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Venezuela, applausi per l'uomo estratto vivo 8 giorni dopo il sisma

di TMNews giovedì 2 luglio 2026
1' di lettura

Roma, 2 lug. (askanews) - A otto giorni dal doppio terremoto che ha colpito il Venezuela i soccorritori hanno estratto vivo un uomo dalle macerie di un edificio a La Guaira. Nel video di Afp, si vedono i soccorritori che tra gli applausi portano Hernan Alberto Gil Flores, 44 anni, fuori dal parcheggio del centro commerciale crollato, dove era rimasto sepolto sotto quasi 9 metri di macerie.

L'uomo è stato estratto vivo al termine di una delicata operazione durata giorni, condotta da squadre di soccorso locali e internazionali. I soccorritori sono rimasti in contatto con Gil e gli hanno fornito acqua, cibo e medicinali, somministrandogli liquidi tramite un tubo e una siringa

La moglie dell'uomo, Usbimar Gonzales, ha dichiarato alla Cnn, pochi istanti prima del salvataggio, di aver vissuto "giorni di grande dolore" dopo i terremoti, temendo che il marito fosse morto. "Ma quando ho scoperto che era vivo, ho visto un raggio di sole", ha detto. "Si è comportato come un eroe". La donna ha aggiunto che i suoi figli lo stanno aspettando a casa.

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Museo del Novecento: Vedere le cose secondo Joseph Kosuth

Milano, 2 lug. (askanews) - Il 1 luglio 2026 presso la Sala Fontana del Museo del Novecento di Milano è stata inaugura alla presenza dell'artista Vedere le cose (per A.S.), la nuova installazione site-specific di Joseph Kosuth: una scrittura di luce che si allunga per ventotto metri sul lato di via Marconi e trasforma il muro esterno del museo in un luogo di riflessione in dialogo con la città.

Il Direttore die Museo del Novecento, Gianfranco Maranello: "Il lavoro di Joseph Kosuth al Museo del Novecento segna un passaggio di livello ulteriore rispetto a una strategia che già ha visto in questi anni aprire il Museo del Novecento alla sua osmosi con la città: le finestre aperte per poter consentire alle opere di essere viste in alcuni casi già dall'esterno, dalla strada, e un museo che continuamente ha un felice strabismo tra quello che si vede dentro al museo e la città. Del resto il Museo in Piazza Duomo non poteva che concepirsi in questo modo".

L'installazione arriva in un momento particolarmente significativo per il Museo del Novecento, che con l'avvio del cantiere per l'ampliamento nella seconda torre dell'Arengario apre una nuova stagione di trasformazione dei propri spazi e della propria identità come ha sottolineato l'Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi: " L'opera di Kosuth ha un carattere veramente simbolico, oltre ad essere una pera straordinaria, di fatto crea una relazione e anticipa quello che sarà il ponte vero proprio, anche nel vero senso del termine, che legherà i due arengari. Restituiremo alla città il secondo Arengario, collegato al primo del Museo del Novecento, come museo pubblico a disposizione dei cittadini e degli ospiti della nostra Milano. Questa opera è una sorta di prima pietra di questo percorso che ci porterà al completamento di uno dei grandi musei di arte moderne e contemporanea del nostro Paese".

"Il presente, che è nel tempo quello che la facciata è nello spazio, impedisce di vedere le cose in profondità" è la frase, tratta dagli Scritti dispersi (1943-1952) di Alberto Savinio, che Joseph Kosuth ha scelto di realizzare in neon per la facciata del Museo. La riflessione metafisica evocata da Savinio incontra così il linguaggio concettuale di Kosuth, proponendo una riflessione che invita a superare l'immediatezza del presente per cercare, nella profondità delle cose, nuove possibilità di senso, com ha evidenziato durante la conferenza stampa anche Vincenzo Trione Presidente di Triennale Milano e curatore della mostra diffusa Metafisica/Metafisiche, della quale l'opera di Kosuth è ideale conclusione. Gianfranco Maranello inserisce questa riflessione nella più ampia funzione del museo: "Il presente e la facciata, qualcosa che nello spazio e nel tempo impediscono di vedere le cose in profondità, tutto questo è anche la responsabilità che un museo deve avere verso il proprio tempo, ma anche nella conoscenza storica. La nostra è un'attività che guarda alla storia dell'arte, ma cerca di contribuire al suo farsi. Nel caso di Joseph Kosuth, l'architettura non è soltanto un contenitore, è il contenuto assunto, è il materiale della sua opera. In questo senso, Joseph Kosuth fa del Museo del Novecento l'occasione del farsi dell'arte".

