CATEGORIE

Venezia, Barbera: bandiera Palestina? Si chieda a Governo di riconoscerla

di TMNews giovedì 3 settembre 2026
1' di lettura

Venezia, 3 set. (askanews) - "La Biennale può esporre soltanto le bandiere degli Stati riconosciuti dal governo italiano, allora se vogliamo bisognerebbe che la petizione fosse rivolta al governo italiano che finalmente si decida, è uno dei pochi governi che non ha ancora riconosciuto la Palestina". Lo ha detto a margine dell'apertura dell'Italian Pavillion a Venezia, Alberto Barbera, direttore artistico della 83esima Mostra d'Arte cinematografica, ribadendo il suo no alla richiesta del collettivo Venice4Palestine di esporre la bandiera palestinese durante la Mostra.

"La Biennale non fa dichiarazioni politiche, non prende partito direttamente - ha aggiunto - lo fa attraverso il lavoro che svolge, attraverso i film che propone, attraverso la difesa assoluta e rigorosa della libertà di espressione, della creazione di uno spazio aperto a tutti di discussione, di confronto, questo non credo che possa essere messo in discussione e quindi è anche chiarissimo quale è la nostra posizione".

tag

Ti potrebbero interessare

Clima, "Abbiamo rescisso il contratto di abitabilità con la Terra"

Milano, 3 set. (askanews) - Le Nazioni Unite hanno alzato bandiera bianca: l'UNEP ha ufficialmente dichiarato che non sarà possibile contenere l'aumento delle temperature a 1,5 gradi centigradi rispetto all'epoca pre-industriale. In sostanza si è dichiarato che gli obiettivi climatici che si erano posti a Parigi non saranno raggiunti. Abbiamo commentato questa notizia, di portata globale e potenzialmente dirompente, con Ferdinando Cotugno, scrittore e giornalista, tra i più lucidi esperti di crisi climatica.

"Vuol dire - ci ha detto - che il fallimento di dieci anni fa oggi è la nostra migliore opzione possibile, il miglior scenario possibile, quindi l'ONU e l'UNEP ci danno una traiettoria, ed è il miglior scenario di oggi ossia superare la definizione di overshoot, quindi superare la soglia di sicurezza, starci molto poco al di sopra e per poco tempo e poi ritornare al di sotto. Però per fare questo servono due cose che al momento non abbiamo: la prima è una grande e fortissima volontà politica di mettere questo aspetto come priorità assoluta, e non mi sembra quello che sta accadendo. In secondo luogo tecnologie che al momento sono soltanto prototipali. Tecnologie per rimuovere la CO2 dall'atmosfera, perché se noi non cominciamo a rimuovere la CO2 dall'atmosfera l'overshoot non sarà né limitato nel tempo, né limitato nei decimi di grado".

Lo scenario quindi è sempre più complesso e gli spazi di manovra sempre più limitati. "Questa - ha aggiunto lo scrittore - è una lettera di rescissione del nostro contratto di abitabilità sulla Terra con tre decenni di previsto, nessuna cauzione restituita".

Detto questo, al di là dei negazionismi e dei forti interessi economici in campo, c'è una realtà con la quale occorre confrontarsi. "Dobbiamo uscire anche dalla retorica dell'ultima possibilità - ha detto ancora Cotugno - era trent'anni fa l'ultima possibilità, era vent'anni fa, era dieci anni fa, ora siamo in questa realtà e in questa realtà noi dobbiamo capire che la nostra vita e le nostre condizioni di vita sono frutto delle nostre scelte. Lo scenario è che le nostre scelte sono state solo parzialmente corrette, quindi la transizione è in atto, è anche in atto su una scala impetuosa, però non è la transizione che serve alla terra, è forse la transizione che serve all'economia, è la transizione che serve alla geopolitica, non è la transizione che serve alla realtà fisica di questo pianeta".

