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Addio a Baresi, i tifosi: "Era il Milan, il capitano di tutti noi"

di TMNews martedì 4 agosto 2026
2' di lettura

Milano, 4 ago. (askanews) - Lui era il Milan. I tifosi arrivati a salutarlo ricordano Franco Baresi soprattutto per la fedeltà alla maglia rossonera, anche negli anni della Serie B, quando scelse di non lasciare la squadra. C'è chi lo seguiva ogni domenica a San Siro e chi ne ha conosciuto soltanto la storia. Nei loro racconti tornano il capitano, il calciatore e l'uomo: schivo, umile, presente nei momenti più difficili. Per molti, con la sua morte si chiude una parte della propria vita da tifosi.

"Lui non era uno come noi - dice un tifoso - ma ognuno di noi avrebbe voluto essere come lui e quindi la presenza era d'obbligo. Se tu vuoi, vorresti essere come una persona che poi se ne va, vorresti prendere il suo posto in tutto e per tutto. È impossibile con lui, però ha insegnato tutto, sia a livello calcistico, a livello umano, a livello giovanile, tutto".

"Franco Baresi - sintetizza un sostenitor - è il capitano di tutti i Milan, il grande capitano. E' quello che è stato con noi in Serie B. Adesso le televisioni di Berlusconi ci buttano addosso Berlusconi su Baresi. Ma Baresi c'era prima di Berlusconi. Baresi è stato quello che è venuto in Serie B con noi, la Juventus lo voleva comprare, lui ha detto: "No, io Non ci vado. La Juventus ha giocato 2 anni in Serie B con noi e io mi ricordo qua, io ero sempre allo stadio, lo vedevo, era un giocatore straordinario, era meraviglioso. Era meraviglioso anche prima di Sacchi e anche come uomo: è rimasto orfano da ragazzo, ha avuto una vita difficile, cioè non è come Maldini che è un viziatello che batte i piedi se non ha quello che vuole lui. Baresi è sempre stato lì, è sempre stato nella difficoltà e insomma lo amiamo tutti.

"E' una parte del mio pezzo di storia, Baresi - dice una supporter - Ero tutte le domeniche a San Siro e quindi ho visto belle cose dal Milan.

"Franco Baresi ha rappresentato il Milan e lo rappresenterà per sempre. Era proprio il Milan - afferma un altro tifoso -. Quindi per me, ad esempio, si chiude proprio un ciclo perché ho cominciato nel '79 a venire allo stadio e ho subìto le stesse emozioni, anche se contrapposte, della prima volta che ho visto San Siro, il prato verde nel 79. Adesso, guarda, lo stesso livello di emozioni ovviamente contrapposte con la morte di Franco, quindi per questo siamo qua.

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Grande-Marlaska ha poi specificato che circa 70.000 delle 72.000 persone entrate nella città autonoma di Ceuta la scorsa settimana sono già rientrate in Marocco.

"Tornando al Consiglio, alla riunione straordinaria che abbiamo appena tenuto, vorrei sottolineare che tutti gli interventi di tutti gli Stati membri, compresi gli Stati associati a Schengen, così come delle agenzie dell'Unione europea, sono stati del tutto costruttivi. Hanno inoltre riconosciuto lo straordinario lavoro e la risposta efficace e tempestiva delle autorità spagnole a una crisi di questa portata", ha concluso il ministro spagnolo.

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Migliaia di persone hanno atteso sotto il sole l'arrivo del feretro, accolto da un lungo applauso e dal coro: "Un capitano, c'è solo un capitano". "Franco Baresi è il capitano di tutti i Milan, il grande capitano. È quello che è stato con noi in Serie B", dice un tifoso.

Alla basilica sono arrivati anche compagni e protagonisti del calcio italiano. Tra loro Alessandro Costacurta, per anni al fianco di Baresi nella difesa rossonera. Fischi invece per il proprietario del Milan Gerry Cardinale e per il presidente Paolo Scaroni, contestati da una parte dei tifosi al loro arrivo.

Filippo Galli, che con Baresi ha condiviso lo spogliatoio, lega il ricordo dell'uomo a quello del calciatore: "È difficile separare l'aspetto umano da quello sportivo, perché lui è stato un giocatore che si è messo a disposizione dei compagni, della squadra, del club. La dimostrazione è quando si è andati in Serie B: lui è rimasto qui".

Una fedeltà che torna nelle parole di chi lo ha seguito per anni. Baresi attraversò i momenti più difficili del Milan, poi diventò il capitano della squadra che vinse in Italia e in Europa. Per chi era ogni domenica a San Siro, parlare di Baresi significa parlare anche della propria vita.

"Era proprio il Milan - afferma un sostenitore - Per me si chiude un ciclo, perché ho cominciato nel '79 a venire allo stadio. Ho provato le stesse emozioni, anche se contrapposte, della prima volta che ho visto San Siro e il prato verde. Adesso provo lo stesso livello di emozione con la morte di Franco. Per questo siamo qua".

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