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Venezuela, si scava ancora tra le macerie: i morti salgono a 2.595

di TMNews venerdì 3 luglio 2026
1' di lettura

Roma, 3 lug. (askanews) - Soccorritori e volontari continuano a scavare tra le macerie nello stato venezuelano di La Guaira, vicino alla capitale Caracas, il più colpito dalle due potenti scosse di terremoto che hanno messo in ginocchio il Paese.

Non ci si ferma, il miracoloso salvataggio di un uomo trovato vivo dopo 8 giorni fa ancora sperare i parenti delle persone che mancano all'appello, nonostante sia passato molto tempo dalla tragedia del 24 giugno. "La speranza? È l'ultima cosa a morire - dice una donna - ed è ciò che ci fa andare avanti. Cerchiamo mio cognato e una zia".

"C'era speranza, perché mia figlia e uno dei miei figli erano vivi. Dico 'erano' perché dopo che la gente ha iniziato a dire che stava arrivando un allarme tsunami, i soccorritori hanno lasciato il lavoro... Quando sono tornati il giorno dopo, né mia figlia né mio figlio rispondevano più alle nostre chiamate", racconta un uomo.

La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha aggiornato il bilancio delle vittime che continua a crescere. Il numero dei morti è salito a 2.595, con migliaia di feriti e dispersi.

Rodriguez ha anche respinto le accuse di lentezza nella risposta del governo, affermando che le autorità sono entrate in campo immediatamente, e ha pubblicamente ringraziato chi ha dato il suo supporto da lontano, tra cui il celebre rapper portoricano: "Vorrei ringraziare gli artisti internazionali, tra cui Bad Bunny, che hanno anche inviato aiuti umanitari" ha detto.

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"Siamo valutando tanti dati e chiavi di lettura del programma stesso, ma non abbiamo ancora un nome altrimenti lo avremmo presentato. Stiamo continuando a lavorare perché 'Chi l'ha visto' è un brand e Federica ha dato una impronta fortissima, è un lavoro che dobbiamo fare con grande cura", ha aggiunto Rossi che poi ha ribadito come la Rai creda con determinazione nell'informazione e nell'approfondimento, e lo dimostri con scelte concrete, industriali, editoriali e aziendali.

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