal dibattito sono emersi spunti e indicazioni preziose per rafforzare le attività di ricerca applicata e favorire il collegamento tra i risultati ottenuti nel campo della decarbonizzazione attraverso la banca dati LCA e il progetto INDICATE. Un contributo che potrà supportare l'attuazione della direttiva EPBD e degli altri strumenti normativi promossi dall'Unione Europea per la transizione energetica."

tag

Ti potrebbero interessare

Libia, appello sorella di Centrone: Liberate Nico, mi manca da morire

Roma, 15 giu. (askanews) - "Sono Maria Rosaria Centrone e sono la sorella di Domenico, che insieme a Dina Alberizia e altri 8 volontari è stato trattenuto e privato della sua libertà in Libia Est da ormai 21 giorni. Nico, come lo chiamiamo noi in famiglia, Dina e gli altri facevano parte del convoglio di terra della Global Sumud Flotilla": così Maria Rosaria Centrone, sorella dell'attivista e documentarista pugliese Domenico, detto "Nico", Centrone, in un video appello di circa 12 minuti, postato su Global Sumud Puglia - di cui askanews pubblica un estratto - per chiedere la liberazione del fratello trattenuto in Libia dal 24 maggio. È il secondo appello lanciato dalla famiglia Centrone, dopo quello dei genitori dell'attivista 33enne.

"Mi unisco all'appello dei miei genitori e di tante altre persone per far sì che Nico e gli altri vengano liberati, perché sono persone innocenti, etiche, buone, che non hanno commesso alcun illecito, ma che non volevano far del male a nessuno. Mio fratello non farebbe del male a una mosca", ha aggiunto.

Maria Rosaria Centrone ha ringraziato la Farnesina, sottolineando di essere a conoscenza che stanno lavorando a "testa bassa" sul dossier, e il console italiano a Bengasi, Filippo Colombo, che è stato accanto alla famiglia in questi 21 giorni con un "flusso di informazioni trasparente", e ha ringraziato tutti i partiti di opposizione che hanno mostrato vicinanza alla causa.

Un appello, spiega la sorella, che è rivolto non soltanto alle istituzioni, ma a tutta la società civile e a tutti coloro che vedranno il video, anche agli haters:

"Ho letto tanti commenti sui social negli ultimi 21 giorni, commenti anche molto cattivi, molto ostici, in cui si dice che mio fratello è uno scappato di casa, una persona che non ha un lavoro, una persona che ha fatto qualcosa di stupido e inutile, che è un cretino", ha raccontato.

"Io e mio fratello abbiamo litigato prima che partisse, non volevo che partisse, ero preoccupata, non riuscivo a togliermi di testa la pericolosità di questa missione umanitaria", ha spiegato la sorella, più grande di 6 anni.

"Sono arrivata a dirgli che se fosse partito non gli avrei più parlato, ma non è quello il modo di reagire, perché quando ami una persona la ascolti, cerchi di capire perché sta prendendo delle decisioni che tu non comprendi".

"Lui ha deciso di mettere quel corpo al servizio di questa causa, lui voleva veramente che gli aiuti passassero attraverso il valico di Rafah. Anche se non fossero passati, almeno qualcuno ne parlerà, qualcuno parlerà del convoglio, del genocidio, e non calerà il silenzio su tutta questa morte", ha sottolineato.

"Lui è partito con consapevolezza, ed è partito anche con la consapevolezza di ferire i suoi affetti, che lo aspettavano e ora lo aspettano ancora di più", ha aggiunto.

"Io voglio utilizzare questo appello per dire: liberiamo Nico, liberiamo tutte quelle persone che sono lì con lui, che hanno cercato di fare qualcosa di buono", ha sottolineato.

"Un appello e un ringraziamento alle istituzioni italiane ed europee che si stanno muovendo per la liberazione di mio fratello e degli altri e ci stanno mettendo tutte le energie, grazie, per favore, continuate a farlo, perché mio fratello mi manca da morire, ed è un appello a tutti: dobbiamo svegliarci", ha concluso, ribadendo che le nostre comunità, il nostro Paese, l'Europa devono cambiare, perché "non è l'odio che vogliamo" e dobbiamo iniziare a cambiare per noi, per i più piccoli e per le nostre comunità.

