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Meta, Commissione Ue accusa Instagram e Facebook di "creare dipendenza"

di TMNews venerdì 10 luglio 2026
1' di lettura

Bruxelles, 10 lug. (askanews) - La Commissione europea ha accusato Meta di "creare dipendenza" con violazioni delle regole del Digital Services Act. Il colosso tecnologico statunitense non avrebbe fatto nulla per limitare i rischi che le piattaforme comportano per gli utenti, in particolare per i bambini e gli adulti vulnerabili, a causa di funzionalità progettate per incentivarli a rimanere su Facebook e Instagram. E quanto è emerso dai risultati preliminari di una indagine che ha esaminato pratiche come lo scorrimento infinito (scroll), l'autoplay, le notifiche in push e le raccomandazioni personalizzate.

"Non esiste uno strumento efficace per la gestione del tempo trascorso davanti allo schermo, né misure efficaci di sensibilizzazione, né un efficace controllo parentale", afferma il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier.

Meta rischia una pesante multa, ma potrà esercitare i suoi diritti di difesa, esaminando i documenti della Commissione e rispondendo alle accuse.

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Pecoraro Scanio: dopo incendi in Andalusia allerta per Sicilia e Sud

Roma, 10 lug. (askanews) - Dalla Sicilia abbiamo lanciato la campagna "Stop Incendi Boschivi 2026", scegliendo simbolicamente uno dei territori che, secondo le analisi europee, è tra i più esposti al rischio di incendi e la collaborazione con associazioni locali come Fenice Verde.Oggi, alla luce del dramma che ha colpito l'Andalusia, è necessario rilanciare con ancora maggiore forza questo appello . Lo dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde ed ex Ministro dell'Ambiente e delle Politiche Agricole, esprimendo da palazzo Montecitorio solidarietà al popolo andaluso e alla Spagna per le vittime e i devastanti incendi che stanno colpendo il Paese.

Gli incendi boschivi non possono più essere affrontati come emergenze isolate. Sono una conseguenza sempre più evidente della crisi climatica e richiedono una risposta coordinata a livello europeo. Occorre costruire una vera strategia comune dell'Unione Europea, capace di rafforzare prevenzione, monitoraggio e capacità di intervento rapido nelle aree mediterranee maggiormente esposte.

Pecoraro Scanio ricorda le riforme introdotte durante il proprio mandato di Governo: Nel 2000 riuscimmo a inserire il reato di incendio boschivo nel nostro ordinamento, a rafforzare il nucleo specializzato del Corpo Forestale dello Stato, oggi confluito nei Carabinieri Forestali, e ad approvare norme che impediscono qualsiasi speculazione sulle aree percorse dal fuoco, vietando trasformazioni urbanistiche e interventi che potessero incentivare gli incendi dolosi.

Per il Presidente della Fondazione UniVerde è ora indispensabile rafforzare anche il ruolo del volontariato e delle comunità locali.

In Sicilia ho conosciuto realtà come l'associazione Fenice Verde, impegnata nella riforestazione e nella sensibilizzazione dei cittadini. Queste esperienze devono essere sostenute e valorizzate. La lotta agli incendiari deve diventare una grande battaglia civile, con la stessa determinazione con cui l'Italia ha combattuto la criminalità organizzata.

Secondo Pecoraro Scanio è inoltre necessario investire con decisione nelle nuove tecnologie: Droni, satelliti, sistemi di intelligenza artificiale e monitoraggio in tempo reale devono diventare strumenti ordinari della prevenzione. Intervenire nelle primissime fasi di un incendio significa salvare vite umane, biodiversità e patrimonio forestale.

Infine, l'appello alle istituzioni europee: Serve una vera forza operativa mediterranea dell'Unione Europea dedicata agli incendi boschivi, con uomini, mezzi aerei e risorse condivise, pronta a intervenire tempestivamente oltre i confini nazionali. Lo abbiamo visto in Grecia, lo vediamo oggi in Spagna: non possiamo limitarci a contare i danni e piangere le vittime. La prevenzione deve diventare la priorità assoluta, insieme alla certezza della pena per chi devasta deliberatamente il nostro patrimonio naturale.

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Peschiera del Garda, la caserma Unesco rinasce dopo otto secoli

Bologna, 10 lug. (askanews) - Per secoli è stata fortezza, poi caserma e carcere militare. Ora l'ex Caserma XXX Maggio di Peschiera del Garda si prepara a diventare uno degli indirizzi del turismo di lusso sul lago. Tredicimila metri quadri nel cuore del sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO delle fortificazioni venete, che nel 2027 riapriranno come albergo a cinque stelle. E gli scavi, prima del cantiere, hanno riportato alla luce resti romani, un canale medievale e le tracce di una torre ezzeliniana.

"Peschiera è una struttura storica, il cui primo lotto parte dal 1200: diventa una fortezza, poi un carcere militare - spiega il presidente di TH Group, Graziano Debellini -. Un imprenditore, Bruno Soave, ne ha intuito la potenzialità: trasformare questa fortezza in un cinque stelle lusso".

Il recupero è voluto dalla proprietà Freedom Property; la gestione andrà a TH Group. Centonove camere, quattro piscine, una spa da quattromila metri quadri e una darsena privata affacciata sull'acqua. Ma il dato che pesa sul territorio è un altro: oltre cento posti di lavoro e una struttura aperta dodici mesi l'anno, in un mercato - quello dell'alta gamma - che oggi in Italia attira quasi quattro nuovi progetti alberghieri su dieci.

"Noi vediamo in Peschiera una grande possibilità - prosegue Debellini -: un albergo aperto dodici mesi l'anno, con una clientela italiana e internazionale, oltre cento posti di lavoro. Questa è la strada nuova con cui TH imbocca i suoi cinquant'anni".

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Mattarella a Seveso a 50 anni disastro: fu svolta per tutela ambiente

Seveso, 10 lug. (askanews) - "Quel che accadde a Seveso divenne un punto di svolta, nella coscienza italiana ed europea, per la cultura della sicurezza e della prevenzione, cui l'emergenza di Seveso impresse una doverosa, significativa accelerazione. Quanto avvenne era inammissibile, e le norme successivamente elaborate su scala continentale ebbero valore storico perché si fondarono sulla tutela della vita delle persone, sulla tutela delle comunità e dell'ambiente come diritto umano primario". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Seveso per i 50 anni dal disastro dell'Icmesa.

"In questa ricorrenza il pensiero va anzitutto a quanti subirono le conseguenze umanamente più pesanti per la fuoriuscita da quella fabbrica di quella grande quantità di sostanze altamente tossiche", ha aggiunto il Presidente. "A chi perse la vita in seguito a malattie causate, o aggravate, dall'esposizione prolungata alla diossina. Ai loro familiari che, oltre lo choc dei primi giorni e degli abbandoni forzati delle case e della terra, convissero con i patimenti dei propri cari. Ai quasi 200 bambini di allora che vennero colpiti da una seria patologia della pelle, come abbiamo visto con immagini fortemente coinvolgenti. Alle donne che si trovarono improvvisamente con la propria gravidanza a rischio di malformazioni di chi doveva ancora affacciarsi alla vita".

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