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Pizzaballa: Cisgiordania terra senza legge, tensione aumenta

di TMNews mercoledì 26 agosto 2026
1' di lettura

Rimini, 26 ago. (askanews) - "La situazione è in continua evoluzione, non positiva. Gaza forse in questo momento è la situazione deteriorata, ma anche più stabile da un certo punto di vista; a livello politico si discute molto, ma nel territorio resta umanamente molto devastate. Mentre invece in Cisgiordania, come tutti abbiamo visto e abbiamo sentito, la tensione è in continuo aumento, soprattutto tra i coloni e la popolazione palestinese, un po ovunque. È diventata una terra di nessuno, o meglio, una terra senza legge, dove tutto quello che accade resta senza nessun argine dal punto di vista della sicurezza e della legalità". Lo ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, in una intervista al Meeting di Rimini.

Rispondendo al premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha annunciato che continuerà con gli insediamenti, Pizzaballa ha risposto: "Non è la prima volta che lo dice". "Il governo - ha sottolineato - ha detto molto chiaramente che questa è la loro intenzione, anche se ciò mette sempre in maggiore difficoltà una soluzione politica nel futuro prossimo. Mi auguro che questa deriva, questo scontro politico anche nel linguaggio e nelle posizioni, si moderi nel tempo, perché la popolazione palestinese è veramente molto stanca e non riesce più a sopportare tutto questo".

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L'intesa per oltre 16 miliardi di euro mette fine alla causa intentata da 52 procuratori generali provenienti da vari Stati. La società di Mark Zuckerberg proprietaria di Facebook e Instagram ha inoltre accettato di apportare modifiche significative al modo in cui i suoi prodotti sono pensati per i giovani utenti, secondo un documento depositato, che deve ancora essere approvato da un giudice federale di Oakland, in California. Fra le modifiche proposte limiti di tempo, restrizioni notturne e durante l'orario scolastico e un maggior controllo dell'algoritmo con la possibilità di scegliere un feed non personalizzato. Questi nuovi controlli si applicheranno automaticamente ai nimori di 18 anni.

L'accordo metterà fine al processo evitando così che si arrivi a una sentenza sulla questione e a una decisione sul risarcimento chiesto dagli Stati, pari a 200 miliardi di dollari.

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Gerusalemme, 26 ago. (askanews) - Benjamin Netanyahu promette di continuare a costruire insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata, nonostante le pressioni internazionali. Il premier israeliano, atteso da elezioni difficili a ottobre, guida uno dei governi più a destra della storia di Israele e ha accelerato l'espansione nelle aree occupate, dove vivono oltre 500mila coloni israeliani e circa tre milioni di palestinesi.

Secondo il diritto internazionale, gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. Ma il governo Netanyahu continua ad approvare nuove costruzioni e a legalizzare avamposti, spesso formati da poche case mobili o strutture provvisorie.

La dichiarazione arriva dopo le condanne europee al progetto E1, che prevede oltre 1.200 nuove abitazioni e rischia di spezzare la continuità territoriale tra nord e sud della Cisgiordania, rendendo ancora più difficile la prospettiva di uno Stato palestinese funzionante.

"Cara comunità dei coloni, stiamo realizzando insieme, e voi siete in prima linea, la visione di generazioni. State realizzando - afferma Netanyahu - la visione della Terra d'Israele e piantando i nostri picchetti nel cuore della nostra terra. Questa è la nostra terra, e non ce n'è un'altra".

"State preparando il terreno - prosegue il premier israeliano - per una grande ondata di arrivi. È impossibile ignorare i numeri: 104 insediamenti, 104 insediamenti che abbiamo creato e popolato insieme, e 160 fattorie. E altro arriverà".

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