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Spagna, bocciati i decreti-casa di Sanchez: elezioni più vicine?

di TMNews venerdì 2 ottobre 2026
2' di lettura

Roma, 2 ott. (askanews) - Niente da fare per i decreti sull'edilizia abitativa proposti del governo del premier socialista Pedro Sanchez in Spagna per far fronte alla crisi degli alloggi e alle proteste popolari seguite al "caso Maricarmen", l'anziana 87enne sfrattata a Madrid da un fondo di investimento: il Congreso de los Diputados, la camera del parlamento spagnolo, li ha bocciati con il voto contrario decisivo dei sette deputati del partito indipendentista catalano di centrodestra Junts.

Ora spetta allo stesso Sanchez decidere se cercare di portare a termine la legislatura - con all'orizzonte la legge di bilancio - oppure indire elezioni anticipate, come già chiesto dal leader dell'opposizione di centrodestra del Partido Popular, Alberto Nunez Feijòo. A Madrid si parla di un annuncio del capo del governo sulla sorte della legislatura già lunedì, dopo una pausa di riflessione nel fine settimana.

Il voto anticipato potrebbe non essere la scelta peggiore per il partito socialista (Psoe) di Sanchez: il governo ora può scaricare la colpa su un socio sempre più scomodo nella maggioranza, i nazionalisti catalani di centodestra - l'esecutivo ha infatti insistito oggi per un voto palese per alzata di mano; ma soprattutto, può cercare di sfruttare l'indignazione popolare per la bocciatura dei decreti, che potrebbe creare un'onda elettorale in grado di spingere i socialisti del Psoe e i partiti alla sua sinistra a una quota tale da potersela giocare con la destra del Pp e l'ultradestra di Vox.

Non a caso la ministra della Casa del governo Sanchez, Isabel Rodriguez oggi durante il suo intervento in aula ha lodato i manifestanti: "Una democrazia avanzata come quella spagnola non può permettersi un solo sfratto di più. È un'immagine che non avremmo mai dovuto vedere. Quell'immagine, quel dramma, quella tragedia, quel fallimento collettivo hanno portato alla mobilitazione sociale e, quando c'è mobilitazione sociale, la democrazia non si indebolisce, ma si rafforza".

Un ritorno alle urne comporta anche dei rischi, soprattutto per la mancanza di un leader chiaro nel principale alleato del governo a sinistra, il partito Sumar: ma andare al voto subito, forse già a fine novembre, con al centro del dibattito un problema sociale storico in Spagna come quello degli alloggi, piuttosto che la crisi dei migranti di Ceuta rappresenta un'occasione forse irripetibile per un governo già in crisi di credibilità.

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"Sono venuta qui perché ho dei familiari a Gaza - dice una ragazza palestinese - e il minimo che posso fare per loro è parlare a loro nome e manifestare a loro nome".

"Ritengo che lo sport sia una questione politica - dice una tifosa - E sono state moltissime le occasioni in cui la gente ha boicottato degli eventi. Sono pienamente solidale con la campagna BDS (ndr Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) di cui faccio parte. L'unico modo per fermare questo genocidio e lo stato di apartheid di Israele è quindi il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni. Dobbiamo quindi boicottare Israele".

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I calciatori irlandesi indossavano fasce nere al braccio, e i capitani di entrambe le squadre non si sono stretti la mano né si sono scambiati i gagliardetti prima del calcio d'inizio.

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"Con questi numeri e tenuto conto di una crescita del Pil che abbiamo aggiornato per quanto riguarda il 2026 all'1%, rispetto all'originaria, prudente, stima dello 0,6%, il tasso di crescita programmatico si attesta allo 0,8% nel 2027, 0,9% nel 2028 e 0,8% nel 2029", ha aggiunto.

Il deficit, invece "dovrebbe stare sotto il 3% anche nel 2026, ma come sapete non basta, le nostre previsioni sono, tenendo conto della spesa supplementare consentita dalle regole europee, che salga al 3,4% nel '27, 3,3% nel 2028 2,4% nel 2029" ha detto Giorgetti.

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