CATEGORIE

Crediti R&S, boom di certificazioni: cambia il rapporto col fisco

di TMNews domenica 2 agosto 2026
3' di lettura

Roma, 3 ago. (askanews) - Il contenzioso tra imprese e Agenzia delle Entrate sui crediti d'imposta per ricerca e sviluppo ha raggiunto livelli critici negli ultimi anni, con migliaia di aziende costrette a restituire somme anche triplicate rispetto a quelle inizialmente riconosciute. Una situazione che ha generato incertezza giuridica e messo a rischio la stabilità finanziaria di molte realtà produttive italiane. Nel 2023, gli investimenti in ricerca e sviluppo hanno toccato i 29,4 miliardi di euro, con un incremento del 7,7% rispetto all'anno precedente, ma il sistema di autocertificazione ha mostrato tutti i suoi limiti.

L'introduzione delle certificazioni ministeriali preventive, operative dal 2023, ha rappresentato una svolta epocale nel panorama degli incentivi alla ricerca. 'La certificazione ministeriale sposta il baricentro da un'autodichiarazione dell'azienda a una comunicazione terza tracciata rilasciata da soggetti abilitati', spiega Riccardo Petricca, certificatore accreditato MIMIT al numero 3 dell'albo ministeriale. 'Questo riduce l'aria grigia e cristallizza le certificazioni, introducendo una logica di progetto strutturato invece del semplice bonus creditizio'.

I numeri confermano il successo del nuovo sistema: nel 2025 sono stati registrati 6577 progetti per le certificazioni di credito d'imposta, di cui 2600 già certificati. Un incremento record che testimonia la fiducia delle imprese verso il nuovo meccanismo. 'Non è più affidato al caso, ma strutturato con domande ben definite e un rapporto continuativo tra certificatore e società', aggiunge Petricca.

Parallelamente, l'entrata in vigore dell'AI Act nell'agosto 2024 ha posto nuove sfide alle imprese nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale. 'L'errore più grave è sottovalutare un AI inventory serio e una classificazione corretta del rischio, trattando l'AI Act come tema esclusivamente legale o IT', avverte l'esperto. La norma ISO 42001 diventa così strategica per trasformare la compliance in un sistema di gestione certificabile.

La cybersecurity assume dimensioni ancora più critiche con la direttiva NIS2, che attribuisce responsabilità diretta agli organi apicali delle aziende. 'Con la NIS2 la cybersecurity diventa governance: gli amministratori delegati, i sindaci e le giunte devono approvare, sovraintendere e rispondere delle violazioni', sottolinea Petricca. L'obbligo di notifica degli incidenti entro 24-72 ore impone decisioni immediate e responsabilità personali ai vertici aziendali.

Un tema emergente è quello della sostenibilità digitale. I data center potrebbero arrivare ad assorbire il 13% dell'elettricità globale, rendendo urgente un approccio etico all'innovazione tecnologica. 'Il punto non è se il digitale sia sostenibile, ma se sia digitale efficiente e responsabile', evidenzia l'ingegnere. 'Il sistema produttivo italiano sta facendo scelte sbagliate: modelli sovradimensionati per compiti banali, progetti senza misurazione del carbon ROI, automazione che sostituisce persone invece di migliorare processi'.

La risposta a queste sfide arriva dalla 'Pastorale digitale 4.0 - Intelligenza Artificiale ed Etica', un modello di governance umanocentrica sviluppato da Petricca che applica principi etici millenari alle moderne tecnologie. 'Spostando verso una governance umanocentrica con regole che riportano al centro l'uomo, le aziende che hanno puntato sul fattore umano hanno ottenuto risultati migliori nel lungo termine', conclude l'esperto.

Per il 2026, le prospettive si fanno ancora più interessanti con agevolazioni fiscali per attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con spese ammissibili tra 5 e 40 milioni di euro per progetti qualificati. Un'opportunità che richiede però una pianificazione strategica e una compliance tecnica strutturata, lontana dall'improvvisazione che ha caratterizzato il passato.

tag

Ti potrebbero interessare

In anteprima il video "Sarà Per Un Altro Giorno" di Farmakon

Milano, 27 ago. (askanews) - In anteprima il video di "Sarà Per Un Altro Giorno", il nuovo singolo di Farmakon, rappresenta il terzo e ultimo capitolo del percorso tematico iniziato con "Maledetto Ciao" e proseguito con "Te Ne Vai".

Al centro del brano c'è ancora una volta un incontro desiderato e mai realmente avvenuto. Con l'arrivo della fine dell'estate, la quiete e l'immobilità della stagione riportano alla mente un amore rimasto soltanto una possibilità, frenato dalla timidezza e dall'incapacità di agire. Ma mentre l'estate scivola via, arriva anche il momento di abbandonare le speranze e accettare ciò che non è stato.

