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Bilancio sostenibilità A2A, 1,3 mld di valore su Milano nel 2025

di TMNews venerdì 2 ottobre 2026
2' di lettura

Milano, 2 ott. (askanews) - Tra ordini ai fornitori, costo del lavoro, dividendi, imposte, canoni, sponsorizzazioni e donazioni nel 2025 A2A ha distribuito sul territorio di Milano 1,3 miliardi di euro di valore economico. È il risultato principale del bilancio di sostenibilità territoriale di Milano della società, che rende conto delle prestazioni ambientali, economiche e sociali del gruppo sul territorio nel 2025 e i piani di attività previsti per i prossimi anni.

"È un bilancio importante - ha detto Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A -, 1,3 miliardi di euro di valore rilasciato sul territorio, tra salari, dividendi, gli 879 milioni di euro dei nostri fornitori, quindi una filiera molto importante, e poi 600 milioni di euro di investimenti, cresciuti del 24% rispetto all'anno scorso, 250 milioni sulle reti elettriche, a dimostrazione del grande impegno che abbiamo sulla crescita dell'elettrificazione e della decarbonizzazione della città, la nostra nuova sede Life Tower, l'ammodernamento delle flotte di Amsa, gli oltre 2.300 punti di ricarica per auto elettriche installati, insomma investimenti molto importanti".

Tra punti di forza anche il capitolo occupazionale, con più di 900 persone assunte nel 2025.

"Noi le assumiamo con un contratto di lavoro a tempo indeterminato - ha sottolineato Roberto Tasca, presidente di A2A - che è un'altra scelta importante che abbiamo fatto come gruppo, abbandonando le logiche dello stage transitorio per i neolaureati che portiamo all'interno. Il problema è importante, in questo modo sviluppiamo fiducia nelle persone che vengono a lavorare per noi e diamo loro la possibilità di pianificare il futuro, contemporaneamente potrebbe essere per noi uno strumento importante per fidalizzare i talenti".

Tra le sfide c'è quella dei data center, visto che la metà di tutti quelli previsti nei prossimi anni in Italia sarà concentrata proprio a Milano, e per renderli sostenibili si sta già lavorando all'utilizzo del calore che producono per il teleriscaldamento.

"Abbiamo stimato fino a 300.000 utenze che potrebbero vedere la sostituzione del gas con il calore di recupero dei data center" ha aggiunto Mazzoncini.

Quanto ai rifiuti il 100% di quelli raccolti nei Comuni della Città Metropolitana serviti è stato destinato al recupero o alla produzione di energia, senza alcun conferimento in discarica, mentre il capoluogo si conferma tra le metropoli più virtuose in Europa per raccolta differenziata.

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Nations League, i tifosi irlandesi: non giocate il ritorno con Israele

Milano, 2 ott. (askanews) - I tifosi irlandesi di calcio hanno protestato davanti alla Dublin Arena per chiedere alla nazionale di boicottare la partita di ritorno della Nations League contro Israele.

"L'Irlanda non dovrebbe assecondare il genocidio - dice un tifoso - Abbiamo già giocato una partita contro Israele, responsabile di genocidio, e abbiamo violato il boicottaggio per i palestinesi. Non vogliamo che i giocatori lo facciano di nuovo. Non vogliamo che la Federazione irlandese lo faccia di nuovo, deve intervenire, con il sostegno del governo, si spera, ma anche senza, e fermare la partita".

"Sono venuta qui perché ho dei familiari a Gaza - dice una ragazza palestinese - e il minimo che posso fare per loro è parlare a loro nome e manifestare a loro nome".

"Ritengo che lo sport sia una questione politica - dice una tifosa - E sono state moltissime le occasioni in cui la gente ha boicottato degli eventi. Sono pienamente solidale con la campagna BDS (ndr Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) di cui faccio parte. L'unico modo per fermare questo genocidio e lo stato di apartheid di Israele è quindi il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni. Dobbiamo quindi boicottare Israele".

Dopo lunghe discussioni su un possibile boicottaggio, in segno di protesta contro la guerra a Gaza, i giocatori irlandesi hanno deciso di disputare la partita di andata, che si è svolta in Ungheria in uno stadio praticamente vuoto, vinta per 3-0.

I calciatori irlandesi indossavano fasce nere al braccio, e i capitani di entrambe le squadre non si sono stretti la mano né si sono scambiati i gagliardetti prima del calcio d'inizio.

