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Mattarella: capo dello Stato estraneo a dialettica tra forze politiche

di TMNews giovedì 30 luglio 2026
1' di lettura

Roma, 30 lug. (askanews) - "Nelle Camere i rispettivi presidenti sono organi di garanzia, ricoperti comunque da esponenti politici. Diversa è la posizione del presidente della Repubblica, estraneo alla dialettica tra le forze politiche: diverso è quindi il carattere di questo incontro, nato, a suo tempo, con i quirinalisti come occasione di scambio di auguri per la pausa estiva e sostituito, ventiquattro anni fa, dalla cortese consegna del Ventaglio".

Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricevendo i giornalisti accreditati e l'Associazione stampa parlamentare al Colle durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale.

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Farmaci, Murzi: Regole chiare e tetto al payback

Roma, 30 lug. (askanews) - "La farmaceutica è il settore che incide maggiormente sulla quota di export italiano e contribuisce complessivamente per il 2% al Pil nazionale. Ma per continuare a investire il settore ha bisogno di regole durature e di velocità nei processi. Sia a livello europeo sia nazionale auspichiamo un quadro normativo che favorisca la produzione e l'accesso dei pazienti ai trattamenti e alle cure più innovative. Gli effetti positivi sono evidenti: sappiamo, ad esempio, dal recente report di EFPIA che in Europa per ogni euro investito in farmaci oncologici se ne generano più di sei di valore per il sistema. Venendo all'Italia, uno degli aspetti da affrontare è il payback sanitario. Si tratta di una misura nata nel 2013 che negli anni ha preso una deriva. Purtroppo, dal punto di vista industriale, pone un tema di margini di profitto delle aziende farmaceutiche, che con questa norma si riducono continuamente, a fronte però di investimenti che sono sempre di lungo periodo. È difficile giustificare gli investimenti se la profittabilità finisce per essere di poco superiore al costo del capitale. Comprendiamo comunque le esigenze di un Paese come l'Italia e saremmo quindi disponibili ad accettare una fase in cui il payback venga limitato, con un tetto prestabilito. Nel frattempo continuiamo a scommettere sull'Italia. Latina è un sito strategico per noi: rifornisce tutto il mondo, a eccezione degli Stati Uniti. Siamo convinti che l'innovazione nel settore debba accelerare. Da parte nostra ci impegniamo direttamente, partecipando anche al progetto con Microsoft "Il futuro della cura", attraverso il quale formiamo all'utilizzo dell'intelligenza artificiale oltre 50 mila professionisti della salute". Lo ha detto Jacopo Murzi, Managing Director di Johnson & Johnson Innovative Medicine Italy, a Radar, format di Urania News.

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Un ritratto gigante di Burnham nella campagna del West Yorkshire

Hebden Bridge (Inghilterra), 30 lug. (askanews) - Un messaggio che difficilmente passa inosservato. Un enorme campo a Hebden Bridge, nella contea del West Yorkshire, Gran Bretagna, trasformato in un'installazione di 4.000 metri quadrati con un'immagine del nuovo primo ministro britannico Andy Burnham e un chiaro messaggio al governo, per chiedere il ripristino degli aiuti umanitari.

"Entro il 2030 ci saranno 5,1 milioni di morti in più. La gente non vede l'ora. Ripristinare subito gli aiuti umanitari" recita la scritta ad opera dell'organizzazione umanitaria Concern Worldwide, che cita dati del Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal).

Secondo l'organizzazione, il calo della spesa britannica per gli aiuti è arrivato al livello più basso degli ultimi 25 anni.

L'opera di protesta è stata realizzata dagli artisti del gruppo "Sand In Your Eye", con l'obiettivo di rendere visibili le conseguenze umane delle decisioni politiche in un momento in cui il neopremier e il suo governo sono chiamati a prendere decisioni di bilancio.

"Ripristinare gli aiuti umanitari non significa solo ripristinare i finanziamenti. Si tratta di riaffermare l'impegno del Regno Unito nel proteggere vite umane, rispondere a crisi umanitarie e stare al fianco delle comunità che affrontano sfide straordinarie", sostiene l'organizzazione, che ha anche lanciato una petizione da firmare per sostenere la campagna.

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Raid Israele colpisce un campo sfollati a Gaza, muoiono due bambini

Gaza, 30 lug. (askanews) - Almeno quattro persone, tra cui due bambini, sono rimaste uccise in nuovi attacchi israeliani nella Striscia di Gaza, secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie locali. "Quattro martiri, tra cui due bambini, e alcuni feriti sono stati trasportati in ospedale a seguito di attacchi aerei israeliani", ha dichiarato il portavoce della Protezione civile, Mahmoud Bassal.

