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Mare, Di Penta (Marevivo): vivo sul Tevere, sono la sua sentinella

di TMNews lunedì 15 giugno 2026
1' di lettura

Roma, 15 giu. (askanews) - "Il mio impegno a Marevivo dura da 41 anni. E' stata un'esperienza meravigliosa, ma l'esperienza più bella è stata quella che arrivando da Napoli, perché sono una napoletana, ho pensato che non potevo vivere senza acqua e quindi mi sono trasferita sul fiume Tevere, su un bellissimo barcone col quale lavoriamo in maniera veramente piacevolissima. È servita anche a farmi diventare un po' la sentinella del mare, la sentinella del fiume". A raccontarlo è Carmen Di Penta, direttore Fondazione Marevivo, a margine della XVI edizione della campagna "Mediterraneo da remare", promossa da Fondazione UniVerde e Marevivo, con l'adesione del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera e del Consiglio Nazionale delle Ricerche, con il patrocinio di UNEP/MAP.

"Vado spessissimo nel mio kayak - sottolinea - e porto con me chi ha voglia di parlare di fiume, perché bisogna guardare con i propri occhi, con le proprie braccia, con la propria curiosità. Mediterraneo da remare è un'idea fantastica e tutti noi dobbiamo dare una mano affinché il nostro mare diventi un mare di salute".

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Mare, Pichetto Fratin: "Disinquinare non è solo una questione di leggi"

Roma, 15 giu. (askanews) - "Raggiungere il 30 per cento di aree marine protette entro il 2030 non deve essere solo un goal sotto l'aspetto normativo, ma ci devono essere tutti gli strumenti per davvero conservare e tutelare le grandi aree marine e tutto questo va trovato rispetto all'equilibrio economico e sociale, perché la moltiplicazione dei traffici ha naturalmente una serie di conseguenze anche sotto l'aspetto delle emissioni e quindi di quello che è l'inquinamento marino". Così il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica dell'Italia, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto alla XVI edizione della campagna "Mediterraneo da remare", promossa da Fondazione UniVerde e Marevivo, con l'adesione del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera e del Consiglio Nazionale delle Ricerche, con il patrocinio di UNEP/MAP.

"Noi dobbiamo arrivare a navi che non abbiano emissioni - ha ribadito - e fare in modo che i fiumi non portino più plastica verso il mare. E' un fatto di organizzazione di norme ma anche di consapevolezza da parte dei singoli cittadini".

"Sono tante azioni che noi possiamo portare avanti con degli spazi che non possono essere legati a singole scelte - ha concluso il ministro - non è con un decreto che disinquiniamo il nostro mare, non è con un decreto che diamo una soluzione al 30-30-30".

TMNews

Stellantis, Uilm: con Piano azienda con piedi per terra ma timori su Cassino

Roma, 15 giu. (askanews) - "Credo che questo sia un piano industriale che riporta l'azienda con i piedi per terra rispetto agli ultimi anni. Noi avevamo da sempre, da anni, contrastato logiche europee per cui il mercato andava quasi commissariato e non accompagnato. È un piano che sta attento a un cambio di approccio rispetto al passato, una discontinuità che questa azienda sta anche pagando per quanto riguarda gli stabilimenti". Lo ha sottolineato il segretario nazionale della Uilm, Davide Sperti al termine dell'incontro con il responsabile Europa di Stellantis, Emanuele Cappellano.

"Ci sono missioni produttive in tutti gli stabilimenti, ma noi siamo preoccupati su Cassino - ha evidenziato - perché Cassino è ancora uno stabilimento fermo, ha lavorato 24 giorni da gennaio. Questo non è tollerabile, ci hanno rinviato entro fine dell'anno per un piano operativo. Noi prendiamo seriamente questo impegno e lo monitoreremo con molta attenzione, perché la cassa integrazione in quello stabilimento sta diventando quasi non lo strumento transitorio, ma l'obiettivo e questo per noi non è assolutamente accettabili".

"Poi c'è Termoli che ha delle dissaturazioni importanti per cui c'è la necessità di valorizzare come abbiamo chiesto i motori italiani, i marchi dei motori italiani che possono aiutare non solo a saturare quello stabilimento strategico l'intera regione Molise, ma può aiutare anche a vendere i modelli in fase di lancio della stessa Stellantis".

Quindi, ha rilevato Sperti, "utilizzare i motori prodotti a Termoli per altre vetture della galassia Stellantis può aiutare anche la stessa azienda nel migliorare le vendite".

