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Spagna, devastante incendio boschivo in Andalusia: almeno 12 morti

di TMNews venerdì 10 luglio 2026
2' di lettura

Bedàr (Spagna), 10 lug. (askanews) - Vasto incendio boschivo nei pressi di Almeria, in Andalusia, nel Sud della Spagna: almeno 12 morti, alcuni dei quali sono stati trovati all'interno dei loro veicoli. Impressionanti le immagini diffuse dai vigili del fuoco, che cercano di combattere le fiamme.

"Immensa tristezza e desolazione per le terribili conseguenze dell'incendio che sta colpendo la provincia di Almeria", ha scritto su X il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, esprimendo le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime e invitando tutti a 'prestare la massima prudenza'".

In precedenza i servizi regionali avevano comunicato un bilancio di sei vittime, precisando che "i decessi si sono verificati in una frazione di Bedar e alcune delle persone sono state ritrovate all'interno dei loro veicoli". Nella notte sono stati mobilitati circa 150 vigili del fuoco e cinque autobotti.

Gli abitanti di diversi quartieri sono stati evacuati a causa dell'incendio. Una donna con ustioni e un'altra persona intossicata dal fumo sono state trasportate in un ospedale locale. "Altre quattro persone sono state curate sul posto per problemi respiratori e ustioni lievi", hanno precisato le autorità dell'Andalusia.

Nelle prime segnalazioni, i testimoni riferivano che un cavo era caduto, causando l'incendio, e che le fiamme si erano propagate rapidamente all'area boschiva adiacente alla strada". La Spagna è attualmente interessata da un'ondata di caldo e negli ultimi giorni diverse zone dell'Andalusia erano state poste in allerta arancione. A fine maggio, il primo ministro Pedro Sanchez aveva annunciato che la Spagna avrebbe dispiegato durante l'estate "il più imponente" dispositivo antincendio mai mobilitato nel Paese.

Negli ultimi anni la Spagna ha sperimentato ondate di calore sempre più lunghe, già a partire dalla primavera e poi durante l'estate, con temperature che in alcuni casi hanno superato i 40 gradi, creando le condizioni ideali per incendi devastanti. Nel 2025, secondo il Sistema europeo d'informazione sugli incendi boschivi (Effis), oltre 393.000 ettari sono stati devastati dalle fiamme in Spagna, il peggior bilancio di incendi della storia recente del Paese.

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Quattro delle vittime sono state trovate in un'auto con guida a destra, ha detto Sanz, suggerendo che potrebbero essere cittadini britannici. Gli altri sette potrebbero essere morti mentre tentavano di fuggire a piedi attraverso una zona caratterizzata da un terreno difficile. Altre otto persone sono rimaste ferite nell'incendio, diffusosi rapidamente nella famosa regione turistica, nell'area di Los Gallardos.

Nelle immagini fornite dall'unità spagnola per le emergenze militari si vedono le operazioni di spegnimento dopo molte ore.

Il rogo è scoppiato nel mezzo di un'altra ondata di caldo estremo che ha travolto l'Europa meridionale, con temperature stimate intorno ai 40 gradi centigradi dopo i record delle settimane scorse soprattutto in Francia e Spagna.

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È quanto emerge dalla seconda edizione del Rapporto Dedalo - Laboratorio permanente sul fenomeno NEET, dal titolo "NEET, giovani non invisibili: tra cura e rinuncia, una lettura di genere del fenomeno", promosso da Fondazione Gi Group, in partnership con l'Osservatorio Giovani dell'Istituto Toniolo, in collaborazione con ZeroNeet di Fondazione Cariplo e Fondazione Compagnia di San Paolo. Lo studio, realizzato con il contributo di Eurofound, ADAPT e Valore D, è stato presentato alla Camera dei Deputati.

"Il dato dei NEET in Italia è migliorato molto, con un calo del 10%, cioè il più alto miglioramento che abbiamo avuto in Europa. D'altra parte, partivamo come i peggiori e la cosa resta ancora adesso a un livello grave. Anche rispetto agli altri paesi europei siamo al quarto e ultimo posto. L'altro dato molto importante è che, di questi numeri, ancora piuttosto gravosi, c'è una forte lettura che porta a evidenziare come siano le donne la pare di popolazione che resta più penalizzata in questa fase della vita" ha dichiarato Chiara Violini, Presidente di Fondazione Gi Group.

Il Rapporto introduce anche una nuova "Scala di Gravità" per misurare la distanza dei NEET dal mercato del lavoro.

"Abbiamo cominciato a occuparci di orientamento, cosa che non era strettamente nei nostri compiti, e attraverso la Fondazione l'abbiamo preso su serio, perché pensiamo che sia questa la miglior prevenzione al fenomeno NEET. Abbiamo esteso le nostre competenze a progetti innovativi, a servizi che parlino nuovi linguaggi, a percorsi di formazione nuovi che mettano in connessione la fase dell'istruzione e della formazione delle persone all'inserimento lavorativo. L'obiettivo del rapporto è quindi contribuire a una migliore conoscenza del fenomeno dei NEET e individuare strumenti di prevenzione e contrasto" ha aggiunto Violini.

L'obiettivo del Rapporto è quindi contribuire a una migliore conoscenza del fenomeno dei NEET e individuare strumenti di prevenzione e contrasto, con particolare attenzione ai fattori che incidono sulla partecipazione delle giovani donne ai percorsi di studio e al mercato del lavoro.

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La cerimonia si è svolta apparentemente senza la presenza del figlio e successore, Mojtaba Khamenei, stando alle immagini trasmesse dall'emittente statale Irib in cui, tra l'enorme folla venuta a rendergli omaggio, ci sono i figli Mostafa, Masoud e Meysam, così come Mohammad Golpayegani, il suo capo di gabinetto, mentre assistono a una preghiera funebre presso il mausoleo dell'Imam Reza prima della sepoltura.

Con la sepoltura di Khamenei nella sua città natale si chiudono le cerimonie funebri che si sono protratte per sei giorni. Khamenei ha governato la repubblica islamica per quasi 37 anni prima di essere ucciso nei bombardamenti aerei condotti dagli Stati Uniti e da Israele che hanno dato inizio al conflitto il 28 febbraio scorso.

Khamenei è soltanto il secondo ayatollah della nazione a essere sepolto nella città di Mashhad. Nel 1747, Nader Shah fu sepolto nella stessa città dopo essere stato assassinato, al termine di quasi 11 anni di regno. Per le processioni funebri le autorità hanno chiuso per giorni strade, spazio aereo e sospeso gran parte della vita quotidiana a Teheran, capitale dell'Iran, e in altre città, mentre grandi folle rendevano omaggio all'uomo che ha guidato la repubblica islamica per decenni con il pugno di ferro, mantenendo al contempo una linea di forte contrapposizione con l'Occidente.

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