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Festival Podcasting: RaiPlaySound anche in video con "Io ero un milanese"

di TMNews sabato 3 ottobre 2026
1' di lettura

Milano, 3 ott. (askanews) - Il podcast che diventa serie tv è il sogno di ogni podcaster dice Andrea Borgnino, giornalista e conduttore di RaiPlaySound: un sogno che si realizza con la fiction tratta dal podcast "Io ero un milanese" che annuncia al Festival del Podcasting di Milano.

"Per un'azienda multimediale come la Rai che fa radio, tv e podcast il sogno è trovare un prodotto editoriale che parte dal podcast e diventa qualcos'altro; un sogno condiviso, credo, da tutti quelli che stanno seguendo il festival del Podcasting" dice Borgnino. "Mi piace annunciare che uno dei podcast più famosi di RaiPlaySound che è "Io ero un milanese" di Mauro Pescio, che racconta questa saga in 14 puntate di un rapinatore di banche, diventerà a gennaio una fiction televisiva: 8 puntate su RaiUno da 45 minuti, che realizzano il sogno del podcast: trovare una storia, svilupparla in audio, creare empatia con chi ascolta ma provare a vedere se la stessa storia regge il passaggio nel mondo del media più classico, la tv e il cinema. Per noi è una grandissima gioia e anche in fondo per tutto il mercato del podcast italiano: perché è la prima volta che un podcast italiano, prodotto in Italia, diventa una fiction seriale: vediamo come va".

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"Il podcast si intitola "A chi interessa" e racconta la storia della scomparsa del capitano Natale De Grazia, morto mentre stava conducendo delle indagini su presunti affondamenti di navi, cariche di rifiuti radioattivi" spiega Sparano. "Trova la morte alla fine di un viaggio dopo cui probabilmente le cose sarebbero cambiate e non sappiamo come sia morto. Aveva 38 anni, era in perfetta salute. Ho voluto raccontare questa storia che non è solo italiana ma mediterranea e ambientale. Natale De Grazia era un uomo di Stato e teneva alla tutela dell'ambiente e del mare; da quello che lui ci ha lasciato potremmo cercare di apprendere per fare la nostra parte".

Menzione speciale invece a "Noi restiamo qui, giovani storie montanare"; un audio documentario di Marco Romano e Sara Sartori, progetto del Museo Etnografico Trentino di San Michele all'Adige.

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Direttamente da Mulvaney's B&L, Patrick Mulvaney, chef e ristoratore di Sacramento, risponde ad Askanews, nel quadro degli incontri californiani legati a Terra Madre Salone del Gusto Torino. "Sono cresciuto in una famiglia di origini irlandesi, quindi ho un piccolo repertorio di tradizioni che devo seguire in fatto di cibo. Ma viviamo in California, nella regione agricola più ricca del mondo, quindi 20 anni fa, quando abbiamo aperto il ristorante, abbiamo detto due cose. Il primo principio era quello che il cibo dice di essere ciò che sa, e il secondo, che i nostri menu sarebbero stati creati quotidianamente in base a ciò che i contadini portavano", ha detto.

Mulvaney ha definito il suo locale "un ristorante americano", inteso come celebrazione delle persone, del cibo e delle tradizioni culinarie di tutto il mondo. Ma riferendosi alla cultura gastronomica italiana, lo chef ha sottolineato: "Quindi il cibo italiano è sempre stato un cibo a cui abbiamo guardato con ammirazione per anni, giusto? Voglio dire, le lunghe tradizioni, la quantità considerevole. L'idea che il cibo sia importante e che venga dal cuore è stata fondamentale e ha avuto una grande influenza sulla mia vita. Mentre eravamo a Bologna, qualcuno ci ha detto che noi americani, a volte sembriamo avere paura di non avere tradizioni, ma la verità è che le tradizioni non sono altro che innovazioni che si sono affermate. Qualcosa in cui bisogna investire ogni giorno".

Mulvaney ha poi spiegato come Sacramento stia costruendo il proprio futuro alimentare: "Abbiamo sempre pensato che Sacramento si trovi in una posizione unica come centro del cibo. E siamo coinvolti con Slow Food International e Slow Food USA da anni. E quando siamo arrivati qui nel 2024, ci siamo detti: 'Perché non Sacramento?' E Slow Food Italia e Slow Food International ci hanno risposto: 'Perché non andare nelle Americhe e vedere cosa possiamo fare?' Ed eccoci qui", ha aggiunto.

Il risultato è stato Terra Madre Sacramento Americas, che nel 2024 ha attirato oltre 150.000 partecipanti, e un crescente scambio tra California e Italia, con 60 persone da Sacramento presenti a Torino nel 2026, "entusiaste di rendere il 2027 ancora migliore a Sacramento".

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