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Libia, appello sorella di Centrone: Liberate Nico, mi manca da morire

Roma, 15 giu. (askanews) - "Sono Maria Rosaria Centrone e sono la sorella di Domenico, che insieme a Dina Alberizia e altri 8 volontari è stato trattenuto e privato della sua libertà in Libia Est da ormai 21 giorni. Nico, come lo chiamiamo noi in famiglia, Dina e gli altri facevano parte del convoglio di terra della Global Sumud Flotilla": così Maria Rosaria Centrone, sorella dell'attivista e documentarista pugliese Domenico, detto "Nico", Centrone, in un video appello di circa 12 minuti, postato su Global Sumud Puglia - di cui askanews pubblica un estratto - per chiedere la liberazione del fratello trattenuto in Libia dal 24 maggio. È il secondo appello lanciato dalla famiglia Centrone, dopo quello dei genitori dell'attivista 33enne.

"Mi unisco all'appello dei miei genitori e di tante altre persone per far sì che Nico e gli altri vengano liberati, perché sono persone innocenti, etiche, buone, che non hanno commesso alcun illecito, ma che non volevano far del male a nessuno. Mio fratello non farebbe del male a una mosca", ha aggiunto.

Maria Rosaria Centrone ha ringraziato la Farnesina, sottolineando di essere a conoscenza che stanno lavorando a "testa bassa" sul dossier, e il console italiano a Bengasi, Filippo Colombo, che è stato accanto alla famiglia in questi 21 giorni con un "flusso di informazioni trasparente", e ha ringraziato tutti i partiti di opposizione che hanno mostrato vicinanza alla causa.

Un appello, spiega la sorella, che è rivolto non soltanto alle istituzioni, ma a tutta la società civile e a tutti coloro che vedranno il video, anche agli haters:

"Ho letto tanti commenti sui social negli ultimi 21 giorni, commenti anche molto cattivi, molto ostici, in cui si dice che mio fratello è uno scappato di casa, una persona che non ha un lavoro, una persona che ha fatto qualcosa di stupido e inutile, che è un cretino", ha raccontato.

"Io e mio fratello abbiamo litigato prima che partisse, non volevo che partisse, ero preoccupata, non riuscivo a togliermi di testa la pericolosità di questa missione umanitaria", ha spiegato la sorella, più grande di 6 anni.

"Sono arrivata a dirgli che se fosse partito non gli avrei più parlato, ma non è quello il modo di reagire, perché quando ami una persona la ascolti, cerchi di capire perché sta prendendo delle decisioni che tu non comprendi".

"Lui ha deciso di mettere quel corpo al servizio di questa causa, lui voleva veramente che gli aiuti passassero attraverso il valico di Rafah. Anche se non fossero passati, almeno qualcuno ne parlerà, qualcuno parlerà del convoglio, del genocidio, e non calerà il silenzio su tutta questa morte", ha sottolineato.

"Lui è partito con consapevolezza, ed è partito anche con la consapevolezza di ferire i suoi affetti, che lo aspettavano e ora lo aspettano ancora di più", ha aggiunto.

"Io voglio utilizzare questo appello per dire: liberiamo Nico, liberiamo tutte quelle persone che sono lì con lui, che hanno cercato di fare qualcosa di buono", ha sottolineato.

"Un appello e un ringraziamento alle istituzioni italiane ed europee che si stanno muovendo per la liberazione di mio fratello e degli altri e ci stanno mettendo tutte le energie, grazie, per favore, continuate a farlo, perché mio fratello mi manca da morire, ed è un appello a tutti: dobbiamo svegliarci", ha concluso, ribadendo che le nostre comunità, il nostro Paese, l'Europa devono cambiare, perché "non è l'odio che vogliamo" e dobbiamo iniziare a cambiare per noi, per i più piccoli e per le nostre comunità.

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Mare, Barone (Castalia): operiamo per tutela ambiente marino

Roma, 15 giu. (askanews) - "Questa 16esima edizione di Mediterraneo da remare vuole dare un contributo alla partecipazione di vari stakeholder, delle istituzioni, associazioni e anche società private, per dare un contributo alla tutela dell'ambiente marino e alla sua salvaguardia. Castalia è protagonista di questa attività. In questo momento con dei progetti sulle reti fantasma e la rimozione e il recupero delle reti nei mari italiani, ma anche con l'antinquinamento". Così Carmelo Barone, Amministratore Delegato di Castalia, intervenuto alla XVI edizione della campagna "Mediterraneo da remare", promossa da Fondazione UniVerde e Marevivo, con l'adesione del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera e del Consiglio Nazionale delle Ricerche, con il patrocinio di UNEP/MAP.

"Negli ultimi giorni - ha aggiunto - abbiamo avuto due interventi, uno in Sardegna e uno in Sicilia, e allo stesso tempo abbiamo delle attività di formazione e di partenariato con tante altre realtà che operano in questo settore. Castalia - ha ribadito - opera in questo settore da 40 anni, è un consorzio di armatori, società di servizi marittimi e agenzie marittime, concessionari portuali, è una realtà importante per l'Italia che può trascinare anche altri e allo stesso tempo può contribuire alla costituzione di altre aree marine protette".

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