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Nepal, quasi mille dispersi e ora si teme una seconda inondazione

di TMNews venerdì 28 agosto 2026
1' di lettura

Milano, 28 ago. (askanews) - Quasi mille persone ancora disperse e una nuova piena che minaccia le zone già devastate. In Nepal l'emergenza non è finita, mentre proseguono senza sosta le ricerche dopo la catastrofe di mercoledì.

Il bilancio intanto continua ad aggravarsi: secondo l'ultimo bollettino delle autorità nepalesi, i morti sono almeno 477 e i dispersi 977, tra cui 517 cittadini stranieri, di cui tre italiani. Più di 5.100 tra militari e poliziotti e 15 elicotteri sono impegnati nelle operazioni di ricerca e soccorso.

Le acque del fiume Trishuli continuano a scorrere cariche di fango attraverso le zone devastate. E a Kathmandu, all'ospedale universitario, i familiari dei dispersi aspettano informazioni e cercano i nomi dei propri cari.

La corsa contro il tempo riguarda anche oltre un centinaio di operai rimasti intrappolati in un tunnel nel cantiere di una diga idroelettrica: i soccorritori nepalesi stanno tentando di evacuarli.

Ma la nuova emergenza è più a nord, al confine con il Tibet. Dopo la gigantesca frana che ha innescato il disastro si è formato un lago di sbarramento, che contiene circa 2,5 milioni di metri cubi d'acqua e continua a crescere.

Con nuove piogge previste, le autorità temono che la barriera di rocce e detriti possa cedere: i soccorsi sono stati sospesi nella zona tibetana di Gyirong e in Nepal la popolazione è stata invitata ad allontanarsi dai fiumi. All'origine della prima piena, secondo le ricostruzioni, ci sarebbe stato il collasso di un ghiacciaio himalayano.

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Finlandia, coste in allerta per il rischio di marea nera

Kotka (Finlandia), 28 ago. (askanews) - Sulle isole del Golfo di Finlandia, a meno di cento chilometri dal confine russo, gli operai forano le scogliere e installano ancoraggi permanenti nella roccia. Serviranno ad agganciare rapidamente le barriere antinquinamento in caso di sversamento di petrolio, prima che il greggio raggiunga la costa.

Secondo la Guardia costiera finlandese, il rischio è aumentato con le petroliere della flotta ombra russa, i problemi ai sistemi di navigazione e gli attacchi ucraini con droni contro i porti petroliferi russi.

Ogni giorno nel Golfo transitano tra cinque e dieci grandi petroliere cariche di greggio. È una rotta stretta e poco profonda, usata dalle esportazioni russe nonostante le sanzioni occidentali. Nella parte orientale del Golfo saranno installati 350 punti di aggancio. In futuro il piano potrebbe estendersi lungo tutta la costa meridionale finlandese.

"Oggi, da quando i russi hanno attaccato l'Ucraina, ci sono le flotte ombra, ci sono problemi Gnss e ci sono i ghiacci marittimi che interferiscono - spiega Jukka-Pekka Lumilahti, Guardia costiera del Golfo di Finlandia - quindi il rischio è molto più alto di prima. E adesso ci sono anche i droni ucraini, con attacchi nei porti russi, nei porti petroliferi, nei porti normali. Quindi il rischio di una grande catastrofe petrolifera nel Golfo di Finlandia è molto alto in questo momento".

Ulla Rosenstrom, John Nurminen Foundation, spiega che "lo scopo del progetto è installare un sistema permanente di ancoraggi nella roccia nel Golfo di Finlandia. Ora siamo nella parte orientale del Golfo di Finlandia e qui vogliamo che questo sistema sia pronto nel caso in cui dovesse esserci uno sversamento di petrolio". "Ci sono molte specie - prosegue - animali e piante, abbastanza rare e molto specifiche di quest'area. Potrebbe anche accadere che alcune si estinguano in parte, perché se il petrolio arriva nel momento sbagliato dell'anno, quando nidificano, sarebbe terribile per alcuni uccelli marini che nidificano qui e sono piuttosto minacciati".

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Sinalunga, una residenza per artisti come spazio di comunità

Sinalunga, 28 ago. (askanews) - A Sinalunga in provincia di Siena La CAP Re-Hub e Ipercubo hanno lanciato le Residenze Lievito, un progetto per artisti e curatori under 36 dedicato allo sviluppo di ricerca e creazione contemporanea. Quest'anno il tema si concentra su "Corpi, immagini, narrazioni in movimento".

"Residenze Lievito - ha spiegato ad askanews Matteo Graniti, co-founder e direttore di Ipercubo - è nato con lo spirito di restituire lo spazio di ascolto del territorio, una sorta di processo critico e di calma, che oggi è un po' difficile anche per un artista e per un curatore trovare nella frenesia del giorno d'oggi. cui durante queste residenze gli artisti si troveranno all'interno di questi spazi per poter riflettere e arrivare a una restituzione finale, che sarà il 12 dicembre qui a Sinalunga, potranno restituire quello che è stato questo percorso di residenza".

I residenti sono cinque e per sei mesi lavoreranno alle proprie pratiche nell'ambito del progetto. Che ha anche un'importante componente di apertura al pubblico e di relazione con la comunità locale. "Ciascuna residenza - ha aggiunto Silvia Giordano, direttrice de La CAP Re-Hub - ha un tema specifico, una suggestione che diamo agli artisti, in questo caso è 'Ripensare l'aia', cioè l'idea di ripensare le relazioni sociali oggi in un luogo che un tempo era un luogo di lavoro e abbiamo pensato di dare questo nome anche a una serie di attività che si svolgono per gli artisti residenti e con i residenti, aprendole al pubblico e invitando la comunità in una serie di appuntamenti. Appuntamenti che sono lezioni dedicate agli artisti che si aprono anche al pubblico, talk e momenti conviviali che esperti, artisti, registi o personaggi di settore internazionale e nazionale vengono qui e condividono sia con i residenti che con la comunità".

Tra scuola, visioni e movimenti, il progetto di residenze si intreccia con gli spazi de La CAP Re-Hub e del suo stare all'interno di un territorio così come di una prospettiva culturale. "Mi piacerebbe che diventasse un punto di riferimento - ha aggiunto Silvia Giordano - un luogo dove si va per stare, ma anche un luogo dove si va per ripartire".

E anche la parola lievito gioca un ruolo importante. "Il lievito - ha concluso Graniti - è un qualcosa che ha bisogno di un tempo di fermentazione, un tempo lento, una creazione che poi restituisce delle forme che sono anche inaspettate". Quel tempo che, in una società frenetica di cui anche il sistema dell'arte è uno specchio inquieto, può rivelarsi prezioso sia per sviluppare le ricerche sia per riportare il tutto a prospettive più umane.

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Calabria, appicca il fuoco al bosco ma il drone riprende tutto

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