TMNews

Mare, Barone (Castalia): operiamo per tutela ambiente marino

Roma, 15 giu. (askanews) - "Questa 16esima edizione di Mediterraneo da remare vuole dare un contributo alla partecipazione di vari stakeholder, delle istituzioni, associazioni e anche società private, per dare un contributo alla tutela dell'ambiente marino e alla sua salvaguardia. Castalia è protagonista di questa attività. In questo momento con dei progetti sulle reti fantasma e la rimozione e il recupero delle reti nei mari italiani, ma anche con l'antinquinamento". Così Carmelo Barone, Amministratore Delegato di Castalia, intervenuto alla XVI edizione della campagna "Mediterraneo da remare", promossa da Fondazione UniVerde e Marevivo, con l'adesione del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera e del Consiglio Nazionale delle Ricerche, con il patrocinio di UNEP/MAP.

"Negli ultimi giorni - ha aggiunto - abbiamo avuto due interventi, uno in Sardegna e uno in Sicilia, e allo stesso tempo abbiamo delle attività di formazione e di partenariato con tante altre realtà che operano in questo settore. Castalia - ha ribadito - opera in questo settore da 40 anni, è un consorzio di armatori, società di servizi marittimi e agenzie marittime, concessionari portuali, è una realtà importante per l'Italia che può trascinare anche altri e allo stesso tempo può contribuire alla costituzione di altre aree marine protette".

TMNews

Mare, Aliberti (Marnavi): fondamentale tutela el primo tratto costa

Roma, 15 giu. (askanews) - "La tutela del mare è fondamentale, soprattutto il primo tratto di costa" perché "nel primo tratto di costa c'è la vera nursery del mare dove si riproduce la gran parte delle specie marine; nella zona costiera c'è la massima produttività primaria. Il polmone che noi pensiamo sia l'Amazzonia e ciò che vediamo, invece sono tutte le alghe che crescono lungo il litorale; lì c'è il vero polmone: dal 50 all'80% dell'ossigeno lo dobbiamo a questo". Lo ha detto Francesco Aliberti, già Professore presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II e consulente Marnavi, società che ha costruito la prima nave dissalatore al mondo, a margine della XVI edizione della campagna "Mediterraneo da remare", promossa da Fondazione UniVerde e Marevivo, con l'adesione del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera e del Consiglio Nazionale delle Ricerche, con il patrocinio di UNEP/MAP.

"Un particolare problema - ha aggiunto - è quella della dissalazione perché - soprattutto le coste e le isole - hanno carenze idriche dovute all'eccesso di popolazione lungo le coste, la dissalazione sta prendendo piede con impianti a terra, spesso grandi, che necessitano di impianti energetici anch'essi cospicui e soprattutto che scaricano a mare i chemicals che vengono utilizzati per la manutenzione composti da sostanze ad elevata tossicità e la salamoia che ha un contenuto di sale più del doppio di con la marina".

TMNews

Biennale Teatro, dall'antichità al presente: voci dei migranti eterni

Venezia, 15 giu. (askanews) - Una performance tra musica e poesia, che unisce il teatro greco classico e l'attualità, attraverso diversi linguaggi e una intensità scenica notevole, amplificata anche dal luogo che la ospita. Alla Biennale Teatro 2026 Christos Stergioglou e Alex Drakos Ktistakis hanno portato il loro lavoro "Cries", un viaggio emotivo attraverso il tempo, che presta attenzione alle voci, alle grida degli ultimi. Messo in scena nel Teatro Verde della Fondazione Cini sull'isola di San Giorgio, si presenta come un coro dalle profondità dell'umano.

"Purtroppo c'erano schiavi 2500 anni fa e ci sono schiavi ancora oggi - ha detto ad askanews Stergioglou - c'erano immigrati e profughi a qual tempo e ci sono oggi. Quindi non c'è un 'allora' e un 'adesso': siamo esattamente nella stessa situazione, non c'è differenza. Questa è la cosa più grave e quella che mi rende molto triste e arrabbiato: che esistono ancora queste cose, nonostante siano passati dei secoli e siano cambiate le epoche. Io spero che attraverso la nostra performance alcune persone possano ascoltate le grida di queste popolazioni e che per lo meno comincino a guardarle in modo diverso rispetto a come hanno fatto finora".

Il testo unisce versi della poesia classica e moderna, canzoni popolari afroamericane, voci della diaspora e dell'esilio, mettendoci, attraverso lo spazio mentale e fisico del teatro, di fronte a storie che forse non riusciamo più a vedere davvero. "L'arte e il teatro - ha aggiunto l'artista greco - possono fare qualcosa di molto importante: soprattutto dire la verità, per permettere alla gente di capire la realtà delle situazioni. Qualcuno capirà e magari farà delle azioni, qualcuno non capirà, ma io credo sempre che l'arte debba dire la verità, poi dipende dalla decisione di ciascuno la scelta di agire".

Il fatto poi che tutta la drammaturgia ruoti intorno alla musica probabilmente rende l'emozione dello spettatore ancora più profonda, radicata e indimenticabile.

TMNews