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Francia, approvata legge anti-social per gli under 15

di TMNews mercoledì 22 luglio 2026
2' di lettura

Parigi, 22 lug. (askanews) - La Francia approva la stretta sui social network per i minori di 15 anni. Il Parlamento ha adottato definitivamente la proposta di legge, una prima in Europa, pensata per proteggere la salute di bambini e adolescenti. Dopo il via libera del Senato, l'Assemblea nazionale ha approvato il testo con 279 voti favorevoli e 81 contrari. La riforma, promessa da Emmanuel Macron, dovrebbe entrare in vigore già da settembre e obbliga le piattaforme a introdurre sistemi di verifica dell'età.

Laure Miller, relatrice del disegno di legge: "Nessuno sarà sanzionato, né i genitori né i figli. Sono le piattaforme ad avere l'obbligo di mettere in atto un dispositivo di verifica dell'età, perché non ci siano più bambini sotto i 15 anni sulle piattaforme. Non è affatto una regola contro i giovani o contro le famiglie. Al contrario, per i genitori sarà un argomento forte: la legge non lo permette".

Il governo presenta il divieto come una misura di tutela contro dipendenza digitale, contenuti dannosi e meccanismi opachi delle piattaforme. Ma proprio la verifica dell'età è il punto più discusso: documenti, servizi terzi, strumenti digitali o altri sistemi ancora da definire dovranno stabilire chi può entrare sui social e chi no. C'è chi parla di una legge approvata alla cieca. Come Louis Boyard, deputato La France Insoumise: "Loro stessi ci dicono che non sanno se sia conforme alla Costituzione, non sanno se sarà un'applicazione dell'Europa, dello Stato francese o di società private. Non sanno nemmeno se avremo persone per controllare se sia realizzabile o no. È una legge votata completamente alla cieca, con una sola linea direttrice: su ogni social network di Internet, verifica d'identità".

Nel testo entra anche il divieto dei telefoni cellulari nei licei.

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#StandUpforEveryChild, Save the Children per diritti bambini migranti

Roma, 22 lug. (askanews) - In vista dell'adozione definitiva del nuovo Regolamento europeo sui rimpatri, prevista per settembre, Save the Children ha lanciato la campagna "Stand Up for Every Child", affinché i decisori politici considerino prioritari i diritti e la sicurezza dei bambini e delle bambine nelle politiche migratorie.

"Non c'è nulla da festeggiare con questa nuova legge perché per un bambino o una bambina migranti potrebbe essere possibile essere trattenuti fino a 30 mesi o per un bambino anche piccolo e la sua famiglia potrebbe essere possibile essere rimpatriati in un paese terzo dove non hanno alcun legame e dove per loro potrebbe essere ancora più difficile ricostruirsi una vita", ha affermato Daniela Fatarella, ceo di Save the Children Italia.

"Allora sembra che sia uscita dal dibattito pubblico una domanda molto semplice ma fondamentale: qual è il superiore interesse del minore? Noi come Save the Children incontriamo bambini e bambini migranti ogni giorno e hanno gli stessi sogni e desideri di tutti gli altri. Vogliono vivere in un Paese in cui si sentono protetti, vogliono andare a scuola, giocare e desiderano un futuro pieno di opportunità. Ognuno di loro è semplicemente un bambino e una bambina e hanno il diritto di essere protetti ed è qui che noi dobbiamo far sentire la nostra voce. Per questo oggi è molto importante essere tutti insieme".

La campagna invita a raccontare che cosa vuol dire per ognuno proteggere un bambino o una bambina migranti e a chiedere alle istituzioni di mettere in campo azioni concrete per proteggere i loro diritti.

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