La partita di ritorno è in programma domenica, ancora una volta in campo neutro, in Serbia.

TMNews

Dpfp, Giorgetti: contesto complesso, difficile fare previsioni

Roma, 2 ott. (askanews) - "Il Documento di finanza pubblica arriva in un contesto particolarmente complesso sotto molti aspetti e in cui fare previsioni diventa sempre più complicato così come tenere i percorsi di finanza pubblica". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri.

"Con questi numeri e tenuto conto di una crescita del Pil che abbiamo aggiornato per quanto riguarda il 2026 all'1%, rispetto all'originaria, prudente, stima dello 0,6%, il tasso di crescita programmatico si attesta allo 0,8% nel 2027, 0,9% nel 2028 e 0,8% nel 2029", ha aggiunto.

Il deficit, invece "dovrebbe stare sotto il 3% anche nel 2026, ma come sapete non basta, le nostre previsioni sono, tenendo conto della spesa supplementare consentita dalle regole europee, che salga al 3,4% nel '27, 3,3% nel 2028 2,4% nel 2029" ha detto Giorgetti.

TMNews

Giorgetti: "Scostamento dello 0,3% per 2027-28 per energia e difesa"

Roma, 2 ott. (askanews) - "Chiederemo uno scostamento quantificato per il 2027 nello 0,3% del Pil per l'energia e dello 0,3% per la sicurezza, con una analoga previsione per il 2028". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri.

"Rispetto alle intenzioni di qualche settimana fa abbiamo deciso di ridimensionare lo scostamento per la difesa" ha aggiunto. "Abbiamo aggiornato la stima del Pil all'1% nel 2026", mentre il deficit resterà sotto i limiti europei ha detto.

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Spagna, bocciati i decreti-casa di Sanchez: elezioni più vicine?

Roma, 2 ott. (askanews) - Niente da fare per i decreti sull'edilizia abitativa proposti del governo del premier socialista Pedro Sanchez in Spagna per far fronte alla crisi degli alloggi e alle proteste popolari seguite al "caso Maricarmen", l'anziana 87enne sfrattata a Madrid da un fondo di investimento: il Congreso de los Diputados, la camera del parlamento spagnolo, li ha bocciati con il voto contrario decisivo dei sette deputati del partito indipendentista catalano di centrodestra Junts.

Ora spetta allo stesso Sanchez decidere se cercare di portare a termine la legislatura - con all'orizzonte la legge di bilancio - oppure indire elezioni anticipate, come già chiesto dal leader dell'opposizione di centrodestra del Partido Popular, Alberto Nunez Feijòo. A Madrid si parla di un annuncio del capo del governo sulla sorte della legislatura già lunedì, dopo una pausa di riflessione nel fine settimana.

Il voto anticipato potrebbe non essere la scelta peggiore per il partito socialista (Psoe) di Sanchez: il governo ora può scaricare la colpa su un socio sempre più scomodo nella maggioranza, i nazionalisti catalani di centodestra - l'esecutivo ha infatti insistito oggi per un voto palese per alzata di mano; ma soprattutto, può cercare di sfruttare l'indignazione popolare per la bocciatura dei decreti, che potrebbe creare un'onda elettorale in grado di spingere i socialisti del Psoe e i partiti alla sua sinistra a una quota tale da potersela giocare con la destra del Pp e l'ultradestra di Vox.

Non a caso la ministra della Casa del governo Sanchez, Isabel Rodriguez oggi durante il suo intervento in aula ha lodato i manifestanti: "Una democrazia avanzata come quella spagnola non può permettersi un solo sfratto di più. È un'immagine che non avremmo mai dovuto vedere. Quell'immagine, quel dramma, quella tragedia, quel fallimento collettivo hanno portato alla mobilitazione sociale e, quando c'è mobilitazione sociale, la democrazia non si indebolisce, ma si rafforza".

Un ritorno alle urne comporta anche dei rischi, soprattutto per la mancanza di un leader chiaro nel principale alleato del governo a sinistra, il partito Sumar: ma andare al voto subito, forse già a fine novembre, con al centro del dibattito un problema sociale storico in Spagna come quello degli alloggi, piuttosto che la crisi dei migranti di Ceuta rappresenta un'occasione forse irripetibile per un governo già in crisi di credibilità.

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