Roma, 5 ott. (askanews) - "La migrazione può essere gestita senza condizioni disumane, senza indebolire il diritto di chiedere asilo e senza trattare i diritti umani come ostacoli". È questo il messaggio di Richard Gere, che in un video appello, che si conclude con un "siamo tutti migranti", si è schierato al fianco di ActionAid per richiamare l'attenzione sull'inefficacia di politiche migratorie fondate sulla detenzione, sulla deportazione e sull'esternalizzazione del controllo delle frontiere e sulle conseguenzeche queste politiche producono sui diritti e sulla dignità delle persone, chiamando anche in causa l'Italia per il "modello Albania".
"Nel corso degli anni ho incontrato molte persone costrette a lasciare le proprie case a causa di guerre, persecuzioni, povertà, disuguaglianze o catastrofi climatiche - ha spiegato l'attore - cercavano le stesse cose che tutti noi desideriamo: sicurezza, dignità e speranza. Qualunque sia il nostro Paese o il nostro status, condividiamo gli stessi diritti umani. Attraverso il lavoro di organizzazioni come ActionAid, ci ricordiamo che il vero cambiamento inizia stando al fianco delle persone e sostenendole nella rivendicazione dei propri diritti. La migrazione è una delle sfide decisive del nostro tempo. I governi hanno il diritto e la responsabilità di gestirla. Ma la sicurezza non può essere perseguita a scapito dei diritti umani".
"I diritti umani non si fermano alle frontiere. Oggi sono sempre più preoccupato per il modo in cui si parla di migrazione in Europa e oltre. La paura sta sostituendo la compassione. Le persone vengono ridotte a numeri, problemi o minacce - ha proseguito Gere - la detenzione, la deportazione e l'invio di persone oltre i confini europei vengono sempre più presentati come soluzioni normali".
E ha fatto un riferimento all'Italia: "In Italia, questa direzione si vede nel crescente ricorso ai centri di detenzione e nel modello sviluppato con l'Albania. Questo modello sposta il controllo della migrazione oltre i confini dell'Europa e lontano dal controllo dell'opinione pubblica. Ciò che accade lì potrebbe diventare un modello per il modo in cui l'Europa gestirà la migrazione in futuro. Per questo sono al fianco di ActionAid, che sta portando alla luce i costi umani e i fallimenti di un sistema fondato sulla detenzione e sta mostrando come questo sistema limiti i diritti delle persone. La migrazione può essere gestita senza condizioni disumane, senza indebolire il diritto di chiedere asilo e senza trattare i diritti umani come ostacoli. Siamo tutti migranti. Difendiamo la nostra comune umanità finché siamo ancora in tempo".