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Piantedosi sul libro di Rotondi: l'importanza di essere di centro

di TMNews sabato 3 ottobre 2026
2' di lettura

Roma , 3 ott. (askanews) - "Pur non potendo essere fisicamente a Saint-Vincent, non ho voluto rinunciare alla preziosa occasione di raccogliere le suggestioni proposte dal libro dell'amico Gianfranco Rotondi. E voglio partire dall'assunto che in politica i contenitori possono mutare molto più facilmente dei contenuti. Questo perché il contenuto della politica è lo specchio della società e ci sono aspetti della società che cambiano molto lentamente, o non cambiano affatto, esprimendo la necessità di essere recepiti in forme diverse, ma con continuità. In effetti, in Italia esiste un mondo moderato, produttivo, di cultura cattolica, che non ha mai smesso di cercare rappresentanza: un mondo, diremmo, di centro. L'espressione 'di centro' ricorre frequentemente nel linguaggio comune, ma ha un significato complesso. Definire il centro, infatti, non equivale affatto a sostenere che una parte degli italiani professi opinioni politiche equidistanti dalla destra e dalla sinistra. Il concetto di centro non riguarda la pura geometria parlamentare. Essere di centro significa attribuire alla politica una funzione di mediazione fra gruppi sociali, rifiutare l'identificazione esclusiva di un partito con una classe o un'ideologia. Significa attribuire importanza ai corpi intermedi, combinare iniziativa economica e solidarietà sociale. Il centro, insomma, non è uno spazio politico: il centro è una funzione. E da questo punto di vista la lunga vicenda della Democrazia Cristiana acquista una rilevanza particolare nella storia d'Italia. La brillante definizione di 'partito italiano' ci rimanda l'idea che la centralità della DC fu essenzialmente dovuta alla capacità di organizzare, senza appiattirli, gli interessi di una società articolata, sintetizzandone la complessità. Ebbene, la DC riuscì a diventare un grande partito popolare perché fu capace di convogliare un elettorato in cui convivevano mondo rurale, ceti urbani, lavoratori dipendenti e imprenditori, piccoli proprietari e professionisti, Nord e Sud, aree industrializzate e territori ancora prevalentemente agricoli. La mediazione non costituì quindi soltanto un principio, ma una tecnica concreta di rappresentanza: una tecnica attuale e, direi, ancora necessaria". Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi nel videomessaggio al Convegno annuale di Saint-Vincent, in programma dal 2 al 4 ottobre nella Sala Comunale, in occasione della presentazione del libro di Gianfranco Rotondi "Il partito italiano dalla DC a Berlusconi a Meloni", edito da Graus.

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Direttamente da Mulvaney's B&L, Patrick Mulvaney, chef e ristoratore di Sacramento, risponde ad Askanews, nel quadro degli incontri californiani legati a Terra Madre Salone del Gusto Torino. "Sono cresciuto in una famiglia di origini irlandesi, quindi ho un piccolo repertorio di tradizioni che devo seguire in fatto di cibo. Ma viviamo in California, nella regione agricola più ricca del mondo, quindi 20 anni fa, quando abbiamo aperto il ristorante, abbiamo detto due cose. Il primo principio era quello che il cibo dice di essere ciò che sa, e il secondo, che i nostri menu sarebbero stati creati quotidianamente in base a ciò che i contadini portavano", ha detto.

Mulvaney ha definito il suo locale "un ristorante americano", inteso come celebrazione delle persone, del cibo e delle tradizioni culinarie di tutto il mondo. Ma riferendosi alla cultura gastronomica italiana, lo chef ha sottolineato: "Quindi il cibo italiano è sempre stato un cibo a cui abbiamo guardato con ammirazione per anni, giusto? Voglio dire, le lunghe tradizioni, la quantità considerevole. L'idea che il cibo sia importante e che venga dal cuore è stata fondamentale e ha avuto una grande influenza sulla mia vita. Mentre eravamo a Bologna, qualcuno ci ha detto che noi americani, a volte sembriamo avere paura di non avere tradizioni, ma la verità è che le tradizioni non sono altro che innovazioni che si sono affermate. Qualcosa in cui bisogna investire ogni giorno".

Mulvaney ha poi spiegato come Sacramento stia costruendo il proprio futuro alimentare: "Abbiamo sempre pensato che Sacramento si trovi in una posizione unica come centro del cibo. E siamo coinvolti con Slow Food International e Slow Food USA da anni. E quando siamo arrivati qui nel 2024, ci siamo detti: 'Perché non Sacramento?' E Slow Food Italia e Slow Food International ci hanno risposto: 'Perché non andare nelle Americhe e vedere cosa possiamo fare?' Ed eccoci qui", ha aggiunto.

Il risultato è stato Terra Madre Sacramento Americas, che nel 2024 ha attirato oltre 150.000 partecipanti, e un crescente scambio tra California e Italia, con 60 persone da Sacramento presenti a Torino nel 2026, "entusiaste di rendere il 2027 ancora migliore a Sacramento".

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Il premio per il miglior Branded Podcast invece è andato a "Dolomiti Sound Stories" prodotto da Vois e Dolomiti Supersky.

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