Un altro aspetto cruciale del ragionamento sulla crisi climatica è la mancanza di un discorso culturale reale sul tema, l'assenza di filosofi che possano offrire prospettive di pensiero su vasta scala, forse anche questa sarebbe un'urgenza del momento. "Mancano gli strumenti culturali, mancano proprio le chiavi per dire quali sono le nostre priorità per ridefinire le nostre priorità come civiltà - ha concluso Ferdinando Cotugno - manca un discorso di civiltà. Secondo me in questo momento a livello intellettuale se vogliamo proprio fare questo discorso abbiamo bisogno di pensatori dell'impensabile, pensatori e pensatrici dell'impensabile".

Anni fa Jonathan Franzen scriveva della "fine della fine della Terra", era certamente un pensiero lucido: il pianeta andrà comunque avanti: la questione è la nostra vita su questo pianeta, dove le condizioni di possibilità vanno assottigliandosi sempre più. Il cambiamento climatico, come ha detto Timothy Morton, è un iperoggetto non umano, per questo è indispensabile che gli uomini imparino a pensarlo in termini diversi. (Leonardo Merlini)

TMNews

"The Gentlemen 2", Castellitto e Porcaroli alla corte di Guy Ritchie

Roma, 3 set. (askanews) - C'è molta Italia nella seconda stagione di "The Gentlemen", appena arrivata su Netflix. Nei nuovi episodi della serie di enorme successo ideata e diretta da Guy Ritchie, infatti, nobiltà e mafi italiana fanno affari con quelle britanniche. Le vicende del Duca di Halstead interpretato da Theo James e della sua sodale Susie Glass, figlia del boss Bobby Glass, tra il 2024 e il 2025 avevano avuto ben 100 milioni di visualizzazioni in tutto il mondo. Ora i loro giro d'affari arriva sulle sponde del lago Maggiore, con i nuovi protagonisti interpretati da Sergio Castellitto, Bendetta Porcaroli e Michele Morrone.

E intanto Ritchie, geniale regista britannico che sa unire generi, toni, narrazioni diverse, ha confermato che girerà una terza stagione. A proposito del lavoro fatto con lui Castellitto ha raccontato: "Guy è un artista, un autore ed è un artigiano, che è forse il complimento più bello che, quando me lo fanno, io ricevo. Ha la capacità di lavorare sull'immediatezza, su ciò che si intravede, si intuisce, l'attore possa. e poi lascia il guinzaglio lungo, cioè consente all'attore di muoversi dentro una gabbia". Bendetta Porcaroli ha detto: "Ha un grande senso dell'ironia e io trovo che sia una qualità molto importante, riesce a mischiare il thriller e tutta quella tensione a delle cose anche filo-grottesche, con una profonda ironia. Quindi è una serie dove ti diverti, hai paura e ridi anche".

TMNews

Venezia, inaugurato l'Italian Pavilion, la "Casa Italia" del cinema

Venezia, 3 set. (askanews) - Alla 83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia è stato inaugurato l'Italian Pavilion, la "Casa Italia" del cinema, organizzata da Cinecittà per la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, presso gli spazi dell'Hotel Excelsior, al Lido di Venezia.

All'opening erano presenti tra gli altri il ministro della Cultura Alessandro Giuli, Lucia Borgonzoni, sottosegretaria alla Cultura, il presidente di Cinecittà Antonio Saccone e l'ad di Cinecittà Manuela Cacciamani, oltre al presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco e al direttore artistico della Mostra Alberto Barbera.

TMNews

Venezia, Giuli: Scorsese ai David riconoscimento al nostro cinema

Venezia, 3 set. (askanews) - "La disponibilità di Scorsese costituisce un riconoscimento straordinario per il prestigio del nostro cinema, per la nostra tradizione". Lo ha detto il Ministro della Cultura Alessandro Giuli all'inaugurazione dell'Italian Pavilion alla Mostra d'Arte cinematografica di Venezia, ricordando la designazione del regista Usa Martin Scorsese alla presidenza onoraria dell'Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello.

"È oggettivamente un segno tangibile che qualcosa di nuovo sta avvenendo anche nella nostra proiezione", ha aggiunto, un ritorno "alla vocazione originaria della nostra grande tradizione cinematografica, cioè quella di non essere introflessi, di non parlarci tra di noi".

TMNews