Sul piano musicale, "Sarà Per Un Altro Giorno" prosegue il percorso pop-punk già esplorato da Farmakon nel precedente "Zeitgeist". La sezione ritmica mantiene una presenza costante anche nei passaggi più raccolti, alternandosi all'apertura più energica e dinamica dei ritornelli.

A completare il sound tornano gli elementi ambientali ormai caratteristici del progetto: synth e tastiere accompagnano batteria, basso, chitarre e voci, creando un'atmosfera sospesa che attraversa l'intero brano e ne sottolinea il senso di malinconia e attesa.

Con "Sarà Per Un Altro Giorno", Farmakon mette così il punto finale a una storia fatta di desiderio, distanza e occasioni mancate: la consapevolezza che, a volte, ciò che abbiamo aspettato non arriverà e che non resta che lasciarlo andare.

Davide Cera, cantante e polistrumentista piemontese già apertosi la strada nell'universo musicale con la rock band Thunder System, nel 2023 decide di aprire il progetto solista Farmakon, imponendosi la più totale libertà stilistica.

I suoi brani, scritti in italiano, amalgamano il rap (passione sepolta riscoperta dopo quasi dieci anni) con il pop, il rock e il metal, senza rinunciare al cantato e agli hook melodici.

TMNews

Accordo a processo su giovani e social, Meta pagherà gli Stati

Milano, 26 ago. (askanews) - Meta ha annunciato di aver raggiunto un accordo extragiudiziale nel maxi processo in Usa in cui era accusata di aver costruito piattaforme che creano appositamente dipendenza da social nei minorenni, con conseguenze sulla loro salute mentale.

L'intesa per oltre 16 miliardi di euro mette fine alla causa intentata da 52 procuratori generali provenienti da vari Stati. La società di Mark Zuckerberg proprietaria di Facebook e Instagram ha inoltre accettato di apportare modifiche significative al modo in cui i suoi prodotti sono pensati per i giovani utenti, secondo un documento depositato, che deve ancora essere approvato da un giudice federale di Oakland, in California. Fra le modifiche proposte limiti di tempo, restrizioni notturne e durante l'orario scolastico e un maggior controllo dell'algoritmo con la possibilità di scegliere un feed non personalizzato. Questi nuovi controlli si applicheranno automaticamente ai nimori di 18 anni.

L'accordo metterà fine al processo evitando così che si arrivi a una sentenza sulla questione e a una decisione sul risarcimento chiesto dagli Stati, pari a 200 miliardi di dollari.

Meta, annunciando l'accordo ha dichiarato "Vogliamo fare la cosa giusta per genitori e adolescenti, ed è per questo che abbiamo collaborato con i procuratori generali degli Stati per definire un nuovo standard di settore".

TMNews

Pizzaballa: Cisgiordania terra senza legge, tensione aumenta

Rimini, 26 ago. (askanews) - "La situazione è in continua evoluzione, non positiva. Gaza forse in questo momento è la situazione deteriorata, ma anche più stabile da un certo punto di vista; a livello politico si discute molto, ma nel territorio resta umanamente molto devastate. Mentre invece in Cisgiordania, come tutti abbiamo visto e abbiamo sentito, la tensione è in continuo aumento, soprattutto tra i coloni e la popolazione palestinese, un po ovunque. È diventata una terra di nessuno, o meglio, una terra senza legge, dove tutto quello che accade resta senza nessun argine dal punto di vista della sicurezza e della legalità". Lo ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, in una intervista al Meeting di Rimini.

Rispondendo al premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha annunciato che continuerà con gli insediamenti, Pizzaballa ha risposto: "Non è la prima volta che lo dice". "Il governo - ha sottolineato - ha detto molto chiaramente che questa è la loro intenzione, anche se ciò mette sempre in maggiore difficoltà una soluzione politica nel futuro prossimo. Mi auguro che questa deriva, questo scontro politico anche nel linguaggio e nelle posizioni, si moderi nel tempo, perché la popolazione palestinese è veramente molto stanca e non riesce più a sopportare tutto questo".

TMNews

Pizzaballa: Papa verrà in Terra Santa, ma visita va preparata

Rimini, 26 ago. (askanews) - "Prima o poi il Papa verrà in Terra Santa, è questione di tempo. Penso che sia necessario preparare le condizioni per questa visita, perché possa davvero portare frutto. Lavoreremo su questo insieme al Santo Padre, naturalmente". Lo ha detto il patriarca latino di Gerusalemme, cardinal Pierbattista Pizzaballa, in un'intervista al Meeting di Rimini.

"Credo che non si debba avere fretta e che si debbano evitare anche gesti eclatanti che restano lì - ha aggiunto il card. Pizzaballa - ma deve essere inserita dentro un percorso significativo".

TMNews