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Cina, colate di fango sul confine dopo le alluvioni in Nepal

di TMNews giovedì 27 agosto 2026
1' di lettura

Pechino, 27 ago. (askanews) - Immagini aeree dell'area colpita dalla colata di fango nei pressi del valico di frontiera cinese di Gyirong, giovedì, in seguito alle inondazioni letali tra Nepal e Tibet che hanno causato almeno 273 vittime e spazzato via interi villaggi.

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Morto Ratko Mladic, il "Macellaio di Bosnia" aveva 84 anni

Milano, 27 ago. (askanews) - È morto a 84 anni Ratko Mladic, l'ex generale serbo-bosniaco passato alla storia come il "Macellaio di Bosnia". Malato da tempo, è morto nel centro di detenzione delle Nazioni Unite all'Aia, dove stava scontando l'ergastolo per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra.

Comandante delle forze serbo-bosniache durante la guerra in Bosnia negli anni Novanta, Mladic è stato soprattutto il volto del massacro di Srebrenica. Nel luglio del 1995, dopo la conquista dell'enclave musulmana, circa 8.000 uomini e ragazzi bosgnacchi furono uccisi dalle forze sotto il suo comando: il più grave massacro avvenuto in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale.

Per quasi 16 anni Mladic riuscì a sfuggire alla giustizia internazionale. Fu arrestato il 26 maggio 2011 in un villaggio a nord di Belgrado, mettendo fine a una delle più lunghe cacce all'uomo dell'epoca moderna.

Nel 2017 il Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia lo condannò all'ergastolo. Nel pronunciare la sentenza, il giudice Alphons Orie definì i suoi crimini "tra i più efferati conosciuti dall'umanità". Mladic continuò a respingere le accuse e presentò ricorso, ma la condanna definitiva fu confermata nel 2021.

Negli ultimi anni le sue condizioni di salute erano progressivamente peggiorate: aveva subito un ictus e un infarto. Con la sua morte scompare uno dei principali protagonisti e responsabili delle atrocità che segnarono le guerre nella ex Jugoslavia.

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Ue a Meta dopo l'accordo in Usa: "Protegga anche i nostri giovani"

Milano, 27 ago. (askanews) - L'Unione europea chiede a Meta garanzie sulla sicurezza dei minori sui social anche in Europa. La richiesta arriva all'indomani del patteggiamento fra la casa madre di Instagram e Facebook con decine di Stati Usa che l'avevano portata in tribunale accusandola di aver progettato piattaforme studiate apposta per creare dipendenza. Non ci saranno sentenze sulla questione, perché l'azienda di Zuckerberg ha raggiunto un accordo che prevede non solo un risarcimento economico, ma anche una serie di nuove restrizioni applicate automaticamente ai minori sui social, fra cui un limite al tempo passato sui social e un maggior controllo dell'algoritmo.

"Spetta a Meta presentare impegni e offrire garanzie qui nell'Unione Europea per proteggere i nostri figli dai suoi prodotti che creano dipendenza. Quindi la palla è nel campo di Meta - dice Thomas Regnier, portavoce della Commissione europea - Ci aspettiamo una gestione adeguata del tempo trascorso davanti allo schermo. Ci aspettiamo un adeguato controllo parentale su queste piattaforme, quindi Meta sa cosa ci aspettiamo da loro. Ora spetta all'azienda offrire questi impegni anche nell'Unione Europea per proteggere i nostri giovani."

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