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Bmw in crisi, potrebbe tagliare 8.000 posti entro la fine del 2027

di TMNews mercoledì 29 luglio 2026
1' di lettura

Monaco di Baviera, 29 lug. (askanews) - Il settore automobilistico europeo continua a essere in difficoltà. Dopo Volkswagen, arrivano notizie preoccupanti anche dalla tedesca BMW che, secondo una fonte aziendale citata da France presse, avrebbe deciso di offrire la possibilità di uscita volontaria a quasi la metà del suo personale tedesco, nel tentativo di tagliare 8.000 posti di lavoro entro la fine del 2027.

Secondo quanto riportato, i dipendenti dei settori dell'amministrazione, dello sviluppo e della gestione, saranno probabilmente i più colpiti dai tagli e 40.000 dei circa 85.000 dipendenti a tempo indeterminato riceveranno le offerte di dimissioni a partire dal prossimo ottobre. I lavoratori delle linee di produzione dovrebbero essere risparmiati.

Da giugno si rincorrono voci secondo cui BMW starebbe pianificando un programma di riduzione dei posti di lavoro. A metà mese l'azienda aveva dichiarato che avrebbe "intensificato e accelerato le continue riduzioni dei costi attraverso ulteriori misure strutturali ed di efficienza".

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La Fifa in un comunicato ha annunciato il proposito di aprire la porta agli investitori privati, attraverso la creazione di una società affiliata e di aumentare i finanziamenti per lo sviluppo del calcio fino a oltre 10 miliardi di dollari, previa approvazione delle federazioni affiliate, con l'obiettivo, è scritto, di "democratizzare" il calcio attraverso incentivi che andrebbero a sostenere anche le federazioni più povere.

Per il progetto sta collaborando con JP Morgan, mentre tra i potenziali investitori figura una società (Thrive Eternal)fondata da Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner.

Le rimostranze della Uefa non si sono fatte attendere, con il presidente Aleksander Ceferin che ha minacciato di boicottare i prossimi Mondiali qualora il piano dovesse essere portato a termine. Le 55 federazioni europee affiliate alla Uefa terranno un incontro straordinario in settimana. Si è "superato un limite che le istituzioni che governano il calcio non dovrebbero mai oltrepassare" si legge in una nota diffusa.

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