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Usa-Iran, escalation nel Golfo: colpite petroliere e navi militari

di TMNews mercoledì 9 settembre 2026
1' di lettura

Stretto di Hormuz, 9 set. (askanews) - Escalation militare tra Stati Uniti e Iran nel Golfo. Il Centro di comando americano ha diffuso queste immagini degli attacchi contro cinque petroliere iraniane, distrutte secondo Washington ieri.

L'operazione è stata condotta dopo che, secondo gli Stati Uniti, i Pasdaran avevano tentato per due volte in due giorni di colpire con missili balistici una nave della Marina americana. Nessun militare statunitense è rimasto ferito. Il Centcom sostiene che gli equipaggi delle petroliere siano stati fatti evacuare prima dei raid.

La risposta iraniana è arrivata poco dopo. I Guardiani della Rivoluzione affermano di aver attaccato dieci navi nello Stretto di Hormuz: due imbarcazioni statunitensi e otto petroliere che cercavano di attraversare un'area definita da Teheran "vietata e non sicura".

Nelle stesse ore l'Iran ha anche lanciato missili balistici contro una base in Giordania utilizzata dalle forze americane. Amman afferma di aver intercettato 18 missili su 20 e non segnala vittime.

Il traffico nello Stretto di Hormuz si è già ridotto: martedì sono transitate appena sei navi commerciali, contro una media recente di dodici. Intanto il Brent è tornato vicino ai 100 dollari al barile.

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11 settembre, nuovi documenti confermano l'inquinamento a Ground Zero

New York, 8 set. (askanews) - A venticinque anni dagli attentati dell'11 settembre, New York rende pubbliche oltre 170mila pagine di documenti su qualità dell'aria e contaminazione a Ground Zero, rimasti inaccessibili al pubblico per più di vent'anni. Le carte mostrano che mesi dopo il crollo delle Torri Gemelle venivano ancora rilevati amianto e altri contaminanti nell'area di Lower Manhattan.

Il sindaco Zohran Mamdani ne ha disposto la pubblicazione attraverso un portale online. I documenti, conservati in 68 scatole in un ufficio comunale, sarebbero stati ritrovati solo lo scorso anno.

"Nell'ambito del nostro impegno per una trasparenza governativa che è mancata per troppo tempo, il Comune ha creato un portale pubblico che fornirà informazioni sulla risposta della nostra città al terribile attacco. I documenti mostrano cosa sapeva la città dell'aria tossica intorno a Ground Zero, quando lo sapeva e come ha agito per limitare la responsabilità." ha detto il primo cittadino delle grande mela.

Tra i rapporti figurano rilevazioni di amianto fino a circa 800 metri da Ground Zero dieci mesi dopo gli attentati. In alcuni casi i livelli risultavano superiori alle soglie considerate accettabili. Un audit del novembre 2001 segnalava inoltre picchi di benzene nell'area delle torri e un aumento dell'amianto nell'aria nella discarica di Fresh Kills.

Le carte rafforzano i dubbi sul fatto che lavoratori e residenti siano stati invitati a tornare nell'area prima che fosse realmente sicura. "Il minimo che la nostra città deve alle famiglie, ai sopravvissuti e ai primi soccorritori è trasparenza e responsabilità", ha aggiunto Mamdani.

Negli anni successivi, più persone sarebbero morte per malattie legate all'esposizione alle sostanze tossiche dell'11 settembre di quante ne morirono negli attentati stessi. Tra le patologie associate figurano tumori, mesotelioma, malattie respiratorie e cardiache.

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Cisgiordania, altre dieci case demolite dai bulldozer israeliani

Khirbat al Fakhit (Cisgiordania), 9 set. (askanews) - Dieci case palestinesi demolite dai bulldozer israeliani a Khirbet al-Fakhit, nell'area di Masafer Yatta, a sud di Hebron, in Cisgiordania. Le famiglie cercano tra le macerie e montano tende dove fino a poche ore prima c'erano le loro abitazioni. Secondo le autorità israeliane, le costruzioni erano prive di permesso. Khirbet al-Fakhit si trova nell'Area C della Cisgiordania, sotto pieno controllo israeliano, dove secondo l'ONU i permessi edilizi per i palestinesi sono quasi impossibili da ottenere.

Masafer Yatta è da anni al centro di demolizioni e ordini di sgombero. Tredici comunità si trovano nella zona dichiarata da Israele "Firing Zone 918" per le esercitazioni militari. Dal 2009 OCHA, l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, ha documentato qui oltre cento episodi di demolizione, con più di 300 strutture distrutte, e segnalato un rischio crescente di nuovi sfollamenti per circa 1.200 residenti.

