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Giappone, premier Takaichi promette relazione "stabile" con la Cina

di TMNews lunedì 5 ottobre 2026
1' di lettura

Tokyo, 5 ott. (askanews) - Durante un discorso programmatico in Parlamento, la premier giapponese Sanae Takaichi ha annunciato di voler costruire una relazione "costruttiva e stabile" con la Cina, ritenuta un "vicino importante". Le relazioni diplomatiche tra i due Paesi sono ai minimi storici da quando, lo scorso novembre, la signora Takaichi ha suggerito che Tokyo potrebbe intervenire in caso di attacco contro l'isola di Taiwan, che Pechino rivendica come parte del proprio territorio.

"La Cina è un vicino importante e, nonostante le difficoltà, abbiamo costruito nel corso degli anni una relazione di lunga data. In quest'ottica, promuoveremo la nostra 'relazione reciprocamente vantaggiosa fondata su interessi strategici comuni' a tutti i livelli", ha affermato la premier giapponese.

"Allo stesso tempo, in merito alle diverse questioni riguardanti il Mar Cinese Orientale e il Mar Cinese Meridionale, alle attività militari nelle aree limitrofe al Giappone, alle misure coercitive, alla sicurezza dei cittadini giapponesi e alle preoccupazioni in materia di diritti umani, ribadiremo con fermezza le posizioni del nostro Paese quando necessario e solleciteremo con forza un comportamento responsabile. Parallelamente, lavoreremo per garantire la comunicazione sulle sfide comuni, promuovere il dialogo a tutela dei nostri interessi nazionali e costruire una relazione costruttiva e stabile", ha aggiunto Takaichi.

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Kharkiv (Ucraina), 5 ott. (askanews) - Nelle immagini dei servizi d'emergenza ucraini, i soccorritori al lavoro e gli edifici di Kharkiv ridotti in macerie dopo un attacco russo che ha colpito la seconda città più grande dell'Ucraina, uccidendo almeno cinque persone e ferendone oltre 50. Secondo l'ultimo bilancio fornito dal sindaco Ihor Terekhov, tra i feriti ci sono anche tre bambini.

Almeno tre bombe aeree guidate sono state coinvolte negli attacchi, che hanno colpito un grattacielo residenziale e un'area industriale, ha riferito sui social il governatore regionale Oleg Synegubov che ha parlato inoltre di "danni ingenti" e ha segnalato decine di edifici residenziali danneggiati.

Mosca nega di aver preso di mira le infrastrutture civili ma nelle ultime settimane si sono intensificati i bombardamenti mortali sulle città ucraine. A Kiev sono state colpite infrastrutture chiave, compresi i ponti, bloccando il traffico nella capitale ucraina.

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"Riguardo al caso di Lens, che è ovviamente, direi, drammatico sia sul piano personale che umano, come ogni infortunio grave per definizione, non so cosa sia accaduto né in quali circostanze si sia verificato. Prima di esprimermi su qualsiasi aspetto, mantengo una grande prudenza, perché ci sono sempre delle circostanze alla base di situazioni drammatiche come questa. Si tratta dunque, evidentemente, di una situazione estremamente dolorosa, ma comprenderete che non posso esprimermi in cinque minuti senza conoscere i fatti".

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Premio Nobel per la medicina a tre scienziati per studio sul cervello

Stoccolma, 5 ott. (askanews) - Il Premio Nobel per la Medicina del 2026 è stato assegnato all'americano Karl Deisseroth e ai tedeschi Peter Hegemann e Georg Nagel per il loro lavoro rivolto a svelare i misteri del cervello nel campo dell'optogenetica che utilizza la luce per controllare i segnali nervosi. Secondo l'Assemblea del Nobel del Karolinska Institutet di Stoccolma i tre scienziati "hanno gettato le basi di una nuova era nelle neuroscienze".

"Questo apre un vasto campo di ricerca, poiché ora possiamo studiare fenomeni che prima erano semplicemente impossibili da studiare. E ha già portato a numerose scoperte", ha dichiarato Sten Linnarsson, vicepresidente del Comitato Nobel per la Fisiologia e la Medicina, poco dopo l'annuncio.

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"Nel corso degli anni ho incontrato molte persone costrette a lasciare le proprie case a causa di guerre, persecuzioni, povertà, disuguaglianze o catastrofi climatiche - ha spiegato l'attore - cercavano le stesse cose che tutti noi desideriamo: sicurezza, dignità e speranza. Qualunque sia il nostro Paese o il nostro status, condividiamo gli stessi diritti umani. Attraverso il lavoro di organizzazioni come ActionAid, ci ricordiamo che il vero cambiamento inizia stando al fianco delle persone e sostenendole nella rivendicazione dei propri diritti. La migrazione è una delle sfide decisive del nostro tempo. I governi hanno il diritto e la responsabilità di gestirla. Ma la sicurezza non può essere perseguita a scapito dei diritti umani".

"I diritti umani non si fermano alle frontiere. Oggi sono sempre più preoccupato per il modo in cui si parla di migrazione in Europa e oltre. La paura sta sostituendo la compassione. Le persone vengono ridotte a numeri, problemi o minacce - ha proseguito Gere - la detenzione, la deportazione e l'invio di persone oltre i confini europei vengono sempre più presentati come soluzioni normali".

E ha fatto un riferimento all'Italia: "In Italia, questa direzione si vede nel crescente ricorso ai centri di detenzione e nel modello sviluppato con l'Albania. Questo modello sposta il controllo della migrazione oltre i confini dell'Europa e lontano dal controllo dell'opinione pubblica. Ciò che accade lì potrebbe diventare un modello per il modo in cui l'Europa gestirà la migrazione in futuro. Per questo sono al fianco di ActionAid, che sta portando alla luce i costi umani e i fallimenti di un sistema fondato sulla detenzione e sta mostrando come questo sistema limiti i diritti delle persone. La migrazione può essere gestita senza condizioni disumane, senza indebolire il diritto di chiedere asilo e senza trattare i diritti umani come ostacoli. Siamo tutti migranti. Difendiamo la nostra comune umanità finché siamo ancora in tempo".

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