L'opera è stata acquisita dal Comune di Milano ed entra a far parte della Collezione permanente del Museo.

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La tecnologia cleantech che trasforma protossido di azoto in ossigeno

Milano, 2 lug. (askanews) - Una tecnologia cleantech potrebbe risolvere il problema dello smaltimento del protossido d'azoto. Più comunemente conosciuto come "gas esilarante", è usato per blande sedazioni in ambito medico, nel settore industriale e alimentare, e a volte anche come sostituto degli stupefacenti per i suoi effetti euforici, nonostante i pericoli neurologici (paralisi, asfissia, aritmie cardiache).

300 volte più dannoso per il riscaldamento globale della CO2, è anche costoso per l'industria del trattamento dei rifiuti: le bombole esplodono nei forni degli inceneritori e interrompono tutte le operazioni. Questo macchinario svuota le bombole prima dello smaltimento.

"Grazie a questo catalizzatore il protossido viene invece scomposto in azoto e ossigeno", spiega Nathalie Sadowski, dell'impianto rifiuti Suez, in Vaucluse in Francia, dove è in corso la sperimentazione del progetto. Un gas tossico si trasforma così in aria pura.

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L'Oms: finita l'epidemia di hantavirus scoppiata sulla MV Hondius

Ginevra, 2 lug. (askanews) - L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato ufficialmente la fine dell'epidemia di hantavirus scoppiata sulla nave da crociera MV Hondius settimane fa, dopo che l'ultima persona, che poteva potenzialmente essere stata contagiata, ha concluso il periodo di quarantena.

Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato in una conferenza stampa di essere "molto lieto di annunciare che l'Oms considera conclusa l'epidemia di hantavirus". "L'ultimo possibile contatto di una persona esposta all'hantavirus sulla nave ha completato il periodo di quarantena, è risultata negativa ed è tornata a casa. Dal 25 maggio non sono stati segnalati ulteriori casi" ha detto parlando a Ginevra.

L'epidemia, che ha fatto registrare 13 casi, inclusi tre decessi, aveva suscitato allarme internazionale in seguito agli spostamenti, anche in aereo, di diversi passeggeri a bordo della nave, tornati a casa una volta sbarcati, prima che venisse dichiarata l'epidemia e prima dell'attivazione di misure di controllo coordinate tra i paesi interessati.

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"Credevo di morire", gli abitanti di Kiev raccontano l'attacco russo

Kiev, 2 lug. (askanews) - Nelle parole degli abitanti di Kiev il racconto della notte di terrore sotto i pesanti bombardamenti russi che hanno colpito la città uccidendo almeno 18 persone.

Sulle case droni e missili. "Pensavo di morire. Ho pregato e chiesto a Dio di salvare almeno mio figlio - racconta Olena Ilchenko, 18 anni e mamma da poco - Poi abbiamo deciso di scappare, c'era molta gente. Una donna anziana era gravemente ferita, non riusciva a camminare ed era coperta di sangue". "Finestre e schegge di vetro erano sparse sul pavimento, l'edificio vicino era in fiamme. Bruciava intensamente, con fiamme altissime. Siamo riusciti a passare, è stato un incubo".

"Per fortuna la porta non si è bloccata. Siamo riuscite a uscire in fretta - commenta Lyudmyla Samayda - Il mio appartamento è completamente distrutto. Al nono piano è saltato tutto: le finestre, i davanzali, il lampadario".

"Io e il mio ragazzo avevamo litigato, quindi quando lui era al terzo piano e urlava che stava arrivando un missile, non ci ho fatto caso, pensavo stesse scherzando - dice Karolina Shevchuk - Ma quando è arrivato davvero, ho capito che bisogna apprezzare ogni singolo momento".

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