Roma, 16 lug. (askanews) - C'è Nicolò Maja, il ragazzo sopravvissuto alla strage familiare di Samarate nella quale ha perso la madre e la sorella di soli 16 anni. Per mesi il suo futuro è rimasto appeso a un filo. Oggi quel ragazzo è il simbolo di una rinascita che sembrava impossibile, cammina, guida l'automobile, lavora nella Leonardo, l'azienda in cui desiderava entrare fin da bambino, e sta per iniziare una nuova vita nella sua casa. Accanto a lui, ogni giorno, i suoi due angeli custodi: i nonni Ines e Giulio Pivetta, che con amore, pazienza e straordinaria forza gli hanno restituito la speranza quando tutto sembrava perduto. C'è Pinky (Parvinder Aoulakh), sopravvissuta dopo essere stata data alle fiamme dal marito davanti ai due bimbi. Oggi il suo sorriso, il suo coraggio e l'amore per i suoi due figli sono la risposta più potente alla violenza che ha cercato di cancellarla. C'è Fanny Cristina Campion, che ha scelto di raccontare senza filtri una doppia battaglia: quella contro un tumore al seno metastatico e quella contro anni di violenza psicologica vissuti all'interno del matrimonio. Oggi la sua voce è un invito a non arrendersi mai e a comprendere che anche le ferite invisibili possono lasciare segni profondi ma non impediscono di ritrovare la propria libertà, e che la vita può avere ancora futuro. C'è Ilaria Capponi, ex modella, che per anni ha combattuto contro i disturbi del comportamento alimentare, e successivamente del body shaming. Oggi racconta pubblicamente la sua storia per dare voce a tutte quelle ragazze che, dietro un sorriso, nascondono una battaglia silenziosa contro il proprio corpo e contro il giudizio degli altri. La sua rinascita è diventata uno strumento di sensibilizzazione e di speranza. Sono loro, tra tanti altri, il cuore di "Women for Women against Violence", la mostra fotografica ideata e prodotta dall'Associazione Consorzio Umanitas ETS, fondata e presieduta dalla giornalista Donatella Gimigliano, che prosegue il suo viaggio nazionale approdando nel capoluogo lombardo, allo Spazio Cisterne della Fabbrica del Vapore di Milano, dove resterà aperta fino al 30 agosto, prima di raggiungere la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, confermando un percorso culturale itinerante che utilizza fotografia, arte e testimonianze per promuovere prevenzione, rispetto e rinascita. La mostra raccoglie 21 ritratti fotografici di grande formato che raccontano storie vere di donne che hanno scelto di trasformare la propria esperienza personale in un messaggio pubblico di consapevolezza, responsabilità civile e rinascita. Accanto a loro, testimonial, premiati con il Camomilla Award, per l'impegno nella sensibilizzazione sulle tematiche, contribuiscono ad amplificare la forza del messaggio. Accanto a ogni foto una vela narrativa con un QR Code che permette al visitatore di ascoltare la propria storia direttamente la voce dei protagonisti. Gli scatti sono di Tiziana Luxardo. L'esposizione a Milano supera il tradizionale concetto di mostra e si presenta come uno spazio di incontro tra linguaggi diversi dialogano tra loro per offrire al pubblico una riflessione più ampia e coinvolgente. L'associazione ospita, infatti, anche due importanti percorsi espositivi speciali. Il primo è "We Say Stop. 90 manifesti per contrastare la violenza contro le donne", progetto del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano. Un percorso composto da novanta manifesti realizzati dagli studenti e sviluppati nell'ambito della ricerca universitaria. Il secondo è "Trame di speranza, intrecci di vita", dedicato alle creazioni in crochet di Antonietta Tuccillo, in cura per un tumore ovarico in fase cronica e che ha trasformato un'antica tecnica artigianale in un percorso di rinascita personale e creativa. Le sue opere raccontano come la fragilità possa diventare forza, restituendo valore al tempo, alla manualità e alla capacità di ricominciare. Per la prima volta fotografia, design della comunicazione e arte tessile si incontrano in un unico percorso espositivo, dimostrando come linguaggi diversi possano concorrere a costruire una nuova cultura del rispetto, della prevenzione e della rinascita. L'inaugurazione della mostra, a cura di Ilaria Capponi e Ludmilla Voronkina Bozzetti per la regia di Antonio Centomani, è stata accompagnata dalla consegna dei Women for Women against Violence - Milano Camomilla Awards, realizzati dal Maestro Michele Affidato, conferiti a Simona Ventura, Nina Zilli, Massimo Ciampa, Segretario Generale di Mediafriends in rappresentanza del Presidente Fedele Confalonieri, Mary Franzese, Vicepresidente di Women&Tech e founder di Neuroguard, e ai tre agenti delle Volanti della Questura di Milano - il Vice Ispettore Leonardo Borghetto, l'Assistente Danilo Migiani e l'Agente Gabriella Santonastaso - protagonisti del salvataggio di una giovane donna che riuscì a chiedere aiuto utilizzando il Signal for Help, il gesto internazionale contro la violenza di genere. A rendere ancora più intenso il momento inaugurale è stato il défilé di tutti i protagonisti della mostra, accolti da un lungo applauso del pubblico, insieme alle esibizioni di Antonio Maggio, con il brano La faccia e il cuore dedicato a Jessica Notaro, di JOIA B, che ha raccontato in musica la propria esperienza con il tumore al seno, e del soprano internazionale spiritual Angela Loy Williams.
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