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Trump torna ad attaccare lo Ius Soli, firmato nuovo ordine esecutivo

di TMNews venerdì 7 agosto 2026
2' di lettura

Roma, 7 ago. (askanews) - Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per limitare ciò che lui chiama il "turismo della nascita", nuovo tentativo di mettere in discussione lo ius soli, il diritto di cittadinanza per nascita americano. Presentando questo testo, il presidente degli Stati Uniti ha detto di voler procedere ad alcuni "adeguamenti", dopo la bocciatura da parte della Corte Suprema poco più di un mese fa di un precedente tentativo di abolire il diritto di cittadinanza per i figli di immigrati irregolari.

"Quello che stiamo affrontando riguardo alla cittadinanza per diritto di nascita. Abbiamo avuto una sentenza davvero spiacevole della Corte Suprema in merito alla cittadinanza per diritto di nascita - ha detto Trump - Quindi stiamo apportando delle modifiche perché è molto ingiusta".

Poi sullo Stretto di Hormuz: "Beh, non vorrei dire che al momento la situazione sia proprio aperta. Abbiamo una cosa chiamata 'blocco' guidato dalla Marina degli Stati Uniti, e lo controlliamo noi, lo controlliamo adesso, ma loro possono sempre sparare qualcosa, possono lanciare una mina. Nessuno vuole rischiare che le proprie navi da miliardi di dollari vengano colpite accidentalmente da una mina, ma penso che stiamo andando molto bene. Io, insomma, sono coinvolto nei negoziati. Penso che stiamo andando bene", ha affermando, dicendo ai giornalisti nello Studio Ovale che lo Stretto potrebbe aprire "presto".

Sulla sua richiesta ai donatori di sostenere J.D.Vance, il suo vice, alle elezioni del 2028, Trump invece ha detto:

"Non è il mio endorsement ufficiale, ne ho sentito parlare poco fa. Penso sia fantastico, ma siamo decisamente troppo in anticipo".

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Grazie al nuovo sistema Borealis, possono inviare alert agli operatori satellitari quando un detrito rischia di provocare una collisione.

"Quando ho iniziato a lavorare alla Space Agency, nel 2018, c'erano circa mille oggetti nello spazio. Oggi sono circa 16mila e il loro numero continua a crescere rapidamente. Lo spazio è sempre più congestionato e la necessità di monitorarlo aumenta continuamente", ha spiegato Matthew Archer, della UK Space Agency.

Secondo le stime dell'Agenzia spaziale europea, sono circa 55mila i detriti spaziali con dimensioni superiori ai 10 centimetri e oltre un milione quelli di almeno un centimetro. La maggior parte non rappresenta un pericolo immediato, ma anche un piccolo frammento può danneggiare o distruggere un satellite.

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