Secondo il personale medico, un raid israeliano ha colpito un accampamento di tende per sfollati a Khan Younis, nel sud della Striscia, provocando la morte di un uomo e di una bambina di otto anni. Un secondo attacco ha invece colpito un'abitazione nel campo profughi di Bureij, nel centro dell'enclave palestinese.

Nell'attacco è morto un bambino di 18 mesi, mentre almeno altre otto persone sono rimaste ferite, secondo fonti mediche.

Fares al-Zaharneh, sfollato di Gaza, racconta il momento dell'attacco a Khan Younis: "L'Idf ci ha detto che avevamo cinque minuti per evacuare. Ci hanno detto cinque minuti, ma in realtà, non appena abbiamo lasciato la zona, l'edificio è crollato, abbiamo sentito un rumore simile a un terremoto qui nel campo".

"Quando hanno bombardato e siamo tornati al campo, l'abbiamo trovato completamente distrutto e crollato. Non abbiamo trovato né un paio di pantaloni né una camicia per cambiarci, non abbiamo trovato nulla", aggiunge Kawkab Mohammed. "Ovunque andiamo, i bombardamenti ci seguono e la guerra continua - continua la donna, sfollata - Non abbiamo missili. Siamo donne, abbiamo dei bambini e non abbiamo nulla".

Oum Khalid Abou Khousa era invece a Bureij: "Abbiamo ricevuto l'ordine di evacuazione mentre i miei figli dormivano e siamo usciti di corsa senza sapere dove stessimo andando, avevamo solo dieci minuti e non siamo riusciti a portare via nulla, siamo partiti così come eravamo, a piedi nudi e con solo i vestiti che avevamo addosso non abbiamo più nulla, guardate in che stato è questo posto - dice - Dove dovremmo andare? Basta con tutto quello che ci sta succedendo, basta, abbiate un po' di compassione per noi siamo esausti, basta".

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IA, flash mob contro misure sul riconoscimento facciale

Roma, 30 lug. (askanews) - Le opposizioni si ritrovano davanti a palazzo Chigi per dire "No al Grande fratello d'Italia". Le minoranze hanno improvvisato un 'flash mob' davanti alla sede del governo per protestare contro il Dlgs che disciplina il riconoscimento facciale e l'uso dei dati biometrici, mostrando dei manifesti con la grafica della trasmissione 'Grande fratello'. È giusto mettere l'intelligenza artificiale a disposizione di polizia e magistrati, spiegano, ma servono regole per evitare abusi e tutelare la privacy e la libertà dei cittadini.

"L'intelligenza artificiale è molto potente se applicata alle azioni di polizia e alla sicurezza. Si deve poter usare ma garantendo ai cittadini che venga tutelata la loro libertà, loro privacy, la loro riservatezza. Il governo sta andando in una direzione sbagliata e oggi gliel'abbiamo fatto notare, ma quello che è a rischio sono libertà fondamentali, garanzie fondamentali in una democrazia. Vai, ci hanno provato" ha detto Riccardo Magi, Segretario di Più Europa.

"Speriamo che strumenti innovativi come l'intelligenza artificiale vengano messi a disposizione della magistratura e delle forze dell'ordine, ma devono essere utilizzati dentro le regole. Le regole vengono date dall'Europa, dall'Italia, nostra carta costituzionale. Questo schema di decreto legislativo del governo Meno di non ne teneva assolutamente conto" ha aggiunto Debora Serracchiani, Deputata del Partito Democratico.

"Sul riconoscimento facciale - ha spiegato Filippo Sensi, Senatore del Partito Democratico - quello che loro cercano è non una questione di sicurezza, non è una questione che riguarda l'ordine del pubblico, ma riguarda l'idea della società con la sorveglianza. Il cittadino che va in strada può avere il volto riconosciuto e incrociati dati su quanto guadagna, delle bollette in pendenza o cose del genere. Noi siamo tutti per la Polizia di Stato ma non siamo per lo Stato di Polizia".

Devono rispettare le norme europee che dicono chiaramente una cosa, non si fa raccolta massiva di dati biometrici negli spazi pubblici, perché non siamo la Cina, non siamo l'Ungheria di Orban, noi non andiamo in quella direzione. Per fortuna abbiamo tutti gli strumenti per farli dire, anche con interrogazioni, io presenterò un'interrogazione alla Commissione Europea, per far dire che una cosa del genere non va bene" conclude

Brando Maria Benifei Europarlamentare del Partito Democratico.

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