"Lo scorso novembre avevo una costruzione con tre stanze, una cucina, un bagno e dei pozzi, ma hanno demolito tutto - dice Samir Hamamdi, un abitante del villaggio - sono tornati e hanno demolito tutto di nuovo. Eppure ricostruiremo. Come vedete, abbiamo montato una tenda e ci siamo sistemati qui. Non abbiamo nessun altro posto dove andare e non ce ne andremo".

"Soffriamo da 26 anni- aggiunge Mahmoud Hamamdi - ma questa sofferenza si è intensificata dopo il 7 ottobre. Ora subiamo il cancro dell'espansione delle colonie, che ha invaso le colline e bloccato l'accesso a tutte le nostre terre. Non possiamo più portare al pascolo le nostre pecore".

Hanaa Abu Areef racconta: "Siamo una famiglia di sette persone che viveva in una sola stanza, e sono venuti a demolirla. Ora viviamo all'aperto e l'inverno si avvicina. Che cosa faremo?".

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Roma, arrestati promotori e mandanti dell'omicidio Piscitelli

Roma, 9 set. (askanews) - Arrestati i presunti mandanti e promotori dell'omicidio di Fabrizio Piscitelli detto "Diabolik", avvenuto il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti a Roma. È stata eseguita da Carabinieri e Polizia un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 7 persone accusate, a vario titolo, di omicidio aggravato con metodo mafioso, estorsione con armi da guerra, tentato omicidio e associazione finalizzata al narcotraffico.

Indiziato come mandante apicale Michele Senese storico capo dell'omonimo clan che, secondo gli inquirenti, avrebbe fornito l'assenso preventivo determinante per uccidere Piscitelli. Si sarebbe infatti trattato di un'azione punitiva che sarebbe servita, secondo quanto emerso dalle indagini, a riaffermare il potere del clan su un proprio affiliato.

Al centro delle indagini c'è la ricostruzione della catena decisionale che avrebbe portato all'assassinio dell'ex leader degli Irriducibili della Lazio, ucciso in via Lemonia, mentre era seduto su una panchina. Un ruolo centrale viene attribuito anche a Leandro Bennato, indicato come mandante e organizzatore dell'operazione, mentre il killer sarebbe Raul Esteban Calderon, arrivato sul luogo del delitto a bordo di uno scooter rubato.

Piscitelli sarebbe stato eliminato perchè da tempo gestiva autonomamente alcune attività nel traffico di stupefacenti senza corrispondere al clan la quota dei profitti ritenuta dovuta. La morte di Piscitelli non ha placato la spirale di sangue nella Capitale. Subito dopo l'omicidio, i fedelissimi di 'Diabolik', riconducibili alla fazione albanese guidata da Elvis Demce, avrebbero avviato una fitta attività di ricerca e pedinamento per trovare e uccidere i mandanti, individuati fin da subito dagli ambienti criminali in Molisso e Bennato.

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Cina, 50 anni dopo Mao: giovani e nostalgici a Shaoshan

Shaoshan, 9 set. (askanews) - Cinquant'anni dopo la morte di Mao Zedong, a Shaoshan il "Grande Timoniere" continua a richiamare migliaia di visitatori. Nella città dello Hunan dove nacque nel 1893, circa mille persone hanno partecipato nella notte alla commemorazione dell'anniversario, con bandiere rosse, ritratti di Mao, copie del Libretto rosso e canti rivoluzionari. Molti sono giovani e studenti.

"La gente del posto è molto semplice e tutti sono molto amichevoli - dice questo turista - Una cosa che colpisce davvero è che ci sono moltissimi giovani. Da quello che ho sentito, dal 2018 ne vengono sempre di più, anno dopo anno".

Shaoshan è una delle mete del cosiddetto "turismo rosso", promosso in Cina nei luoghi simbolo della storia comunista. Negli ultimi anni è cresciuta anche la nostalgia per l'epoca di Mao, mentre il Paese affronta rallentamento economico e nuove pressioni sociali.

Una nostalgia che convive con il bilancio drammatico del maoismo. Il Grande Balzo in avanti fu accompagnato da una carestia che provocò decine di milioni di morti. La Rivoluzione culturale, voluta da Mao, portò persecuzioni e violenze e spinse il Paese verso il collasso economico e sociale.

"Sono molto felice di vedere tutta questa gente arrivare a Shaoshan - dice questa donna -. Siamo venuti soprattutto per rendere omaggio a nonno Mao. Proviamo un affetto profondo per lui perché era altruista e ha fatto qualcosa senza precedenti nella storia della Cina. È stato davvero una figura straordinaria, senza eguali prima o dopo di lui"

Mao morì il 9 settembre 1976. Cinquant'anni dopo, a Shaoshan il suo ritratto è ancora sulle bandiere, nei negozi e davanti alla casa dove nacque.

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