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George Clooney Leone d'oro alla Mostra del Cinema di Venezia

di TMNews lunedì 6 luglio 2026
2' di lettura

Roma, 6 lug. (askanews) - Alla Mostra del Cinema di Venezia è di casa e quest'anno torna da protagonista. George Clooney riceverà il Leone d'oro alla carriera dell'83esima edizione che prenderà il via il prossimo 2 settembre.

"Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito - ha commentato l'attore, regista e produttore statunitense nell'accettare il premio - ricevere il Leone d'Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così".

Per il direttore artistico della Mostra Alberto Barbera "George Clooney è un artista completo e carismatico, appassionato e originale". "Un attore capace di abitare lo schermo con una naturalezza disarmante, conferendogli il dono di far sembrare i suoi personaggi non solo credibili ma desiderabili, vicini e umani, grazie anche ad un fascino innegabile... Ma il suo lato seduttivo non è mai stato solo estetico - ricorda Barbera - perfetta combinazione di glamour da star di altri tempi, grande professionalismo e sensibilità moderna, ha attraversato i generi con versatilità preziosa".

Dai ruoli in film di guerra come "Syriana", ai thriller come "Michael Clayton", dalle commedie sofisticate come "Ocean's Eleven" e "Fratello dove sei?", alla fantascienza con "Gravity", dalle commedie agrodolci come "Tra le nuvole", ai titoli più ambiziosi da regista, come "Confessioni di una mente pericolosa", "Good Night and Good Luck", "Monuments Men", all'impegno come produttore di film e serie come la recente "The Agency" o "Catch 22".

A Venezia è stato molte volte: da "Out of Sight" del '98 ad oggi, negli ultimi due anni con "Wolfs - Lupi solitari", fuori concorso insieme a Brad Pitt e lo scorso anno con "Jay Kelly" di Noah Baumbach. Il suo arrivo è sempre atteso, anche per il lato glamour in passarella e i fan che lo adorano. E con Venezia ha un legame speciale: qui si è anche sposato con la moglie Amal. Tra i tanti riconoscimenti ottenuti nella sua carriera, due premi Oscar, quattro Golden Globe, incluso il Cecil B. DeMille Award, un Emmy. Gli mancava un Leone a Venezia e ora ne arriva uno che ne celebra l'intera carriera.

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Solarino e Amnesty raccontano il caso Sean Binder in un documentario

Fluminimaggiore, 6 lug. (askanews) - La storia di Sean Binder, l'attivista tedesco fermato in Grecia dopo aver partecipato alle operazioni di ricerca e soccorso dei migranti, è al centro del documentario "La solidarietà non è un reato", diretto da Valeria Solarino e presentato all'Andaras Traveling Film Festival durante una presentazione con il pubblico a Portixeddu.

Un incontro a Londra e una lunga conversazione tra l'attrice e Binder sono al centro del documentario. "Ho trovato un ragazzo normale, questa è stata la cosa più sorprendente. Un ragazzo laureato in giurisprudenza, con un brevetto da sub specializzato nel soccorso. Mi ha detto: ho voluto mettere le mie competenze, sia giuridiche sia pratiche, al servizio di questa causa. È partito per Lesbo, si è unito a una Ong greca. Poi è stato fermato, detenuto per più di due mesi e ha affrontato un processo durato tantissimi anni."

Il documentario nasce dalla collaborazione tra Solarino e Amnesty International, che da anni segue casi di persone e organizzazioni finite sotto processo per aver prestato assistenza ai migranti. Come ha spiegato Francesca Corbo, di Amnesty International Italia: "Abbiamo affiancato queste persone nei tribunali e sostenuto il loro lavoro con campagne di comunicazioneperché siamo convinti che le persone vadano salvate, che vengano prima dei confini e delle frontiere e che le azioni di solidarietà non possano essere criminalizzate."

Con "La solidarietà non è un reato", Amnesty International e la regista Valeria Solarino portano all'attenzione del pubblico storie che rischiano di passare inosservate. Perché, come spiega l'attrice, "si accende una luce su tematiche insidiose: e se c'è attenzione mediatica, i giudici sono più attenti".

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Poste Italiane svetta anche in tempo di saldi

Roma, 6 lug. (askanews) - Estate tempo di saldi, offerte e sconti. Poste Italiane si contraddistingue come punto di riferimento nello shopping, soprattutto digitale, con oltre 29 milioni di carte emesse e quasi 15 milioni di wallet. Nel 2025 sono state registrate circa 3,4 miliardi di transazioni con carte Postepay, e ben 795 milioni per operazioni e-commerce. Un fenomeno, quello degli acquisti online, che aumenta sempre di più e favorisce lo sviluppo della logistica: solo nei primi tre mesi del 2026, Poste Italiane ha consegnato 89 milioni di pacchi (+14,6% a/a). Il servizio del TG Poste.

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Mondiali, polemiche travolgono la Fifa per squalifica sospesa a Balogun

Milano, 6 lug. (askanews) - Ai Mondiali di calcio Usa, la polemica per la decisione della Fifa di sospendere la squalifica del giocatore statunitense Folarin Balogun diventa politica, fra inchieste che accusano direttamente Trump di aver fatto pressioni e l'intervento di Uefa e Commissione europea.

Nonostante il cartellino rosso nella partita contro la Bosnia, infatti, l'attaccante scenderà in campo agli ottavi contro il Belgio, per la decisione senza precedenti, durante un Mondiale, della Fifa di sospendere il procedimento disciplinare per un anno, durante il quale se compie un fallo simile sconta anche la squalifica pendente.

Ma la partita col Belgio è adesso e quello conta.

"Rispettiamo l'autonomia dello sport - ha detto la portavoce della Commissione europea Eva Hrncirova, intervenendo nella questione - sosteniamo il principio del fair play e della trasparenza nelle competizioni".

"Una decisione sbagliata" ha rincarato la dose il commissario europeo per lo Sport Glenn Micallef. "Le questioni sportive spettano agli organismi sportivi, non ai politici".

Svariati media, fra cui il New York Times e il Guardian, accusano Trump di essere intervenuto personalmente con chiamate e pressioni per chiedere di togliere la squalifica. Trump che, poco dopo la decisione ha pubblicamente ringraziato la Fifa via social, per "aver fatto la cosa giusta", scrive.

Anche la Uefa è intervenuta in una nota ufficiale dicendosi "sconcertata di fronte a una decisione senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile".

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Iran, una marea umana al corteo funebre per Khamenei: "Vendetta"

Teheran, 6 lug. (askanews) - Nelle immagini le marea umana per le strade di Teheran al corteo funebre dell'ex leader supremo Ali Khamenei. Nel terzo giorno di funerali nazionali, migliaia di persone vestite a lutto hanno accompagnato la bara, avvolta nella bandiera iraniana, insieme a quelle dei suoi familiari uccisi il 28 febbraio scorso, nell'attacco all'inizio della guerra lanciata da Israele e dagli Stati Uniti contro l'Iran.

Il feretro è stato trasportato su un camion, preso d'assalto da una folla che cercava di avvicinarsi. Mentre alcuni hanno lanciato sciarpe e altri oggetti affinché venissero adagiati vicino alla bara - pratica comune in Iran, considerata una forma di benedizione - altri hanno esposto cartelli che invocano l'uccisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del primo ministro Benjamin Netanyahu.

Le autorità non hanno dato una stima del numero di partecipanti dall'inizio dell'omaggio a Khamenei il 4 luglio, ma le stime parlavano di 15-20 milioni di persone in totale.

"Vogliamo versare il loro sangue. Vogliamo vendetta. Perché le autorità non ci ascoltano?" dice un uomo tenendo un cartello con l'immagine di Donald Trump in un mirino.

E un altro: "Abbiamo sacrificato dei martiri, mio fratello è stato martirizzato. Vendicheremo il sangue dei martiri e del nostro Imam martirizzato Ayatollah Khamenei da questi criminali".

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